La bellezza della benedizione e la nostra meta celeste
Il commento di don Fabio al Vangelo di domenica prossima riflette sul profondo significato della seconda domenica di Natale, centrando l’attenzione sulla preziosità della condizione umana alla luce delle Scritture.
Don Fabio sottolinea come ogni individuo sia benedetto e scelto fin da prima della creazione per raggiungere una meta celeste, andando oltre le semplici soddisfazioni materiali o immediate. Attraverso il commento alla lettera agli Efesini, viene spiegato che la vera felicità scaturisce dalla vocazione alla santità e all’amore autentico, doni garantiti dalla grazia di Cristo.
Il messaggio invita a riscoprire la propria bellezza interiore e il valore della vita, evitando di autosabotarsi o di perdersi in banalità quotidiane. In definitiva, l’incarnazione di Dio nobilita la carne umana, trasformando l’esistenza in un viaggio straordinario verso una pienezza spirituale già destinata a noi.
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Ascolta “don Fabio Rosini – Commento al Vangelo di domenica 4 Gennaio 2026” su Spreaker.Il Viaggio e la Meta: La vita non è un vagare senza senso, ma un “percorso” e un'”avventura straordinaria” verso un esito preciso
- La vera Sapienza e la benedizione celeste: Cristo è presentato come la vera sapienza e la luce degli uomini. Attraverso la lettera agli Efesini, viene introdotto il concetto di una benedizione spirituale “nei cieli”: non si tratta di prosperità materiale, ma di una dimensione che costituisce l’esito finale della nostra vita, garantita dal battesimo e dalla grazia di Cristo.
- La vita come viaggio verso una meta: Spesso viviamo schiacciati sull’immediato e sugli istinti, dimenticando che la vita ha una durata e, soprattutto, uno scopo. Il valore di un viaggio non risiede solo nel percorso, ma nel suo risultato finale; vivere per le “cose penultime” significa ignorare la meta celeste per cui siamo stati creati.
- Eletti prima della creazione: Le fonti sottolineano che siamo stati scelti “prima della creazione del mondo” per essere santi e immacolati nell’amore. Questa vocazione all’amore autentico, vissuto davanti a Dio e non secondo parametri umani, è ciò che definisce la vera felicità.
- Predestinazione e Libertà: La “predestinazione” non è intesa come un destino già scritto e inevitabile, ma come un progetto d’amore che Dio ha preparato per noi. L’uomo ha la libertà di accogliere o rifiutare questo disegno; la santità è il bersaglio a cui siamo destinati, e l’infelicità nasce proprio dal mancare questo obiettivo accontentandosi di meno,.
- Riscoperta della propria preziosità: Il mistero del Natale e dell’Incarnazione ribadisce l’importanza dell’essere umano: Cristo si è fatto carne perché la nostra natura è preziosa e capace di salvezza. Le fonti esortano a smettere di sabotare se stessi o gli altri e a riscoprire la propria bellezza interiore, trattando se stessi e il prossimo secondo il proprio “più intimo mistero” di figli benedetti,.
In sintesi, la vita umana è descritta come un’avventura straordinaria che parte da un’elezione eterna per arrivare a una pienezza di carità nel cielo,.
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Analogia: Per capire meglio questo concetto, si può pensare alla vita come alla costruzione di una grande cattedrale: se ci concentriamo solo sui singoli mattoni o sulla fatica quotidiana del cantiere (le “cose penultime”), perdiamo di vista la magnificenza del progetto finale. La benedizione nel cielo è il disegno completo dell’architetto; anche se oggi vediamo solo polvere e impalcature, siamo chiamati a lavorare sapendo che la meta è un’opera d’arte sublime e luminosa.
[testo non di don Fabio]
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Commento di don Fabio Rosini al Vangelo di domenica 4 gennaio 2026 – Anno A, dai microfoni di Radio Vaticana (dove potete trovare il file audio originale utilizzato nel video).
