PUSILLANIMITร
La fede in Gesรน domanda la consapevolezza di essere peccatori, ma anche il coraggio di aspirare alla santitร , vincendo il โrispetto umanoโ nel compiere le opere di penitenza che i santi hanno compiuto. ย
Prosegue lโinsegnamento di Paolo, che intende mostrare che la salvezza viene dalla fede in Gesรน e non da unโosservanza esteriore della legge. Se la salvezza derivasse dalle opere, scrive Paolo, Abramo dovrebbe vantarsi davanti a se stesso, ยซnon davanti a Dioยป. Sarebbe lui lโautore della propria salvezza! Ma non รจ cosรฌ!
Inoltre, se la salvezza derivasse da unโosservanza della legge ci sarebbe da chiedersi perchรฉ Dio ha inviato suo Figlio nel mondo, visto che la legge cโera giร prima di lui!
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LโApostolo ci ricorda che la salvezza non รจ semplicemente il risultato di un impegno dellโuomo che cerca di comportarsi bene, di osservare dei riti e di credere a delle dottrine. Queste cose sono necessarie, ma ci salvano solo se scaturiscono della fede in Gesรน. Se bastassero per conseguire la salvezza, lโuomo non avrebbe bisogno di Gesรน! In realtร , la salvezza giunge a noi prima di tutto nella forma della remissione dei peccati, perchรฉ le opere anche apparentemente piรน sante sono come un ยซpanno immondoยป agli occhi di Dio โ come scrive Isaia (Is 64,5), perchรฉ sempre inquinate, in qualche misura, dallโamor proprio e dalla vanagloria.
Ciรฒ che ci salva รจ prima di tutto il ricevere il perdono di Dio e permettere che questo perdono ci trasformi e ci conduca a una vita di vera penitenza.
Ecco perchรฉ oggi Paolo cita il Salmo 32: ยซBeati quelli le cui iniquitร sono state perdonate e i peccati sono stati ricoperti; beato lโuomo al quale il Signore non mette in conto il peccato!ยป. ร quello che รจ accaduto, ad esempio, al ladrone in croce. Quale merito aveva per conseguire il paradiso, se non la fede in Gesรน che gli ha permesso di ottenere il perdono dei peccati? Certo, se fosse sopravvissuto a quella condanna, la fede in Gesรน si sarebbe manifestata esteriormente anche nelle opere di conversione!
Agli antipodi del ladrone pentito troviamo ยซil lievito dei fariseiยป di cui parla Gesรน nel vangelo. Questo lievito รจ lโipocrisia che consiste in una falsa religiositร , in cui per il semplice fatto di essere religiosi e osservanti della legge ci si sente superiori agli altri. Ma il Signore vede ciรฒ che รจ nascosto: vede il cuore, vede che sotto il sepolcro imbiancato cโรจ il โputridumeโ della superbia.
La via della vera santitร esige prima di tutto lโumiltร di riconoscerci sempre peccatori e bisognosi del perdono di Dio! Tuttavia, occorre fare attenzione anche al rischio, oggi molto diffuso, di intendere lโumiltร in modo sbagliato, come โpusillanimitร โ. Una persona รจ pusillanime nel cammino di fede quando si accontenta del minimo indispensabile, รจ rinunciataria, sempre in preda alla svogliatezza, allโignavia, alla โmollezzaโโฆ come un โinvertebratoโ, privo di ogni entusiasmo e di slanci di santitร !
La fede in Gesรน, infatti, domanda sรฌ la consapevolezza di essere peccatori, ma anche il coraggio di aspirare alla santitร , vincendo il โrispetto umanoโ nel compiere le opere che i santi hanno compiuto. ย Su questo punto, Santa Teresa dโAvila ci ha offerto insegnamenti preziosi.
Scrive la santa carmelitana: ยซOccorre ben capire come questa umiltร debba essere, per evitare il danno che il demonio fa a molte persone di orazione, a cui impedisce di progredire col suggerire false idee di umiltร , persuadendole essere superbia nutrire grandi desideri, voler imitare i santi e desiderare il martirio. Dice e persuade che le azioni dei santi sono degne di ammirazione ma non imitabili da noi che siamo peccatori. [โฆ] bisogna distinguere quello che si puรฒ imitare da quello che รจ solo da ammirare. Non sarebbe certo ben fatto che persona debole e ammalata praticasse lunghi digiuni, aspre penitenze e si ritirasse in un deserto ove non potesse dormire, nรฉ avesse da mangiare, e cose simili. Perรฒ dobbiamo pensare che con lโaiuto di Dio ci possiamo far forza e giungere anche noi a disprezzare il mondo, a non stimare gli onori e a non attaccarci ai beni della terra. Ma siamo cosรฌ pusillanimi che appena ci decidiamo di trascurare alquanto il corpo per occuparci dello spirito, temiamo subito che ci manchi la terra sotto i piedi!ยป (Libro della vita XIII,4)
Se non sappiamo compiere nessun digiuno e nessuna opera di penitenza, ad esempio per timore della nostra salute fisica e per una โmentalitร salutistaโ, cโรจ da dubitare della bontร della nostra conversione! E dove sarebbe qui la fiducia in Gesรน che oggi ci dice che il Padre si prende cura anche dei passerotti e noi valiamo ben piรน di essi!? Gesรน ha versato il suo Sangue per noi e non sapremo offrire a Lui, per amor suo e in sconto dei nostri peccati, nemmeno un piccolo digiuno o una mortificazione?
La vera fede, in fondo, la vediamo allโopera nei santi: da una sincera fede in Gesรน devono derivare necessariamente opere di penitenza e di caritร !
Che la Santa Vergine ci aiuti a percorrere questa strada, abbandonando ogni pusillanimitร e ipocrisia. Amen.



