Viviamo in un tempo in cui chiedere sembra un segno di debolezza. Ci hanno insegnato che dobbiamo essere autosufficienti, risolverci i problemi da soli, evitare di disturbare. Eppure, quante volte ci sentiamo persi, frustrati perchรฉ nessuno sembra capirci davvero? Quante volte ci troviamo a desiderare qualcosa di autentico, senza sapere neanche da dove iniziare?
Gesรน, nel Vangelo di oggi, ci provoca: โChiedete e vi sarร dato, cercate e troverete, bussate e vi sarร apertoโ (Mt 7,7). Non dice โforseโ, non lascia margine al dubbio. Eppure tu lo sai bene: quante volte hai chiesto e non hai ricevuto, cercato e non hai trovato, bussato e sei rimasto fuori?
Nel tempo di Gesรน, chi bussava alla porta di notte lo faceva solo per una ragione seria: era un gesto audace, perchรฉ disturbava il padrone di casa. Eppure, se lโospite era insistente, prima o poi la porta si apriva. Il problema non รจ Dio che non risponde, ma noi che spesso smettiamo di bussare troppo presto.
Pensa a un distributore automatico: metti la moneta, premi il pulsante e aspetti che esca ciรฒ che hai scelto. Ma se la merendina resta incastrata, cosa fai? Te ne vai o dai qualche colpetto alla macchina sperando che scenda? La preghiera funziona un poโ cosรฌ: non รจ una transazione immediata, ma una relazione in cui Dio ti chiede di fidarti e di perseverare.
Questa Quaresima puรฒ essere lโoccasione per rivedere il nostro modo di relazionarci con Dio e con gli altri. Spesso siamo veloci a pretendere, ma lenti a dare. Vogliamo essere ascoltati, ma facciamo fatica ad ascoltare davvero.
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- Quando preghi, lo fai per abitudine o perchรฉ credi che Dio ti stia davvero ascoltando?
Non smettere di bussare. Magari la porta si apre in un modo che non ti aspetti.
don Domenico Bruno
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