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Don Emanuele Meconcelli – Commento al Vangelo del 27 Gennaio 2025

Commento a cura di don Emanuele Meconcelli per la trasmissione “Lampada ai miei passi” di radio Kalaritana

TRASCRIZIONE AUTOMATICA GENERATA DA YOUTUBE E CORRETTA TRAMITE IA – NON RIVISTA

Ben ritrovati a tutti per questa settimana che trascorreremo insieme attraverso la rubrica “Lampada ai miei passi”. Ci mettiamo in ascolto del Vangelo che la liturgia ci propone per questo lunedì della terza settimana del Tempo Ordinario.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, gli scribi che erano scesi da Gerusalemme dicevano:
«Costui è posseduto da Beelzebul e scaccia i demoni per mezzo del capo dei demoni».

Ma egli li chiamò e, con parabole, diceva loro:
«Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi. Se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro sé stesso ed è diviso, non può restare in piedi: è finito.

Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni se prima non lo lega; soltanto allora potrà saccheggiarla.

In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno. Ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna».

Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».

Siamo nel terzo capitolo del Vangelo di Marco. Gesù ha iniziato alla grande, a gamba tesa, la predicazione del Regno. Il Vangelo di Marco inizia subito proponendoci Gesù in azione e, quindi, una serie di segni che fanno crescere l’attenzione attorno a lui.

Ma il Vangelo non ci nasconde che, da subito, inizia anche a emergere una certa contrapposizione, un certo clamore intorno al modo che ha Gesù di fare. Vedremo che tutti i Vangeli di questa settimana, in fondo, seguiranno un po’ questa linea di accettazione o non accettazione di ciò che Gesù è venuto a proporre, quindi anche del suo Regno, ma anche della sua persona.

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Il testo ci parla chiaramente di questi scribi che erano scesi da Gerusalemme e che accusano Gesù di essere posseduto dal demonio e, quindi, di scacciare i demoni per mezzo dei demoni. Gesù ha gioco facile nel cogliere l’irragionevolezza, l’irrazionalità di questa proposizione.

Ora, al di là di ciò che poi il Vangelo e il discorso di Gesù andranno a specificare, mi piacerebbe proprio fermarmi su questa prima proposizione. Gesù dice chiaramente: «Come può Satana scacciare Satana?».

Questo che stanno dicendo gli scribi, accusando Gesù, è, in fondo, un qualcosa di totalmente irragionevole, di irrazionale. E qui, a dispetto della furbizia e della malizia con la quale tante volte il male ci seduce, c’è un elemento: il male, in fondo, è irrazionale.

Il male non è ragionevole rispetto a ciò che già c’è stato nella nostra vita, rispetto alle scelte che già abbiamo fatto. Di solito, il male si pone sempre come un elemento di rottura, come un elemento di cesura, come qualcosa che contraddice un’opzione fondamentale, le scelte che abbiamo fatto, il senso della nostra vita.

In fondo, c’è un che di irragionevole nella proposta che il male ci fa, ed è ciò che permette a Gesù di smascherare, in maniera evidente, l’intento dei suoi accusatori.

Ecco, allora, questa può essere davvero un criterio di discernimento: che cosa di ragionevole il male ci porta a fare? Come il male e la sua proposta ci mettono in una posizione in cui diciamo di dover sconfessare le scelte fondamentali della nostra vita, ciò a cui ci eravamo impegnati e per il quale ci eravamo spesi?

Di solito, il nostro nemico ci propone una cesura di questo tipo, e questo è un modo per riconoscerne le impronte digitali, per riconoscerne l’influsso.

Chiediamo, allora, davvero al Signore di poter essere sempre aperti e disponibili nel leggere concretamente quella storia di bene che ha costituito un filo rosso, un filo conduttore della nostra vita, e così poter veramente saper fare discernimento su ciò che, da questa linea rossa, da questo tratto, da questo comune denominatore, si discosta, evidentemente essendo opera del nostro nemico.

A voi tutti una buona prosecuzione di giornata nell’ascolto delle frequenze della nostra radio diocesana.