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Don Francesco Cristofaro – Commento al Vangelo del 26 Dicembre 2024

Vangelo del giorno e breve commento a cura di Don Francesco Cristofaro.

Non tutto è Natale

Trascrizione automatica (non rivista) generata da Youtube e “corretta” tramite IA.

Il giorno dopo il Santo Natale si fa un salto nel tempo, oltre 30 anni di storia, perché appunto si celebra il primo martire, che è Santo Stefano. Quindi Gesù è già morto, è già risorto, è già operante nella prima comunità cristiana.

Non si sa nulla delle origini di Stefano, ma si sa che è il primo nella lista dei diaconi. È molto conosciuto e molto stimato. Sicuramente ha un ruolo in quella che poi sarà anche la conversione di San Paolo. Se pensate che appunto Paolo è il persecutore e Stefano il perseguitato, sembra che tra loro ci sia davvero un muro invalicabile.

Ma quando la grazia di Dio tocca un cuore, cosa succede? Succede che questo muro si sgretola, come è avvenuto in Saulo di Tarso, che poi è divenuto Paolo, Apostolo delle Genti.

E cosa ci insegna la fede di oggi? Ci insegna che il martirio non è una morte ricercata, ma è una morte inevitabile quando si vuole restare fedeli a Cristo. Chiaramente, un tempo erano più comuni i martiri cruenti, cioè quelli che versavano il sangue per il nome di Gesù. Non dimentichiamo che anche oggi, in alcune parti del mondo, vengono uccisi sacerdoti, suore e fedeli. Quanti attentati vengono fatti nelle chiese, mentre si celebrano le liturgie!

Oggi si può diventare martiri in un altro modo: martiri per la propria fede, martiri per le proprie scelte e posizioni cristiane. Se oggi dici che il Vangelo insegna una determinata cosa, subito ti fanno un caso mondiale. Ti spiaccicano sui giornali, ti mettono in TV, ti dicono che sei antico, retrogrado, di altri tempi, di un altro mondo, e che non hai nemmeno senso di esistere. Non puoi più esprimere la tua fede, non puoi più dire la tua opinione.

Tutti parlano di libertà di pensiero e di opinione, ma la tua non la puoi dire. Tutte le fedi devono essere rispettate, ma la tua no. Questo è assurdo, questo è inumano, questo non va assolutamente bene. Se io credo in Gesù Cristo e il Vangelo mi insegna a vivere secondo certi principi, tu non puoi dirmi che questo non va bene. Per me va bene, e io lo porto avanti, lo difendo e lo professo.

Ecco, allora, lì si diventa martiri. Si diventa martiri anche quando vieni preso in giro perché preghi, o deriso perché vai in chiesa. Penso ai ragazzi che vogliono vivere una vita cristiana e vengono derisi dagli altri. Ma voi non vi preoccupate di essere derisi: siate convinti di quello che siete. Andate avanti, fatelo, resistete. Siate coraggiosi, siate portatori di questo messaggio bellissimo.

Allora leggiamo la pagina del Vangelo di oggi, giorno della festa di Santo Stefano.

Dal Vangelo secondo Matteo (capitolo 10, versetti 17-22):

In quel tempo Gesù disse ai suoi Apostoli:
“Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.
Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire. Infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello, il padre il figlio; e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.”
Parola del Signore.

Ecco, allora, mettiamo in pratica questa pagina del Vangelo, soprattutto quest’ultima frase: Chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.

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Qual è l’obiettivo del demonio? Farci abbandonare la nostra fede. Lui è arrabbiatissimo perché il martire è una persona fedele, e a lui questo non sta bene.

Prego per voi, perché possiate essere fedeli fino alla fine. Camminate a testa alta e non vergognatevi mai di essere cristiani, figli di Dio, figli di Maria.

AUTORE: Don Francesco Cristofaro