don Francesco Cosentino – Commento al Vangelo di domenica 24 maggio 2026

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Quella vita nuova che scorre in noi

La Pentecoste era festa in cui gli israeliti celebravano il dono della Torah, la Parola di Dio. Col dono dello Spirito si comprende, allora, che Dio non ci ha solo lasciato la Sua Parola, la Sua legge, la Sua volontà, ma ci ha donato anche la forza e la grazia interiore di accoglierla e viverla. Da soli non potremmo.

Il Vangelo però colloca la discesa dello Spirito la sera dello stesso giorno di Pasqua: è lo Spirito del Risorto quello che ci viene donato, è la presenza, la luce, l’amore di Dio che allarga in noi spazi di risurrezione e di vita, liberandoci dalla morte fino a farci diventare una cosa sola con Cristo. Un dono che ci mette in movimento, ci chiama alla missione nel mondo, ci chiede di essere segno di vita e di consolazione nelle situazioni di ogni giorno.

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L’esperienza dello Spirito, infatti, accade nel quotidiano come afferma Karl Rahner: basta che lasciamo accadere “sotto il trambusto della nostra vita quotidiana” e gli permettiamo di sfidare “l’ovvietà e le abitudini della nostra routine”.