La felicità, dono e profezia
Quando il mondo dice “beato te”, in genere ciò che segue dopo si riferisce all’essere una persona importante, avere fortuna, avere soldi e altre situazioni apparentemente favorevoli.
Gesù ci chiama a entrare in una nuova visione: c’è una beatitudine nascosta anche in mezzo al pianto e all’oscurità, perché essa dipende dall’essere amato da una presenza che non viene meno, che custodisce la tua vita e la apre a un disegno più grande.
Le beatitudini non sono una promessa per l’aldilà, ma iniziano qui quando, ogni circostanza e situazione, la vivi con Lui e nel suo amore che ti sostiene. Riceviamo in dono questa felicità, dunque, anche quando non ci sarebbe nulla per cui gioire.
Ma questo dono è anche un invito per ciascuno di noi: di questo stile di vita dobbiamo farne profezia nel mondo: essere poveri e liberi dai beni, miti, misericordiosi, solidali con gli altri, operatori di pace e di giustizia, è un segno di luce in un mondo come il nostro ancora segnato da molte tenebre.
