Hai mai aperto un cassetto pieno di cose che pensavi preziose e ti sei chiesto: “Ma perché conservo ancora tutta questa roba?”
Gesù oggi ci prende di petto proprio lì: nel nostro bisogno di accumulare, controllare, trattenere. Ma non sta parlando solo di soldi. Parla del cuore.
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Viviamo tutti, più o meno, con un GPS interiore che punta verso ciò che ci sembra “valere”. Il problema è che spesso quel GPS è confuso: ci fa inseguire a tutti i costi ciò che sembra darci sicurezza emotiva (oggi più che mai like, follower, soldi facili) ma anche approvazione, relazioni che sembrano gioielli ma poi… arrugginiscono.
“Dov’è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore.”
Questa frase è una bomba. Perché non ti dice solo “attento ai soldi”, ti dice: guarda dove va a sbattere il tuo cuore quando non stai attento. Guarda a cosa dedichi più tempo nella giornata. Spesso ci diciamo molto credenti e poi a Dio dedichiamo forse solo un’ora alla settimana o giusto un pensiero al giorno mentre affoghiamo nelle mille faccende quotidiane.
San Paolo, nella prima lettura (2Cor 11), ci mostra un tesoro strano: le sue fatiche, le umiliazioni, le debolezze. Chi oggi si vanterebbe delle proprie fragilità? In un mondo che ti chiede di essere sempre “a posto”, perfetto, produttivo, sul pezzo, ecc, Paolo ti dice: “Sai che c’è? Io nelle mie cadute ho visto Dio”.
Allora, se oggi Gesù ti chiede di fare spazio, è perché sa che ci sono tesori che durano e altri che ti si sgretolano tra le mani e non ti porteranno da nessuna parte.
Nell’antichità, i tessuti pregiati e i metalli erano simboli di ricchezza. Ma l’umidità delle case in pietra rovinava tutto: muffa, ruggine, tarme. Ecco il senso: ciò che trattieni si rovina, ciò che doni si moltiplica.
Immagina una cassaforte arrugginita, abbandonata da anni. Dentro, oggetti senza valore, dimenticati.
È questo che rischia di diventare il nostro cuore se lo chiudiamo per paura.
Nelle relazioni di oggi, quante volte “accumuliamo” invece di condividere? Emozioni taciute, parole non dette, maschere indossate per essere accettati. Ma sai cosa cambia tutto? L’autenticità. Avere il coraggio di farti vedere per quello che sei, anche nei tuoi punti deboli. Come san Paolo.
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Come puoi intuire, non si tratta di buttare tutto via, ma di fare ordine. Togliere quello che pesa e custodire solo ciò che nutre davvero.
- E tu, stai costruendo una cassaforte… o un cuore aperto?
Sii leggero, sii vero. Fidati di Dio, apri il cuore a Lui, perché solo Lui sa dove deve portarti… e se ciò a cui aspiri non arriva, allora significa che non è per te. Dio ci salva anche non dandoci tutto ciò che vogliamo.
don Domenico Bruno
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