Ti è mai capitato di rispondere con rabbia o silenzio alle persone che ti feriscono, anziché con un gesto che rompe la catena del conflitto? In questi ultimi mesi abbiamo sentito notizie di scontri tra giovani nei contesti scolastici e sociali, dove la risposta “occhio per occhio” sembra più un’abitudine che un’eccezione. Il Vangelo di oggi mette in discussione proprio questo: «Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano».
La Quaresima ci invita a guardare dentro di noi con coraggio. Non basta “essere bravi” con chi ci è simpatico; Gesù ci chiama a qualcosa di più radicale: amare anche chi è difficile, chi ci ha deluso, chi ci attraversa la vita come un ostacolo.
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Immagina un muro di mattoni scrostati, segnato dagli urti delle parole che non volevamo sentire: quel muro rappresenta il nostro cuore quando costruisce difese e risposte automatiche. Gesù ci prende per mano e ci dice: “Sposta un mattone, e poi un altro”.
Nel tempo di Quaresima questo gesto diventa pratica concreta di conversione: togliere un mattone di rancore, un mattone di giudizio, per lasciare spazio alla pace. Nel mondo di oggi, dove tante relazioni si incrinano tra messaggi fraintesi o silenzi rabbiosi, questa chiamata a pregare per chi ci ferisce diventa un’azione potente di libertà. Non si tratta di giustificare il male, ma di spezzarlo. Così impariamo ad amare con lo stile di chi sa che il cuore si purifica non blindandosi, ma aprendosi alla misericordia.
E tu? Quale mattone di rancore sei disposto a togliere per fare spazio a un amore che ristabilisce?rcando quello che può darti vita o solo ciò che ti gratifica subito?
don Domenico Bruno
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