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don Domenico Bruno – Commento al Vangelo del 17 Luglio 2025

Quante volte vorremmo capire della vita qualcosa che non comprendiamo. Eppure, è proprio lì che Dio comincia a parlare. Ma non lo fa come te lo aspetti.

Gesù, nel Vangelo di oggi, ci spiazza. Ringrazia il Padre perché ha nascosto le cose “ai sapienti e ai dotti” e le ha rivelate “ai piccoli”. Ma non è meglio che tutti capiscano le cose? E magari poi studiarle, ragionarci sopra? Gesù offre una chiave di lettura diversa e difficile: la fiducia.

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Sin da piccoli ci dicono che sapere è potere e che la prima cosa che le dittature fanno è controllare il sapere e fare in modo che il popolo viva nell’ignoranza. Ma neanche sapere tutto basta per essere felici e liberi. Lo vediamo ogni giorno: sappiamo mille cose, ma siamo fragili nelle relazioni, pieni di ansia, incapaci di dire un “ti voglio bene” senza tremare. Per non parlare di quelle cose che spiamo per sapere se qualcuno ci tradisce… e quando scopriamo qualcosa siamo sicuri di essere felici?

Gesù parla ai piccoli perché i piccoli ascoltano. E noi, oggi, dobbiamo reimparare a essere piccoli. Non vuol dire rinunciare al pensiero, ma avere il coraggio di dire: “Non ho e non posso avere tutto sotto controllo. E va bene così”.

Nella prima lettura, Dio si rivela a Mosè nel roveto ardente. E Mosè, un uomo pieno di paure, chiede: “Chi sono io per andare dal faraone?”. E Dio risponde: “Io sarò con te”. Non dice “Sei forte”, ma: “Ci sono io, fidati”. E questo cambia tutto.

Durante il tempo di Gesù, i piccoli – letteralmente i “nepioi” in greco – erano i bambini ma anche gli ultimi, gli scartati, quelli senza status. Gesù non li mette al centro per pietismo, ma perché sanno accogliere senza fare i saputelli.

Immagina una tazzina scheggiata: nessuno la vuole, eppure se la riempi di caffè caldo, profuma e riscalda come tutte le altre. Forse meglio. Perché ha una storia. Ecco, è così che Dio guarda te.

Oggi, tra ghosting, like mancati e ansie da prestazione, c’è un atteggiamento che ci salva: l’umiltà del cuore aperto. Non devi avere tutto chiaro, devi solo essere vero. Con Dio, con te stesso, con chi hai accanto.

Allora ti chiedo:

Se oggi Dio ti parlasse in mezzo alle tue fragilità, lo ascolteresti o continueresti a fare finta di niente?n mezzo alle tue fragilità, lo ascolteresti o continueresti a fare finta di niente?

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don Domenico Bruno

Fonte: il blog di don Domenico | Unisciti al suo canale Telegram @annunciatedaitetti oppure clicca QUI |Visita anche il suo canale YOUTUBE