Quanto pathos nasconde la prima lettura. Quante volte abbiamo cercato qualcosa pensando che fosse perduta per sempre. La sposa del Cantico dei Cantici attraversa la notte cercando “l’amore dell’anima mia” dice.
Maria Maddalena vive la stessa esperienza: va al sepolcro quando è ancora buio, con il cuore pieno di dolore, convinta che tutto sia finito. Eppure Dio ama sorprenderci proprio quando pensiamo che non ci sia più nulla da aspettare. Maria Maddalena, dalla quale Gesù aveva scacciato sette demòni, conosce bene cosa significa essere rialzata. Per questo non smette di cercarlo.
- Pubblicità -
Gesù non le spiega tutto subito, bensì la chiama semplicemente per nome, ossia le riconosce la sua identità più profonda, la sua dignità di persona e non di cosa, di oggetto a cui era abituata a paragonarsi. Basta quel «Maria!» perché il buio lasci spazio alla luce.
Anche noi spesso nelle amicizie, in famiglia o sui social ci sentiamo invisibili, fraintesi o giudicati. Ma il Signore continua a chiamarci per nome, e non ci chiama col nome dei nostri errori, continua a dirci che abbiamo una dignità che è quella dei figli, dei battezzati, di chi possiede il dono dello Spirito Santo.
Viene in mente la scena del dipinto “Il Viandante sul mare di nebbia” di Caspar David Friedrich, dove davanti alla nebbia sembra impossibile vedere l’orizzonte, ma basta restare lì perché il paesaggio inizi a rivelarsi. Così fa la Maddalena che non fugge dal dolore e proprio lì incontra il Risorto, cioè Colui che inaugura e dona una nuova creazione, una nuova vita.
Non smettere di cercare. Ciò che adesso ti sembra solo nebbia potrebbe essere il luogo dove Cristo sta già pronunciando il tuo nome.apolavoro?e.
don Domenico Bruno
Fonte: il blog di don Domenico | Unisciti al suo canale Telegram @annunciatedaitetti oppure clicca QUI |Visita anche il suo canale YOUTUBE
