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don Domenico Bruno – Commento al Vangelo del 16 Febbraio 2025

Avete mai provato a giocare a un videogioco in modalità “facile” e poi, improvvisamente, passare a “difficile”? All’inizio sembra impossibile: i nemici sono più forti, le risorse scarseggiano, e tutto richiede più attenzione. Eppure, è lì che si capisce il vero valore della sfida. Il Vangelo di oggi funziona un po’ così: Gesù ci mette davanti una logica capovolta rispetto a quella che il mondo ci insegna.

Beati i poveri, gli affamati, quelli che piangono. Ma noi, sinceramente, chi consideriamo “fortunato” oggi? Quello che ha più follower? Chi ha sempre la risposta pronta? Chi non ha problemi economici? Eppure, quante volte ci accorgiamo che il cuore resta vuoto nonostante tutto?

Geremia nella prima lettura (17,5-8) dice che chi confida solo in sé stesso è come un arbusto nel deserto, mentre chi si fida di Dio è come un albero piantato accanto all’acqua. Ecco il punto: dove mettiamo le nostre radici? Se le pianteremo solo nel successo, nel riconoscimento degli altri, nel piacere immediato, prima o poi ci seccheremo. Nella seconda lettura San Paolo (1Cor 15,12.16-20) ci ricorda che se Cristo non è risorto, allora tutto è inutile. Se invece è vivo, allora la sua logica è quella giusta.

Pensiamo ai social: quante volte ci sentiamo “benedetti” solo se otteniamo like e approvazione? E quanto ci spaventa essere esclusi, criticati, non compresi? Gesù oggi ci sfida: “Su chi costruisci la tua felicità?”. Se la metti nelle cose fragili, finirai deluso. Se invece la metti in Lui, anche quando tutto sembra difficile, avrai una gioia che non crolla.

E tu, su quale terreno stai costruendo la tua vita?

don Domenico Bruno

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