«Non hanno più vino!»
«Non hanno più vino!». La Vergine Maria si rivolge a Gesù con queste parole a Cana di Galilea, per porre rimedio a una situazione preoccupante. Era impensabile continuare la festa di nozze senza vino!
Va ricordato che la Scrittura accosta il vino alla “gioia dell’anima”. Leggiamo, ad esempio, nel Siracide: «Il vino è come la vita per gli uomini, purché tu lo beva con misura. Che vita è quella dove manca il vino? Allegria del cuore e gioia dell’anima è il vino bevuto a tempo e a misura» (Sir 31, 27.28). In un Salmo si legge che il «vino che allieta il cuore dell’uomo» (Sal 104, 15).
Non solo: il vino è associato nella Bibbia ai “tempi messianici”, cioè alla venuta del Messia. Isaia parla di un banchetto preparato dal Signore «di vini eccellenti e raffinati» (cf. Is 25,6). Il Messia porterà all’umanità un «vino nuovo» (cfr. Am 9,13; Gl 2,24).
Ecco perché Gesù sceglie il vino (insieme al pane) come alimento per istituire il sacramento dell’Eucaristia: diventa il “Sangue versato”, cioè la vita donata per la salvezza dell’umanità.
Tutto questo va tenuto presente quando leggiamo il racconto delle Nozze di Cana. È molto più di un miracolo che risolve un imprevisto organizzativo. È un “segno”, anzi «l’inizio dei segni», come precisa lo stesso evangelista, che “manifesta la gloria” di Gesù: cioè lo rivela come il Messia venuto per donare al mondo intristito e desolato – perché rimasto “senza vino” – «amore, gioia e pace» nello Spirito Santo (cf. Gal 5,22). Il maestro di tavola esclama sorpreso, rivolgendosi allo sposo: «Tu hai tenuto da parte il vino buono finora!».
Prima di Cristo e senza Cristo noi siamo privati del «vino buono» dello Spirito Santo. Ci affanniamo per attingere gioia, pace e amore da «cisterne piene di crepe, che non trattengono l’acqua» (cf. Ger 2,13), mentre la “Sorgente Viva” è una sola: Gesù, nel sacramento del Suo Corpo e del suo Sangue.
Rivolgiamoci con fiducia alla nostra Madre celeste quando il vino della letizia e della pace viene a mancare nei nostri cuori e nelle nostre famiglie.
Don Francesco
