don Domenico Bruno – Commento al Vangelo del 1 Novembre 2023

โœ๏ธ Commento al brano del Vangelo di: โœ Mt 5,1-12a

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โ€œBeato te!โ€

Quante volte abbiamo usato questa espressione verso qualcuno, magari con un pรฒ di invidia. Quando la nostra vita sembra non andare per il verso che vorremmo noi, guardiamo agli altri credendo che gli altri stiano meglio e pensiamo che loro siano beati e noi condannati.

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Cโ€™รจ una differenza tra beato e felice. La felicitร  รจ uno sentimento legato a un momento particolare passato il quale tutto torna come prima. La beatitudine รจ, invece, uno stato. Lo stato รจ la situazione in cui ci si viene a trovare e vi si rimane senza piรน uscirne.

Pensiamo a chi raggiunge un obiettivo: in quel momento prova felicitร , ma poi quel sentimento passa perchรฉ nasce il desiderio di un altro obiettivo e non sarร  felice fin quando non lo raggiugnerร . E cosรฌ via.

Una persona beata รจ colei che ha raggiunto una pace interiore e nulla potrร  togliergliela. Penso a quei malati che ogni tanto visito che non sono rassegnati, ma consegnatiโ€ฆ a Dio. Questi, nonostante la malattia che vivono, non hanno come obiettivo la guarigione, bensรฌ fare la volontร  di Dio, magari partecipando alla sofferenza che vivono. La sofferenza non รจ percepita come una condizione mandata da un Dio cattivo, ma la grazia di poter partecipare alla situazione in cui si รจ venuto a trovare Gesรน prima di tornare nella gloria dal Padre.

Questa conversione di vita e di mentalitร  porta a non vivere piรน la malattia come una disgrazia, ma come una vera e propria grazia che รจ la partecipazione alla gloria futura che lo attende.

Quando pensiamo a Dio pensiamo a qualcuno che sta bene nelle sue altezze e non soffre, dimenticando, cosรฌ, che Dio si รจ fatto uomo e ha sofferto come noi per ricordarci che non รจ questa terra il nostro obiettivo, ma il cielo!

San Giovanni, nella seconda lettura di oggi, ci ricorda che Dio รจ Padre e ha per noi un grande amore che si รจ manifestato con la passione e risurrezione di Gesรน per mezzo del quale abbiamo ricevuto un Battesimo che ci ha resi figli e coeredi del regno dei Cieli. Giovanni lo ripete piรน volte: โ€œsiamo figli di Dio e lo siamo realmente!โ€ E poi aggiunge: โ€œfin dโ€™ora siamo figli di Dio, ma ciรฒ che saremo non รจ stato ancora rivelato. Sappiamo perรฒ che quando egli si sarร  manifestato, noi saremo simili a luiโ€ (1Gv 3,1-3).

E questo non basta per essere beati? Chi ci potrร  togliere questa gioia? San Paolo direbbe: chi ci potrร  separare da questo Amore?

Nella prima lettura, tratta dal Libro dellโ€™Apocalisse (Ap 7,2-4.9-14), lo stesso Giovanni, nella sua visione, ci dice che avremo โ€œimpresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dioโ€. E come servire fin da ora il nostro Dio? Avendo cura della nostra terra, delle nostre relazioni, della nostra fede, del nostro corpoโ€ฆ La salvezza appartiene solo a Dio, da Lui solo viene quella gioia alla quale aspiriamo ma che cerchiamo nei posti e nei modi piรน sbagliati.

San Giovanni ci riporta le parole che il Signore gli ha rivelato nella visione, e cioรจ che un giorno, una grande moltitudine di persone, siederร  davanti al nostro Dio per poterlo glorificare e lodare nella pienezza di questa gioia che non finirร  mai. E chi saranno questi molti di cui parla? โ€œSono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dellโ€™Agnelloโ€, dice il Signore.

Allora saranno beati coloro che sapranno affidare al Signore le proprie sofferenze, le proprie ansie, i propri sentimenti, desideriโ€ฆ Solo orientandoli a Lui potremo dirci convertiti.

Solo se daremo alla nostra vita una sterzata verso il Signore potremo davvero sperimentare quella beatitudine che giร  da ora ci promette.

  • E a te, cosโ€™รจ che blocca questa sterzata?

Fonte: il blog di don Domenico | Unisciti al suo canale Telegram @annunciatedaitetti oppure clicca QUI |Visita anche il suo canale YOUTUBE