don Domenico Bruno – Commento al Vangelo del 14 Ottobre 2023

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L’origine del comportamento di un figlio, nel bene o nel male, fa pensare ai genitori e all’educazione che sta ricevendo. Fatte le opportune eccezioni di cui il mondo è pieno, solitamente quando un figlio si comporta bene o merita l’ammirazione di qualche adulto, la stima ricade anche sui genitori i quali sentono scoppiare il cuore di gioia.

Gesù era molto ammirato e seguito: le sue parole e le sue opere suscitavano amore in tutte quelle persone che aveva al seguito. Una donna dalla folla, alla quale Gesù stava parlando, ha il coraggio di elevare un elogio alla madre di lui. Quelle parole potevano suonare di rispetto nei confronti di Gesù che parlava, ma era proprio di stima e, quasi, di invidia nei confronti di Colei che lo aveva portato in grembo.

Gesù non era avvertito come un uomo qualunque e per questo se Lui appariva straordinario, chissà di quanta grazia e fortuna era piena la donna che lo aveva dato alla luce! Quanto orgogliosa doveva essere quella madre.

Ogni tanto sento dire da qualche signora pia e devota che avrebbe voluto tanto avere un figlio sacerdote. Si dice che le mamme dei sacerdoti andranno dritte in paradiso per aver dato un figlio a Dio.

Questi detti popolari, però, non rendono giustizia al Signore. Infatti Gesù avverte: Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!. La grazia, infatti, appartiene a chiunque si lasci inondare dalla Parola di Dio. La volontà del Padre la si conosce nello scrutare la Sua Parola e nel non temere di aderirvi. Anche se difficile.

Il merito di Maria è questo: aver completamente aderito a Dio ed essersi fidata ciecamente di Lui, quand’anche Lei ci stesse capendo poco di ciò che le stava accadendo.

Il monito di Gesù non è un rimprovero, ma un risvegliare la coscienza di fede che spesso potrebbe arenarsi in comodi egoismi e auto referenzialismi che distolgono l’attenzione dall’origine della grazia, che è Dio solo! È Lui che dà la vita, è Lui che la richiede, è Lui che ci salva dalla morte e ci risusciterà. A noi sta solo il dovere di ascoltare la Sua Parola e seguire tutto quello che in tempi e modalità personali, il Signore ci chiede.

Non saremo tutti genitori di Gesù o di un sacerdote, ma potremo generare speranza e portare Gesù al mondo attraverso l’esempio della nostra vita, delle nostre parole e delle nostre azioni.

  • tu come stai dando esempio del Signore che dici di amare e credere?

Fonte: il blog di don Domenico | Unisciti al suo canale Telegram @annunciatedaitetti oppure clicca QUI |Visita anche il suo canale YOUTUBE