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don Francesco Pedrazzi – Commento al Vangelo di domenica 12 Maggio 2024

Il potere dell’amore

Che cosa celebriamo nella festa dell’Ascensione?

Una vittoria di Gesù sulla forza di gravità,

per andare in qualche zona misteriosa dell’universo?

È ovviamente una risposta ironica, ma che nondimeno corrisponde a un’idea che viene in mente quando sentiamo la parola “ascensione”.

Indubbiamente i discepoli hanno visto il Signore andare verso l’alto, ma è necessario chiedersi: quale significato ha questo evento per la nostra fede?

Gesù, l’eterno Figlio di Dio, torna al Padre da dove era venuto, ma con una meravigliosa novità: porta con sé anche la sua umanità, che è poi anche la nostra umanità! Avviene così il “sorpasso” in dignità della natura umana sulla natura degli angeli, perché con l’Ascensione un uomo – Gesù Cristo – entra per sempre nel cuore stesso di Dio.

Nel Credo diciamo che Gesù “siede alla destra del Padre”: vuol dire che ha lo stesso “potere” di Dio Padre; ma la notizia più bella – talmente bella che a volte facciamo fatica a crederci e perciò a sperimentarla! – è che i battezzati, in quanto “membra di Cristo”, sono resi partecipi di questo stesso potere.

Di quale potere si tratta?

Ovviamente non ha nulla a che fare con i poteri mondani. È il potere di mettere in campo “l’amore più grande (Gv 15,13), quello che non si arrende dinanzi alle forze del male e della discordia, che operano a vari livelli: «Nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno…».

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