don Francesco Pedrazzi – Commento al Vangelo di domenica 9 Ottobre 2022

L’esigenza irresistibile di ringraziare Dio con la Messa domenicale

Quando si riceve UN REGALO la parola che sgorga spontanea dal cuore è “GRAZIE!”. Lo si può fare anche solo per BUONA EDUCAZIONE, oppure perché riconosciamo in quel regalo un segno sincero di affetto e avvertiamo il desiderio di corrispondere con la nostra GRATITUDINE. Questa gratitudine rafforza il legame tra noi e quella persona.

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Ora, proviamo a trasferire questo al nostro rapporto con Dio. Tutto – eccetto il nostro peccato – è dono gratuito dell’amore di Dio: la vita, la salute, i figli, il coniuge, i genitori, la casa, il lavoro, gli animali, ecc. Eppure, possiamo decidere di trascorrere l’intera vita terrena senza mai ringraziare il buon Dio, come se tutto ci fosse dovuto.

Il vangelo di questa domenica racconta di DIECI LEBBROSI guariti da Gesù, ma uno solo avverte il bisogno di tornare per ringraziarlo. 

Gesù osserva: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

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Dieci sono stati guariti nel corpo, ma uno solo “SALVATO”, cioè guarito dalla malattia più insidiosa, che è quella che colpisce il cuore. Il motivo? Perché è tornato a ringraziare Gesù e in questo modo ha stabilito una relazione di fiducia con Lui. La salvezza è tutta in questa relazione ed è possibile se anche noi avvertiamo l’esigenza di dire “grazie” a Dio. Come? Nel modo che Gesù stesso ci ha indicato: attraverso L’EUCARISTIA, che significa “azione di grazie”. Ecco perché il cristiano partecipa alla MESSA DOMENICALE: perché avverte l’esigenza irresistibile di dire grazie a Dio!  

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