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don Fabio Rosini – Commento al Vangelo di domenica 9 Febbraio 2025

Il biblista don Fabio Rosini commenta il Vangelo di domenica 9 febbraio 2025 – Anno C, dai microfoni di Radio Vaticana (dove potete trovare il file audio originale utilizzato nel video).

Il commento di Don Fabio Rosini al Vangelo della quinta domenica del tempo ordinario si concentra sull’episodio in cui Gesù insegna dalla barca di Pietro e successivamente lo invita a pescare. La pesca miracolosa porta Pietro a riconoscere la propria indegnità e a chiedere a Gesù di allontanarsi.

Don Fabio sottolinea che la vera conversione inizia proprio dal riconoscimento della propria miseria e dalla fiducia nella misericordia di Dio. La logica divina ribalta la visione umana del peccato: non è un ostacolo, ma il punto di partenza per la salvezza.

https://youtu.be/5XV4UbJ0bK4
  • Gesù, per distanziarsi dalla folla, sale sulla barca di Simon Pietro e da lì parla.
  • Dopo aver parlato, Gesù chiede a Pietro di pescare, nonostante abbiano pescato tutta la notte senza successo. Pietro obbedisce e la pesca è miracolosa.
  • Di fronte a tale evento, Pietro si prostra e dice a Gesù di allontanarsi da lui perché si riconosce peccatore.
  • Il commento sottolinea che la reazione di Pietro è inesatta: non è il peccato che allontana da Dio, ma è proprio la consapevolezza della propria miseria che permette a Dio di operare.
  • Gesù dice a Pietro che da quel momento staranno sempre insieme e che diventerà un pescatore di uomini.
  • Il testo evidenzia come la logica divina sia diversa da quella umana: gli uomini tendono a credere che il peccato sia un ostacolo insormontabile all’opera di Dio, mentre in realtà è il punto di partenza per la salvezza.
  • La coscienza umiliata di sé è il miglior preludio all’abbandono nelle mani di Dio.
  • Il Salmo “Miserere” afferma che Dio non disprezza un cuore affranto e umiliato.
  • È necessario de-assolutizzare la percezione di sé, riconoscendo i propri limiti come terreno fertile per l’opera di Dio.
  • La storia di Simon Pietro, come quella di Paolo di Tarso, mostra che la vita nuova nasce dallo smascheramento della propria inconsistenza.
  • Gesù non si allontana perché Pietro è un peccatore, ma può stare con lui proprio perché lo riconosce.
  • Molti cristiani, convinti di potercela fare da soli, non abbandonano le redini della propria vita nelle mani di Dio.
  • L’amore di Dio è essenzialmente misericordia e la porta d’ingresso è la miseria umana.
  • Il perdono di Dio non è una cancellazione formale, ma il punto di partenza della vita cristiana che è possibile solo a chi lascia allo Spirito Santo il controllo della propria vita.
  • Il commento conclude che Gesù Cristo è il Signore di chi non si inganna su se stesso.

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