HomeVangelo della Domenicadon Franco Scarmoncin - Commento al Vangelo di domenica 17 Dicembre 2023

don Franco Scarmoncin – Commento al Vangelo di domenica 17 Dicembre 2023

Commento al brano del Vangelo di: ✝ Gv 1,6-8.19-28

Prima Lettura  Is 61, 1-2.10-11

Lo spirito del Signore Dio è su di me,

perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione;
mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri,
a fasciare le piaghe dei cuori spezzati,
a proclamare la libertà degli schiavi,
la scarcerazione dei prigionieri,
a promulgare l’anno di grazia del Signore.
Io gioisco pienamente nel Signore,
la mia anima esulta nel mio Dio,
perché mi ha rivestito delle vesti della salvezza,
mi ha avvolto con il mantello della giustizia,
come uno sposo si mette il diadema
e come una sposa si adorna di gioielli.
Poiché, come la terra produce i suoi germogli
e come un giardino fa germogliare i suoi semi,
così il Signore Dio farà germogliare la giustizia
e la lode davanti a tutte le genti.
    

  
Vangelo  Gv 1, 6-8. 19-28
Dal vangelo secondo Giovanni
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa». 
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». 
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.
   

       1° Lettura

– Il Profeta Isaia (VI sec. a.C.)

con le prime righe di questa pagina

cerca di accreditarsi davanti al suo popolo

come “uomo mandato da Dio”,

come “profeta”:

non è lui, Isaia, a inventarsi quello che dirà,

ma è la Spirito del Signore

a suggerirgli quanto annuncerà,

fosse pure inverosimile

e quasi impossibile da credere.

– Mentre il popolo ebreo è ancora in esilio,

il profeta predice un grande evento:

non solo il ritorno a Gerusalemme,

(erano partiti per l’esilio nel 598

e ritornarono nel 538 – 60 anni dopo-)

ma

“un tempo di grazia”

“un giubileo”

per cui i prigionieri torneranno liberi,

chi aveva debiti gli saranno condonati,

chi era rimasto senza casa e campi

gli verranno restituiti,

inizierà per tutti una nuova vita,

speranze e possibilità nuove.

“Il Signore farà germogliare la giustizia”.

Noi stiamo preparandoci al Natale,

è Gesù la Giustizia di Dio = Amore di Dio che salva…nnm-

stiamo preparandoci ad accogliere

Colui che porterà la Giustizia, la Grazia

e la Verità.

– Dio sta per venire a liberare il suo popolo

e non indosseremo più le vesti lacere

proprie degli schivi,

ma vesti di salvezza

e un manto di giustizia;

non saremo più appesantiti da catene,

ma piuttosto da monili d’oro e di gioielli…

perché come la terra germoglia fiori e frutti,

così il Signore

farà germogliare il bene e il benessere

davanti a tutti i popoli.

E’ certo una visione idilliaca, simbolica,

immaginifica e irreale…

neppure Gesù ha realizzato la salvezza

in questo modo,

ma è la fede e lo sguardo di chi si fida di Dio

a farci coltivare

anche nelle situazioni più drammatiche

l’ottimismo e la speranza.

“Io gioisco pienamente nel Signore,

la mia anima esulta”

sono parole che troviamo in bocca anche a Maria

nel Magnificat.

Era certamente un inno a Dio,

che il credente faceva suo

anche in mezzo a privazioni e contrattempi.

       Vangelo

Questo accenno al Battista

da parte di Giovanni che sta scrivendo

è necessario,

perché ancora decine di anni dopo

che Gesù era salito al cielo,

la gente credeva che fosse il Battista

il vero Messia:

vissuto come un profeta

e morto come un martire,

a differenza di Gesù morto

come un malfattore e rifiutato dalle autorità.

Giovanni Evangelista che scrive

era discepolo del Battista

e solo in un secondo momento

abbandona l Battista per seguire Gesù.

Quindi Giovanni Evangelista

(che scrive verso il 90 d.C.)

è un “testimone” credibile

di quanto sta dicendo

perché lui ha visto, ha udito, era presente

conosceva Giovanni Battista

e conosceva Gesù…

e quello che scrive è veritiero.

Oggi Giovanni Evangelista ci vuole dire che

non era il Battista il Messia,

ma Gesù a cui pochi hanno creduto.

E ricorda un fatto al quale era presente anche lui:

un giorno una delegazione ufficiale

del Tempio e dell’Autorità religiosa

vennero a interrogare Giovanni Battista

con quale autorità si permetteva

di predicare e battezzare…

Il Battista rispose “Io non sono nessuno.

Dopo di me verrà Colui che tutti aspettiamo”

E stava riferendosi a Gesù,

che probabilmente era presente in incognito.

Parole chiave oggi:

                           testimone

                           testimonianza

 – In ambito civile giudiziario:

         la testimonianza è la prova consistente nella dichiarazione resa da un terzo,

durante un interrogatorio,

su fatti dei quali ha conoscenza diretta,

per essere stato “testimone”:

ha visto,

ha sentito,

era presente…

e rende conto di ciò che ha visto e sa…

         testimone (il teste) è la persona

che rende la dichiarazione

in un Tribunale davanti a un Giudice.

– In ambito biblico teologico:

         il testimone è colui che

si fa garante,

rende presente una verità, un valore,

un bene,

un avvenimento importante;

incarna nella vita

e nella parola

un valore:

Dio, la fede, una promessa,

l’amore, la gioia, la verità,

il perdono, il dialogo, la speranza, ecc…

Dio è il Primo Grande Testimone.

Ricordiamo che le tavole della Legge di Mosè

i 10 Comandamenti,

erano anche dette:

“le Tavole della Testimonianza”.

Testimonianza di che ?

         Dio si faceva testimone, garante

         specchio e termine di confronto

         che quanto chiedeva a Mosè

         e al suo popolo;

         Dio stesso è:,

         il Bene,

         la Verità,

         la Giustizia,

         il perdono,

         accoglienza, provvidenza, ecc…..

         Dio si fa Testimone cioè garante

         di quanto sta chiedendo al suo popolo.

                  Lui stesso, prima di chiedere ed esigere

         qualcosa dagli altri… la sta già vivendo Lui.

                  Osservare i Comandi (le 10 leggi)

         era Lui stesso ad esserlo e a viverle;

         Dio è il riscontro del bene,

         dell’amore, della verità, del perdono,

         dell’attenzione ai poveri, ecc…

         e chiede al suo popolo di fare altrettanto.

         Se i 10 Comandamenti

         ci chiedono il rispetto per Dio,

         per le persone,

         per le cose degli altri,

         la sincerità nelle parole e nell’agire,

         tutto questo non solo lo fa già Dio,

         ma è Dio.

         Ogni bene e verità

         trovano in Dio “la testimonianza”

         la fonte, la motivazione,

         la radice, la giustificazione…

         – Dio chiede la sincerità

         perché lui è la Verità;

         – Dio chiede di essere noi i custodi del nostro fratello

         perché Lui è interessato a ciascuno di noi;

         – Dio ci chiede di perdonare,

         perché Lui ci perdona sempre;

         – Dio ci chiede di non ammazzare

         perchè Lui è il Signore che dà la vita…

Gesù è il Grande Testimone del Padre.

Cosa significa?

         Che Gesù ha vissuto e messo in pratica

la bontà di Dio,

la verità di Dio,

il perdono di Dio,

la sapienza di Dio,

la misericordia di Dio Padre…

la volontà di salvezza per tutti gli uomini propria di Dio.

– Anche Giovanni Battista

è un Testimone,

testimone di Gesù;

ha reso “testimonianza” a favore di Gesù,

dicendo:

è Lui il Messia,

non io.

Il Battista testimone nella verità,

di coraggio davanti a farisei e a Pilato,

di povertà,

di sacrificio,

di amore e obbedienza a Dio.

Ogni cristiano

deve essere un testimone di Gesù:

della sua Parola,

dell’Eucaristia,

di bontà,

di coerenza,

di coraggio,

di povertà…

Es. ogni gesto di povertà,

una adozione a distanza,

è una testimonianza dell’Amore di Dio verso i poveri.

Fonte

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