La Cattedrale di Roma e la Purificazione del Tempio
Don Fabio riflette sul significato della celebrazione della dedicazione della Basilica Lateranense, identificata come la vera cattedrale di Roma e sede del vescovo. Don Fabio spiega che la cattedra rappresenta il luogo di insegnamento del vescovo, che è anche il successore di Pietro e presiede l’intera Chiesa cattolica.
Utilizzando l’analogia del corpo umano e della cellula, viene sottolineata l’importanza dell’unità e del magistero del vescovo per il governo della Chiesa. La riflessione collega inoltre questa celebrazione alla purificazione del tempio nel Vangelo, invitando i cristiani a mantenere l’ordine interiore e a evitare che le questioni secondarie (come l’abuso commerciale nel tempio) diventino centrali, oscurando la vera funzione della Chiesa come fonte di vita.
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4 Lezioni Inaspettate dalla Cattedrale di Roma (Che Non è San Pietro)
Se vi chiedessi qual è la chiesa più importante di Roma, cosa rispondereste? Con ogni probabilità, il vostro pensiero andrebbe subito alla maestosa Basilica di San Pietro. È una risposta comprensibile, ma non è quella corretta.
La vera cattedrale di Roma, il cuore pulsante della diocesi guidata dal Papa, è un’altra basilica, più antica e forse meno appariscente: San Giovanni in Laterano. Questa sorprendente verità non è solo una curiosità storica, ma un potente punto di partenza. Ci insegna che il cuore di qualcosa non è sempre dove l’apparenza suggerisce. Da questo luogo sacro, infatti, sgorga simbolicamente una sorgente pura di insegnamento e di vita per tutta la Chiesa. E proprio come un tempio di pietra, anche il tempio della nostra anima ha bisogno di una sorgente pura per non inaridirsi.
1. La vera Cattedrale è dove si insegna, non dove si appare.
La Basilica Lateranense è la cattedrale ufficiale del Papa in quanto Vescovo di Roma. Il suo primato non deriva dalla grandezza, ma dalla sua funzione. La parola stessa “cattedrale” ce lo svela: viene dal greco cattedra, la sedia da cui il vescovo insegna.
In fondo all’abside di San Giovanni si trova uno scranno di marmo, la cattedra episcopale di Roma. Su quel trono può sedersi solo il Papa. È da lì che esercita il suo ministero di maestro, la cui funzione è vitale come quella del cervello per il corpo. Se nel corpo ogni cellula prendesse iniziative diverse, disobbedendo al governo unitario, avremmo il caos, il cancro. Così, l’insegnamento che sgorga dalla cattedra custodisce l’unità del corpo della Chiesa. La vera autorità non risiede nella magnificenza esteriore, ma nella funzione essenziale di insegnare e guidare, assicurando che la vita scorra in modo ordinato.
2. Il caos ha inizio quando la periferia invade il centro.
Riflettendo sulla dedicazione della basilica, il Vangelo ci porta all’episodio di Gesù nel tempio. Spesso lo immaginiamo scacciare i mercanti perché la loro attività fosse malvagia, ma non è così semplice. I cambiavalute e i venditori di colombe svolgevano funzioni necessarie; persino Maria e Giuseppe offrirono due colombe.
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Il problema non era la loro presenza, ma la loro posizione. Quelle che dovevano essere funzioni collaterali, di servizio, si erano insediate nel cuore del tempio, trasformando la periferia in centro. Questo disordine è ciò che inquina la sorgente. È una dinamica tipica della tentazione spirituale: lasciare che le preoccupazioni secondarie prendano il sopravvento fino a sporcare tutto, ostruendo il flusso dell’essenziale.
Il maligno molto spesso lavora così, prende le cose laterali e le fa diventare centrali e così sporca tutto. Sicé noi stiamo a badare a cose secondarie e ciò che era veramente quello che ci stava a cuore diventa diventa funzionale a una cosa che però è collaterale.
3. La purificazione dell’anima è come l’igiene: un’abitudine, non un evento.
L’atto di Gesù nel tempio ci parla di purificazione. Sebbene il Vangelo non usi questa parola, descrive un “divorante zelo” per la casa del Padre, un desiderio ardente di rimettere ordine. Potremmo pensare alla purificazione come a un grande evento isolato, ma questa è un’illusione. La verità è che dobbiamo rimanere in un costante “stato di purificazione”.
L’analogia con la vita quotidiana è potente. Sarebbe assurdo pulire la propria casa una volta l’anno o lavarsi solo occasionalmente. Proprio come ci prendiamo cura costante del corpo e della casa, così dobbiamo fare con l’anima. Ma questa purificazione non è solo un atto sottrattivo, un togliere lo sporco. È soprattutto il lavoro necessario per mantenere la sorgente della nostra anima libera e pulita, così che da essa possa sgorgare acqua viva e risanatrice.
4. Il tuo cuore: Casa del Padre o “Emporio”?
Il tempio non è solo un edificio di mattoni. Ognuno di noi è “tempio dello Spirito”, e la lezione di Gesù ci interpella personalmente. Mettere ordine nella nostra vita interiore significa avere il coraggio di “cacciare qualcosa”, di distinguere ciò che è centrale da ciò che è secondario.
La scelta è questa: fare del nostro cuore una “casa del Padre” o un “luogo di mercato”? Il termine greco usato nel Vangelo è emporio, un luogo di commercio e di guadagno. Possiamo lasciare che il nostro cuore diventi un emporio stagnante, governato dalla logica dell’acquisizione, oppure possiamo sceglierlo di trasformarlo nella casa del Padre: un luogo dove “costantemente si coltiva la memoria dell’amore di Dio, la memoria della paternità di Dio“. Questo è ciò che mantiene la nostra sorgente interiore pura e zampillante, trasformandoci in una fonte di acqua viva anziché in un mercato arido.
Conclusione
La storia della Basilica di San Giovanni in Laterano ci mostra come la riflessione su una cattedrale di pietra possa illuminare il nostro tempio interiore. Ci insegna a cercare l’essenziale oltre l’apparenza, a custodire l’ordine delle nostre priorità e a intendere la vita spirituale come una cura costante che permette alla vita di fluire. La lezione più grande è questa chiamata a fare del nostro cuore non un mercato affollato, ma un tempio purificato da cui scaturisce una sorgente.
Se oggi Gesù entrasse nel tempio del tuo cuore, troverebbe una sorgente pura e zampillante, o un mercato che ne ostruisce il flusso?
[testo non di don Fabio]
Qui tutti i commenti di don Fabio Rosini
Commento di don Fabio Rosini al Vangelo di domenica 9 novembre 2025 – Anno C, dai microfoni di Radio Vaticana (dove potete trovare il file audio originale utilizzato nel video).
