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don Claudio Luigi Fasulo – Commento al Vangelo del 25 Dicembre 2024

Commento al Vangelo di mercoledì 25 dicembre 2024 a cura di don Claudio Luigi FasuloSanremo.

Trascrizione generata automaticamente da Youtube e rivista tramite IA.

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Non mi piace augurare buon Natale. Voglio augurarti di vivere un santo Natale, ovvero che la luce della nascita di Gesù ti possa far rinascere a una vita nuova, una vita piena, una vita vera.

Perché Natale non è una festa zuccherosa, dove c’è solo il “vogliamoci bene”. È una festa esigente. È la festa dove dobbiamo riconoscere il vero volto di Dio sulla terra.

Il Vangelo di oggi, il Vangelo di Natale, non ci vuole solo raccontare la nascita di Gesù: ci racconta la nostra nascita attraverso l’incontro con Lui. Ci racconta come nasciamo, come siamo figli di Dio e fratelli tra di noi.

Allora basta divisioni, basta rancori, basta relazioni di odio o di vendetta che fanno star male tutti. Perché tutti sbagliamo, ma nessuno è un errore.

Fare centro nel Natale è capire che, come il primo Natale ha cambiato la storia — non a caso il calendario parte dall’anno zero, nel momento in cui nasce Gesù Cristo — ogni Natale deve essere un giorno di ripartenza, di azzeramento, per nascere nuovamente.

Nascere con maggior fede nel cuore, nascere con occhi che guardano la speranza, nascere per non avere mai paura di amare. Dio si è fatto uomo per amare, per amare la nostra umanità, la nostra povera umanità.

Solo Dio ha desiderato essere piccolo, indifeso, povero, per presentarsi agli occhi dell’umanità. Noi, invece, siamo sempre pronti a dover fare bella figura, magari con un bel regalo di Natale, con un bell’abito, con un bel trucco.

No. Chi avrebbe potuto immaginare che Dio, il Creatore del cielo e della terra, potesse ridurre tutte le distanze tra la Sua onnipotenza e l’umanità diventando uomo, ma partendo dal grembo di una donna?

Sì, questo è amore. Questa è vita. Questo è il nostro Dio. Dio nella storia dell’umanità come un bambino. Non per fare paura o per spadroneggiare.

Un bimbo può solo trasmettere tenerezza pura, desiderio di vita, sogno di eternità.

Abbiamo tutti bisogno del Natale, perché la nascita di Dio è per questa umanità ferita, disorientata. Un Dio vero, concreto. Un Dio che percorre, in questi giorni, le corsie degli ospedali della vita.

Un Dio che chiama i peccatori e gli ultimi, e non quelli che si sentono già santi o forti. Un Dio che non teme di fare brutta figura pur di amare. Un Dio che non mette sé stesso al primo posto.

Un Dio che non vuole perdere nessuno dei suoi figli. Un Dio che non ti giudica, ma che ti accoglie e ti perdona.

Bene, allora come vivere al meglio il Natale?

Natale, lo ripeto, significa nascere. E nascere significa lasciare un luogo e un tempo per vivere una nuova esperienza di vita, un dono donato.

Solo chi ha coraggio può farlo. Se avremo il coraggio di vedere la nostra vita come una mangiatoia, allora vivrai bene il Natale.

Allora Dio potrà nascere in te. Perché la mangiatoia era il luogo più sporco, più deplorevole, però è il luogo dove Dio ha scelto di nascere.

Gesù vuole nascere in te, nonostante quello che tu sia stato, nonostante quello che tu sei. Magari proprio una mangiatoia dove nessuno vuole avvicinarsi, e magari tu copri questa mangiatoia per non farla vedere.

Non ti preoccupare, non avere paura. Dio vuole nascere proprio in te.

E poi dovremmo anche avere il coraggio di sentirci come i pastori: quelli che per primi hanno visto la nascita di Cristo. I primi che erano i primi a essere esclusi, i primi a essere isolati, i primi a essere incompresi, i primi a essere inutili.

Allora, se anche tu ti senti a volte escluso, isolato, incompreso, inutile, sappi che Gesù vuole incontrarti. Gesù è nato per te.

E poi ancora dovremmo avere il coraggio di accogliere la Sua parola e di viverla veramente, come ha fatto Maria.

Dio ha scelto Maria perché Maria ha scelto Dio. Dio, quando nasce, sta nelle mani di Maria: si fa cullare, si fa coccolare, si fa amare.

Dio desidera essere accolto così, come un bambino, anche nel tuo cuore. Come un Dio amabile, e non come un Dio temibile.

Allora Natale è il giorno in cui dobbiamo essere coraggiosi. Coraggiosi di non sentirsi mai esclusi ed emarginati né da Dio né dalla Chiesa.

Coraggiosi di essere consapevoli che Dio ama e perdona sempre. Coraggiosi di farsi toccare da Gesù nelle solitudini dell’anima, nelle sofferenze del corpo, nelle fragilità affettive della vita vissuta.

Natale è, allora, il giorno dove possiamo rinascere.

Rinascere col desiderio della santità, con la consapevolezza che Gesù vuole nascere in te. E non solo come una statuina messa nel presepe e una storia raccontata con 2024 anni di passato.

Gesù vuole nascere in te, in un’anima come una mangiatoia, ma in un cuore sensibile come quello di Maria e in un corpo pronto a camminare verso di Lui, come quello dei pastori.

Il vero Natale è proprio questo: stupirsi dell’amore di Dio, farsi sorprendere dalla bellezza di un Dio bambino e, soprattutto, farsi scaldare il cuore da un Dio che, nonostante tutto, ti ama.

Il vero Natale è quello di un Dio che si fa bambino per dirti che la tua vita è preziosa, proprio come la Sua, e farti capire che tu sei un dono e che la tua vita è il dono di Natale per Lui.

Sì, perché la tua vita deve diventare santa.

Ecco perché ti auguro un santo Natale.