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don Gabriele Nanni – Commento al Vangelo del 18 Dicembre 2024

Il sogno di Giuseppe

Commento al vangelo Don Gabriele Nanni.

Trascrizione, non rivista, del video Youtube.

Sia lodato Gesù Cristo!

Un saluto carissimo a voi che ascoltate.

Nell’approssimarsi del Natale, le letture convergono sull’incarnazione, sulle profezie dell’incarnazione. Quella di quest’oggi è il sogno di Giuseppe, lo sposo di Maria.

Un episodio narrato dalla Bibbia di grande intimità e delicatezza. Riguarda infatti la persona di Giuseppe in relazione a quella che è la Vergine, che deve partorire un figlio, che è Figlio di Dio.

Giuseppe è una persona umilissima, di stirpe regale. A sorte fu dato in sposo alla Vergine Maria, anch’ella della stirpe di Davide. Tuttavia, la spiritualità di Giuseppe era altissima, e lo si può inferire da quella frase che la Madonna dice all’angelo:
“Com’è possibile che io divento madre? Io non conosco uomo.”

È fidanzata, e quindi è prossima al matrimonio e, soprattutto, alla convivenza. L’angelo, come dice il Vangelo, va da lei prima che andassero a convivere insieme i due sposi promessi.

“Non conosco uomo”, come a dire: “Non ho intenzione.” E quindi Giuseppe non ha intenzione, perché siamo d’accordo. C’è grande serenità in tutto questo: non abbiamo intenzione di avere quelli che sono rapporti di marito e moglie.

La scelta della Madonna è fuori da quello che è il raggio culturale dell’epoca. La scelta della consacrazione a Dio, come offerta della propria verginità, inizia con la Madonna.

Esiste invece una sorta di consacrazione a Dio nella tradizione di Israele, che è il nazireato, che è della parte maschile. Di fatto, la Madonna, quando risponde all’angelo, è preoccupata che questo suo desiderio, o voto come possiamo immaginare – e dunque accordo anche con Giuseppe – possa essere in qualche modo non accetto a Dio. “Com’è possibile questo?”

Ella è convinta che Dio avesse accettato, insomma, questo suo desiderio, e con lei Giuseppe. Ma tutto questo, dopo il “sì” di Maria, rimane chiuso come notizia, come nozione, fra la Vergine Maria, l’angelo e Dio. Giuseppe è escluso da questo fatto.

La Vergine Maria dunque deve dire sì, vuole dire sì, ma deve anche obbedire al fatto che Giuseppe non è informato. In questa annunciazione Giuseppe non è coinvolto.

L’intimità di Dio con un’anima è sempre un tu per tu. In questo fatto dell’incarnazione, un fatto unico e irripetibile, Giuseppe è escluso da quello che è il momento del consenso della Madonna ad essere la Madre di Dio, in questa forma specialissima, andando contro quelli che erano probabilmente tutti i suoi desideri.

È la sua forma più alta di offerta sacrificale di sé a Dio: la propria vita senza figli, condivisa già con Giuseppe. E lo si può ben desumere.

Ora, Giuseppe non viene informato di questo, e la Madonna deve sopportare di non poterlo dire, perché in qualche modo l’angelo non ordina nulla a lei. Dio non dispone nulla per informare Giuseppe.

Giuseppe si accorge dello stato di gravidanza che avviene in lei, specie quando va dalla cugina ad assistere negli ultimi mesi alla gravidanza di Elisabetta. Poi ritorna: sono passati dei mesi. Quando torna, il suo stato di gravidanza è evidente.

Elisabetta lo sa all’inizio, non per quello che vede, ma per lo Spirito Santo:
“A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?”

Giuseppe ancora rimane fuori dai giochi. Eppure, in questo momento in cui sembra che l’umanità di Giuseppe sia consumata dal dubbio, dal dolore, dalla delusione di una sposa di così alta levatura spirituale, ecco che prende una decisione: è una decisione minimale, di rimandare a casa la sua promessa sposa.

Consumato, completamente esaurito umanamente, Giuseppe viene adesso finalmente raggiunto da Dio. In quale forma? Non con l’apparizione di un angelo, ma con un dialogo che riceve dall’angelo un ordine da parte di Dio durante la fase del sogno.

Diventa poi, dopo, il suo modo consueto di ricevere ordini da Dio. Ma doveva essere anche già abituato prima, perché in quel sogno, in quella apparizione, egli comprende.

L’angelo gli dice:
“Non temere, Giuseppe. Quel che deve nascere è opera di Dio.”

E si realizza la profezia di Isaia:
“Ecco, la Vergine partorirà un figlio che sarà l’Emmanuele, il Dio con noi.”

La Vergine partorisce, ed è il suo essere divino: Dio con noi. Egli si alza e prende con sé la sposa, conscio del suo compito, conscio di trovarsi di fronte alla volontà di Dio.

Tutto si scioglie. Giuseppe comprende immediatamente qual è il suo compito, il suo dovere, e lo assolve con forza, tenacia, silenzio, operosità, obbedienza continua alla parola di Dio.

La comunicazione per mezzo dei sogni è già di un suo antenato, Giuseppe venduto dai fratelli, chiamato anche il sognatore, perché riceveva istruzioni da Dio proprio durante il sonno.

Sono diversi i metodi che Dio usa, a seconda delle persone, come Lui dispone: chi nell’apparizione, chi nella visione, chi nella locuzione interiore, chi esteriore. Questa del sogno è anche abbastanza diffusa, ed è biblica. È una cosa che la Scrittura ci consegna.

Giuseppe, dunque, sposo di Maria, è l’uomo già consacrato a Dio. Per questo, non disdegnando e non disprezzando, ma obbedendo alle leggi di Dio, accetta il matrimonio con Maria, ma in accordo con lei, nella verginità.

Con l’intervento di Dio, che dispone qualcosa di assolutamente imprevedibile, egli accetta tutto quanto e ricomprende, alla luce delle profezie, quello che sta per avvenire.

La Vergine partorirà un figlio, ma le occorre uno sposo casto e fedele che sia accanto a lei, per proteggere lei e il Figlio, il Messia, che deve crescere e, a maturazione avvenuta, governare i popoli e portarli tutti quanti alla salvezza.

Dio con noi, messo nelle mani di una coppia di giovani purissimi, castissimi, a Dio, che mettono Dio al primo posto, prima dei loro desideri pulsanti.

Essi non sono coloro che si oppongono a Dio, ma sono felici nell’obbedire a Dio. E così, con loro, si realizza questo grande progetto del Dio che diventa uomo e si incarna per l’umanità intera.

Giuseppe è una figura chiave. Dovremmo meditare, ringraziare, pregare sempre di più.

Dio vi benedica.

Fonte: YOUTUBE | SPREAKER