don Fabio Rosini – Commento al Vangelo di domenica 23 Agosto 2020

Il biblista don Fabio Rosini commenta il Vangelo di domenica 23 Agosto 2020, da Radio Vaticana (per il file audio) e dalle pagine di Famiglia Cristiana.

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La via per tirare fuori l’umanità dal buio

Il luogo della professione di fede di Pietro è l’odierna Banias che, allora come oggi, era il sito di tre santuari di epoche diverse per il culto degli dei cananei, greci e romani. In questo pantheon a cielo aperto Gesù chiede ai discepoli di riconoscere la sua identità, perché la fede si professa di fronte alle idolatrie. Il cristianesimo dei martiri si manifesterà così in ogni epoca, proprio nei luoghi più estranei e ostili. Il nucleo del sito è una grotta dall’aspetto inquietante dove una sorgente di tipo carsico appariva e si inabissava per ricomparire più a valle: da qualche anno la sorgente è ulteriormente sprofondata, ma era ancora operativa non più di vent’anni fa.

Sorvoliamo sui macabri particolari del culto cananeo, ma quella bocca di roccia in cui l’acqua veniva inghiottita era immagine degli inferi, del regno della morte, ed è per questo che Gesù ne parla. Gesù imposta il dialogo come verifica della percezione della sua identità, e questo diviene un test per i suoi discepoli, provocando la luminosa risposta di Simon Pietro.

Il gioco che si crea è su chi sia chi, ossia sul nome di Gesù prima e sul nome di Simone poi. Cosa c’è di mezzo? I nomi, nella Bibbia, riconducono alla paternità, e Simone, che è figlio di Giona, sa che Gesù è Figlio del Dio vivente. Per questa conoscenza Simone cambia de€nitivamente nome e diviene fondamento per la fede di tanti altri.

San Giovanni Paolo II diceva che divenire pietra vuole dire diventare luogo di passaggio perché gli altri arrivino a Cristo, secondo il vero signi€cato di “ponte€ce”, ossia ponte. Ogni cristiano, sacerdote per il battesimo, è chiamato a essere roccia per la fede altrui, luogo di transizione per il Padre.

Ma questa conoscenza di Cristo, che può provenire esclusivamente per dono del Padre – «né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli» – è anche e soprattutto un’opera di Dio in noi: «Su questa pietra edificherò la mia Chiesa»; Cristo la edificherà, la Chiesa è un’opera di Dio. […]

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