don Franco Scarmoncin – Commento al Vangelo di domenica 20 Settembre 2020

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1ยฐ Lettura

– Il popolo ebreo รจ in esilio a Babilonia

da una cinquantina di anni;

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si rivolge a Dio

nella speranza che intervenga

per liberare loro da quella situazione

di esilio

e di punire il popolo conquistatore

per le loro malefatte.

Devono solo aver pazienza:

Dio punirร  i Babilonesi โ€œcattiviโ€

e salverร  il suo popolo Israele, โ€œtutto buonoโ€.

ย 

– Interviene il profeta Isaia:

Dio non la pensa cosรฌ!

โ€œI miei pensieri non sono i vostri pensieri,

le mie vie non sono le vostre vieโ€.

ย 

Dio รจ trascendente,

รจ al di fuori e al di lร ,

diverso

da come la pensiamo noi;

Dio non vede, non giudica,

non interviene nella maniera

che vorremmo noi:

anzi

dobbiamo correggere totalmente

la nostra concezione di Dio:

Dio non punisce i malvagi

e non premia i buoni, perchรฉ sono buoni;

Dio vuole la salvezza di tutti,

non solo di quelli che noi riteniamo

giusti e buoni noi,

ma pure di quanti noi condanniamo come malvagi.

ย 

Dio giudica e premia

non secondo le nostre opere

ma secondo la sua bontร  e misericordia,

indipendentemente dai nostri meriti,

che non esistono di fronte a Dio.

ย 

A questo punto lโ€™esempio piรน chiaro

ci viene dalla parabola veritร 

che ci racconta oggi Gesรน

e che sentiremo ora nella pagina del vangelo.

Noi veniamo salvati

dalla bontร  di Dio

non per le nostre opere buone.

ย 

ย ย ย ย ย ย  VANGELO

ย 

– Lโ€™incontro di A.C.

in cui ai partecipanti era stato offerta

questa parabola

come pagina per la riflessione.

ย 

La conclusione dellโ€™assemblea รจ stata:

quel padrone (Dio)

non si รจ comportato bene

con i suoi operai:

ha commesso una grave ingiustizia!

E si stava parlando di Dioโ€ฆ

ย 

A prima vista ha qualcosa di irritante

questo comportamento trasgressivo,

ingiusto,

fuori da ogni logica.

ย 

– Ma รจ proprio su questo comportamento strano,

illogico,

fuori dai nostri schemi,

che verte lโ€™insegnamento di Gesรน,

che non vuole insegnare

una forma di giustizia retributiva sociale,

ma il cuore di Dio.

ย 

– Noi ( la societร , i sindacati, leggi, eccโ€ฆ)

in base a che cosa fissiamo le paghe?

Con quali criteri

si decide la retribuzione per un lavoro ?

ย ย ย ย ย ย ย ย  ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย  – il tipo di lavoro

ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย  ย ย ย ย ย ย  piรน o meno pesante,

ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย  piรน o meno di responsabilitร ,

ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย  per il ruolo sociale che rappresenta,

ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย  per il guadagno che aiuta a percepire,

ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย  per la famiglia da mantenere,

ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย  per lโ€™anzianitร  di lavoro,

ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย  per la specializzazione personale,

ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย  per il rischio economico a cui va incontro,

ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย  per il titolo di studio,

per lโ€™incidenza sulla salute, eccโ€ฆ

e sono tutti criteri validi e giusti

con cui vengono assegnati i contributi

e le buste paga.

ย 

– Gesรน dice che cโ€™รจ anche un altro criterio:

la generositร  del padrone,

del datore di lavoro!

ย 

– La parabola della giornata di lavoro

rappresenta la vita,

i momenti della vita:

dal mattino (nascita)

fino a sera (morte).

ย 

Il Padrone con alcuni aveva pattuito

โ€œla giusta ricompensaโ€

senza precisare quanto o quale fosse:

โ€œil giustoโ€!

Chi decide โ€œil giustoโ€?

ย 

– Lo scandalo, la ribellione

nascono da vari fattori

che non vogliamo accettare: es.

– comincia a pagare dagli ultimi,

– dร  a tutti la medesima paga!

Eโ€™ una scorrettezza evidente!

ย 

– Noi siamo ancora legati alla

religione dei meriti;

non esistono davanti a Dio

โ€œi meritiโ€ per essere andati a Messa,

aver fatto opere buone,

aver detto tante preghiere

o aver visto la Madonnaโ€ฆ

Tutte questo cose buone

possono aiutare noi,

farci sentire in pace e sereniโ€ฆ

ma non servono per farci belli davanti a Dio.

ย 

Lโ€™unico criterio di salvezza (la paga finale)

รจ la bontร  e la misericordia di Dio;

e per fortuna!

ย ย ย ย ย ย  1ยฐ non toglie nulla a nessuno,

ย ย ย ย ย ย  2ยฐ tutti ricevono ciรฒ che รจ giusto,

3ยฐ molti piรน di quanto meritano.

ย 

N.B.

Gli Ebrei, i farisei, gli scribi, i Sacerdoti

del tempo di Gesรน

erano convinti che lโ€™osservanza

della Legge di Dio,

la pratica al Tempio,

le opere buone

fossero necessari per salvarsiโ€ฆ

come se fosse lโ€™uomo stesso a salvare se stesso;

invece Gesรน rovescia il concetto:

non รจ lโ€™uomo, per quanto buono e pio

a salvarsi,

ma รจ Dio che salva,

indipendentemente dalla bontร  o meno

della persona stessa.

Commento a cura di don Franco Scarmoncin – Diocesi di Padova


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