La via del cuore verso la dimora del Padre
In un’epoca segnata da guerre, malattie e un profondo senso di insicurezza, le parole di Gesù — «Non sia turbato il vostro cuore» — risuonano come un invito necessario di fronte allo sconvolgimento dei nostri punti di appoggio. Don Fabio Rosini ci conduce nel cuore di questa promessa, rivelando che il nostro timore più grande è l’inquietudine di non avere una meta o una dimora sicura in cui riposare.
Attraverso la sua riflessione, capiremo che la fede non è una faticosa prova di forza basata sulle nostre sole risorse, ma un affidarsi e lasciarsi portare da Colui che ha promesso di venirci a prendere per condurci al Padre. Se vi siete mai chiesti quale sia la strada per uscire dalla confusione dei vostri tentativi maldestri, scoprirete che la risposta non è una mappa complicata, ma la relazione costante con Cristo, l’unica guida capace di portarci a destinazione.
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Non sia turbato il vostro cuore: La via verso la Dimora del Padre
In un tempo segnato da incertezze, guerre e ansie, le parole di Gesù nel Vangelo di Giovanni risuonano con una forza dirompente: “Non sia turbato il vostro cuore”. Don Fabio Rosini ci aiuta a scavare nel significato profondo di questo invito, partendo dall’analisi del termine “turbamento”. Nel testo originale greco, più che un semplice atteggiamento, il turbamento indica lo “sbalestramento” o il crollo dei punti di appoggio dovuto allo sconvolgimento di un assetto. È il caos che nasce quando sentiamo mancare la terra sotto i piedi.
La paura primordiale: esiste un posto per me?
Il motivo profondo di questo turbamento è una paura che ci accompagna fin dalla nascita: il timore che non ci sia un posto per noi, una dimora o un riparo sicuro. È il trauma del neonato che esce dal grembo e si chiede: “Dove sto andando?”. Questa domanda attraversa tutta la nostra vita adulta: che fine faremo? Gesù risponde a questa inquietudine parlando della Casa del Padre, dove vi sono molte dimore. Solo in Dio, infatti, l’anima trova il suo vero riposo.
Non è una prova di forza, ma un lasciarsi portare
La bellezza di questa promessa non sta solo nella meta, ma nel modo in cui la raggiungiamo. Don Fabio sottolinea che non si tratta di un viaggio da compiere con le nostre sole forze o la nostra intelligenza, come se dovessimo superare un valico difficile con risorse limitate. È Gesù stesso a dire: “Verrò di nuovo e vi prenderò con me”.
Esistono quindi due modi di intendere la vita:
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- Una lunga e faticosa prova di forza per procurarsi da soli un riparo sicuro.
- Un lasciarsi prendere e portare al Padre giorno dopo giorno.
Secondo questa prospettiva, tutto ciò che ci accade — incluse le difficoltà o le malattie — diventa una strada per tornare a casa, perché Dio si serve di ogni cosa per condurci a Sé.
Cristo è la Via, non una mappa
Alla domanda logica di Tommaso — “Come possiamo conoscere la via?” — Gesù non risponde consegnando una mappa o una scorciatoia. La Via è Lui stesso. Conoscere la via non significa aver memorizzato ogni bivio o curva del percorso, ma coltivare la relazione con Cristo.
È come seguire una guida alpina in alta quota: la sicurezza non deriva dal conoscere il sentiero, ma dal mettere i piedi e le mani esattamente dove li mette la guida. Il segreto per affrontare l’inquietudine è restare con Lui costi quel che costi, seguendo le sue orme per uscire dalla nostra confusione e dai nostri tentativi maldestri di trovare pace da soli.
Qui tutti i commenti di don Fabio Rosini
Commento di don Fabio Rosini al Vangelo di domenica 3 maggio 2026 – Anno A, dai microfoni di Radio Vaticana (dove potete trovare il file audio originale utilizzato nel video).
