La Norma della Compassione
il commento al Vangelo della quindicesima domenica del tempo ordinario di don Fabio รจ incentrato sulla Parabola del Buon Samaritano. Don Fabio analizza la risposta di Gesรน a un dottore della legge che chiede come ottenere la vita eterna, sottolineando l’importanza di come si legge e si applica la legge.
Viene presentata un’interpretazione simbolica del viaggio da Gerusalemme a Gerico, vedendolo come la discesa dell’umanitร nel peccato.
Il commento poi evidenzia il contrasto tra l’incapacitร della legge religiosa di salvare l’uomo (rappresentata dal sacerdote e dal levita) e la compassione del Samaritano, che simboleggia Cristo e la vera norma cristiana. Infine, il testo identifica i fedeli come gli albergatori, chiamati a prendersi cura di coloro che Cristo porta loro, con la Chiesa come luogo di cura e salvezza.
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Riassumendo il video.
Il testo รจ un commento al Vangelo della quindicesima domenica del tempo ordinario, incentrato sulla Parabola del Buon Samaritano.
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Inizia con un riferimento al libro del Deuteronomio, che proclama la vicinanza della parola di Dio all’uomo, sottolineando come i comandi divini non siano astratti ma concreti e vivibili.
Il Vangelo di questa domenica presenta un dottore della legge che mette alla prova Gesรน, chiedendogli come si possa ottenere la vita eterna. Gesรน risponde con una domanda profonda: “Cosa sta scritto nella legge? Come leggi?“, mettendo in discussione il modo in cui l’uomo interpreta la scrittura. Il dottore risponde che la legge comanda di amare Dio con tutto il cuore, l’anima e la forza, una formula centrale per ogni pio ebreo. Gesรน conferma: “Fa questo e vivrai”.
Tuttavia, il dottore, volendo giustificarsi, chiede: “E chi รจ il mio prossimo?“. Gesรน risponde a questa domanda con la parabola del buon Samaritano.
La parabola e le sue interpretazioni chiave:
- Un uomo scende da Gerusalemme a Gerico e cade nelle mani dei briganti, che lo spogliano e lo lasciano mezzo morto. I Padri della Chiesa hanno interpretato questo uomo come la storia dell’umanitร , con Gerusalemme che rappresenta la cittร santa e Gerico la cittร maledetta, simboleggiando la discesa dell’uomo verso la degenerazione e il peccato. L’uomo che “perde la vita appresso alle sue menzogne” scendendo da Gerusalemme verso Gerico.
- Un sacerdote e un levita passano per la stessa strada, vedono l’uomo ferito e passano oltre. Gesรน, rivolgendosi allo scriba, sottolinea che, secondo le regole del culto, il sacerdote e il levita non potevano toccare il sangue o la morte per non contaminarsi ed essere esclusi dal culto. Questo simboleggia l’idea che la legge e le regole culturali erano diventate incompatibili con la situazione reale dell’uomo e non potevano piรน salvarlo.
- ร necessario qualcuno che vada oltre queste logiche, e questo รจ rappresentato dal Samaritano. I Samaritani erano considerati eretici, e il Samaritano nella parabola tipizza Cristo, che va oltre le regole rigide.
- La “norma” del Samaritano รจ la compassione, a differenza delle norme di culto del sacerdote e del levita, che erano basate su un concetto di purezza disumano. Il Samaritano si avvicina, fascia le ferite dell’uomo versando olio e vino, che sono simboli sacramentali per i Padri della Chiesa, rappresentando i sacramenti della Chiesa, l’Eucaristia e l’unzione.
- Il Samaritano carica l’uomo sulla sua cavalcatura, lo porta in un albergo e si prende cura di lui. Il Samaritano รจ Cristo, che il giorno dopo lascia due denari all’albergatore, promettendo di ripagare ogni spesa aggiuntiva al suo ritorno. Questo indica che solo Cristo รจ colui che tornerร e ricompenserร .
- Noi siamo gli albergatori, che riceviamo da Cristo le persone da curare, consolare e aiutare a riprendersi. La Chiesa รจ questa locanda dove gli uomini possono essere curati attraverso i sacramenti e dove possono ritrovare la vita.
- La nostra norma non รจ piรน un “culto stantio” legato alla purezza personale, ma la compassione: il farsi vicino, toccare e curare il sangue e la morte del prossimo. Siamo chiamati a essere il “corpo di Cristo”, un samaritano che non ha paura di sporcarsi le mani per aiutare. Tutto ciรฒ che daremo per la cura degli altri, il Signore ce lo ridarร centuplicato al suo ritorno.
Qui tutti i commenti di don Fabio Rosini
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Commento di don Fabio Rosini al Vangelo di domenica 13 luglio 2025 – Anno C, dai microfoni di Radio Vaticana (dove potete trovare il file audio originale utilizzato nel video).
