don Domenico Bruno – Commento al Vangelo del 30 Settembre 2023

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C’è una cosa che non sopporto di alcuni fedeli cristiani: vivere la fede in modo disincarnato, come fosse una cosa diversa dalla vita reale. Purtroppo nei secoli questo atteggiamento sempre più dilagante è divenuto motivo per cui molti oggi non credono più.

La fede in Dio diventa quasi un voler evadere dalla realtà, gli insegnamenti di Cristo sono considerati ideali a cui ispirarsi ma irraggiungibili, perciò spesso si conclude: la fede non è per me, Gesù era Dio e poteva fare quello che ha fatto. Questo ragionamento è una vera tentazione perché dimentica che Dio non vuole che gli siamo uguali, ma ci dona lo Spirito perché possiamo somigliargli secondo le nostre capacità.

Dio lo sa che la vita è fatta di cose reali, per questo per dimostrare la sua onnipotenza non ha usato effetti speciali, ma calandosi nella vita reale e umana si è fatto uomo e ha vissuto le sofferenze e quindi la morte. Stando poi nella morte l’ha vinta, dall’interno, nella sua realtà!

La redenzione dell’umanità parte dalla nascita, passione e risurrezione di Gesù. Per questo scegliamo di essere cristiani: il Signore non chiede ai suoi seguaci di essergli uguale, ma di imitarlo nel coraggio della fede. Ogni volta che sapremo superare i nostri limiti passo dopo passo, potremo sperimentare la nostra rinascita, la nostra vicinanza sempre più perfetta al Signore. E sarà la nostra Pasqua.

Altrimenti saremo come i suoi stessi discepoli che non capivano le parole di Gesù circa la sua morte e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.

  • cosa motiva la tua fede?

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