Avvento e l’Importanza della Meta Escatologica
Il commento di don Fabio si concentra sul Vangelo di Matteo (capitolo 24) per sottolineare l’importanza della riflessione escatologica, ovvero l’attenzione rivolta alla fine dei tempi e al destino ultimo dell’esistenza umana. Viene evidenziato che la percezione del futuroโl’incontro finale con il Figlio dell’Uomo per il giudizioโdetermina la qualitร della vita nel presente, combattendo l’ansia con la consapevolezza della meta.
Attraverso il richiamo al racconto di Noรจ, la fonte critica coloro che vivono immersi negli appetiti immediati, ignorando la serietร e la grandezza degli eventi storici e spirituali. L’esortazione centrale รจ rivolta alla “vigilanza”, poichรฉ l’arrivo del Signore sarร inaspettato, simile a un ladro, richiedendo di vivere come servi che sanno di dover rendere conto delle loro azioni anzichรฉ come padroni assoluti della propria vita.
sL’Avvento รจ dunque proposto come un momento opportuno per una profonda revisione della condotta, mirando a purificare l’esistenza affinchรฉ tutto ciรฒ che si compie abbia sostanza e possa reggere al confronto con la veritร eterna di Cristo.
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4 lezioni dal Vangelo che sfidano il nostro modo di vivere oggi
Introduzione
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Siamo costantemente immersi nel presente, persi nelle nostre routine e preoccupazioni immediate. Ma se la chiave per vivere un presente denso di significato non fosse nel qui e ora, ma nel nostro rapporto con il futuro? Questo non รจ un esercizio di pensiero positivo, ma una questione di escatologia โ la riflessione sulle “cose ultime”. Non si tratta di predire la fine del mondo, ma di comprendere una veritร fondamentale: il modo in cui concepiamo la nostra destinazione finale (la nostra meta) determina la qualitร e il senso di ogni nostro passo oggi. Un antico testo spirituale ci offre quattro avvertimenti cruciali, quattro correttivi per una societร che rischia di smarrire la rotta.
1. La tua idea di futuro sta decidendo il tuo presente, adesso.
Il concetto รจ tanto semplice quanto potente: la qualitร della nostra vita presente รจ determinata da come percepiamo il nostro futuro. Se vediamo ciรฒ che ci attende come un vuoto minaccioso, il nostro oggi sarร divorato dall’ansia. Se, al contrario, lo concepiamo come un incontro decisivo e carico di significato, il nostro presente si riempirร di serenitร e scopo.
Da come penso il mio futuro, decido come vivo il mio oggi.
Questa idea sposta radicalmente il nostro focus. Invece di limitarci a gestire le angosce quotidiane, siamo chiamati a ridefinire la destinazione verso cui ci stiamo muovendo. Secondo questa visione, non stiamo correndo “verso il buio, ma verso un incontro”. Ma non un incontro generico: un incontro con il “Figlio dell’uomo” che verrร a “giudicare i vivi e morti”. ร la consapevolezza di questa resa dei conti finale a infondere peso, serietร e valore in ogni singola scelta che compiamo nel presente.
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2. La “vita normale” puรฒ essere un’illusione pericolosa.
L’analogia usata รจ quella della gente ai tempi di Noรจ, che “mangiava, beveva, prendeva moglie e prendeva marito”. Attivitร normali, certo. Ma la loro normalitร era un sintomo di cecitร spirituale. Quel mondo, infatti, era il culmine di una progressiva “degenerazione” e di una “violenza sempre maggiore” iniziate con Caino. Il diluvio non fu un capriccio divino, ma una necessaria “purificazione”, una “liberazione dal male” che aveva corrotto ogni cosa.
Vivere solo per mangiare, bere e soddisfare i propri appetiti, ignorando la costruzione di un’arca su una montagna, รจ descritto come un “livello piรน o meno animale di vita”. ร l’emblema di un’esistenza inconsapevole, vissuta senza percepire la serietร della storia. La nostra cultura del consumo, che ci spinge alla distrazione perpetua, ci rende pericolosamente simili a loro: intenti a vivere la nostra “normalitร ” mentre il mondo attorno a noi manifesta i segni di una profonda crisi morale e spirituale.
3. Le crisi della vita non sono incidenti: sono bivi.
L’immagine proposta รจ cruda: “due uomini saranno nel campo, uno verrร portato via l’altro lasciato”. Questo non parla di una selezione arbitraria, ma di come gli eventi improvvisi e trasformativi della vita agiscano come un meccanismo di smistamento, un bivio che ci costringe a rivelare chi siamo veramente.
La pandemia รจ un esempio perfetto. Un evento del genere cambia le regole del gioco e svela chi รจ preparato a crescere e chi รจ destinato a rimanere immobile. Di fronte a una crisi, alcuni si distruggono esistenzialmente, mentre altri diventano piรน maturi, profondi e autentici. La prova non crea il nostro carattere, lo rivela. La crisi, in altre parole, mostra chi รจ “pronto a partire” e chi, invece, “resta lรฌ dove sta”, incapace di farsi trasformare dalla vita.
4. Il piรน grande inganno รจ sentirsi “padrone di casa”.
L’ultima analogia รจ quella del padrone di casa di fronte al ladro notturno. Se viviamo come se fossimo i padroni assoluti della nostra esistenza, convinti di poter controllare e prevedere tutto, allora il momento della veritร arriverร in modo inaspettato e violento, come un ladro che scassina la casa. Questa arroganza nasce da un errore filosofico moderno: l’assolutizzazione della ragione. Crediamo che il nostro intelletto possa comprendere ogni cosa, ma “il mondo va avanti con un disegno piรน grande”.
L’alternativa รจ vivere come un custode, un servitore che sa di dover rendere conto a qualcun altro. Questa prospettiva genera vigilanza, prontezza e un profondo senso di responsabilitร . Vediamo le conseguenze del sentirsi “padrone” nella crisi ecologica: abbiamo agito come padroni irresponsabili, inquinando il mondo, e ora altri dovranno fare i conti con le nostre scelte. Il messaggio รจ un avvertimento ineludibile: saremo chiamati a rispondere.
Conclusione: Vivere per ciรฒ che ha sapore di eternitร
Il filo rosso che unisce questi quattro punti รจ un richiamo potente a vivere un’esistenza che trascenda gli appetiti immediati e le distrazioni. ร una sfida a superare quello che la fonte definisce senza mezzi termini la condizione di un’umanitร che si sta “avviluppando nelle comoditร , diventando stupida nella mancanza di profonditร ”.
Il messaggio finale รจ un invito a vivere con la consapevolezza di uno scopo piรน alto e di una responsabilitร ultima. Le azioni che “hanno eternitร dentro” sono quelle che possono reggere il confronto con la misura della veritร e dell’amore assoluti, personificati in Cristo.
In un mondo che ci spinge a vivere per l’attimo, forse l’atto piรน rivoluzionario รจ guardare verso l’orizzonte. E tu, verso cosa stai correndo?
[testo non di don Fabio]
Qui tutti i commenti di don Fabio Rosini
Commento di don Fabio Rosini al Vangelo di domenica 30 novembre 2025 – Anno A, dai microfoni di Radio Vaticana (dove potete trovare il file audio originale utilizzato nel video).
