Il commento di don Claudio esplora il significato di questa domenica gioiosa all’interno del periodo penitenziale, focalizzandosi sulla parabola evangelica del padre misericordioso e dei due figli.
L’omelia sottolinea come la conversione e l’accoglienza della misericordia divina portino vera gioia e rinnovamento, paragonando l’accoglienza del figlio prodigo al battesimo e ad una nuova vita in Cristo.
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Inoltre, vengono analizzate le letture bibliche del giorno, tra cui l’ingresso del popolo nella Terra Promessa guidato da Giosuè, visto come prefigurazione dell’ingresso nella vera Terra Promessa attraverso Gesù Cristo e la riconciliazione offerta da Dio tramite il ministero apostolico.
Trascrizione generata automaticamente da Youtube e rivista tramite IA.
La quarta domenica di Quaresima, al centro del percorso dei 40 giorni, è secondo l’antica tradizione romana chiamata Domenica “Laetare”, dalla prima parola dell’antifona d’ingresso: “Rallegrati, Gerusalemme, e voi tutti che l’amate, riunitevi, esultate e gioite!“. È la domenica della gioia nel cuore del tempo penitenziale e mette in evidenza come la conversione, l’adesione alla misericordia del Signore porti ad essere contenti, migliori la qualità della nostra vita.
Il Vangelo secondo Luca ci propone la famosa parabola del padre e dei due figli: uno che abbandona la casa per farsi una vita indipendente, ma poi fallito e ridotto in miseria, decide di tornare a casa. Vorrebbe fare il servo, non più il figlio, e il padre lo accoglie. È la grande icona del padre misericordioso che abbraccia il figlio peccatore che torna a casa e propone un rivestimento simbolico: gli dà la stola, prima l’abito della Santità originale, l’anello sponsale, i calzari ai piedi. È un vestimento quasi da iniziazione, è l’immagine dell’uomo che viene redento con immagini battesimali, viene legato al Signore e abilitato ad una vita nuova. Viene fatto il grande sacrificio del vitello grasso per accogliere questo figlio peccatore.
L’altro figlio, quello maggiore, è sempre rimasto a casa, ma ha scontento di stare a casa, ha una mentalità da servo e si lamenta con suo padre dicendogli: “Io ti servo da tanti anni e non mi hai mai dato un capretto”. Di fatto, nessuno dei due è figlio, sono due servi: “Trattami come uno dei tuoi servi, io ti servo da tanti anni e non sono poi così”. Nessuno dei due è un buon esempio, perché l’obiettivo che hanno è mangiare: “Trattami come un servo, ma dammi da mangiare. Non mi hai mai dato da mangiare un capretto per i miei amici”.
Il padre propone una mentalità nuova a entrambi. Sono due figure religiose quelle dei due figli, forse storicamente rappresentano una parte di Israele molto osservante e il mondo straniero, ma si trovano benissimo anche nelle nostre realtà queste due tipologie di figli: quello lontano e quello vicino scontento. Chi non vive la vita religiosa e chi la vive male: nessuno dei due è figlio. La proposta è la terza, è quella ideale, è quel terzo figlio che dobbiamo essere noi, quel terzo figlio, quello vero, che è Gesù, l’autentico Figlio: “Figlio, tu sei sempre con me, quello che è tuo è mio”. È importante in questo testo della Misericordia di Dio sottolineare come la grazia del Signore ci fa diventare figli, cioè ci mette in buona relazione con lui e ci guarisce dalla nostra mentalità servile.
La prima lettura in Quaresima ci propone i grandi momenti della storia della salvezza: abbiamo già parlato delle origini di Abramo, di Mosè, e in questa quarta domenica ci è proposto Giosuè che fa entrare il popolo nella Terra promessa e celebra la Pasqua nella terra. Dio aveva promesso la terra ad Abramo; secoli dopo quella promessa si realizza. Dio ha detto, Dio ha fatto. Celebrarono la Pasqua e terminarono i fenomeni prodigiosi dell’esodo nella terra. Il popolo è entrato, ha ricevuto la benedizione.
“Gustate e vedete come buono è il Signore“: è un versetto di un salmo che viene proposto come responsorio per un altro Salmo per mostrare come la benedizione del Signore sia da gustare, da apprezzare. “Magnificate con me il Signore; io ho cercato il Signore e mi ha risposto; da ogni paura mi ha liberato”. “Guardate a lui, i vostri volti saranno luminosi”. “Questo povero, cioè io, sta gridando e il Signore lo ascolta; il Signore ci libera dalle nostre angosce”. Gustate, provate, provate a vedere quanto è buono il Signore: lo conosce per esperienza chi lo ha incontrato.
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L’apostolo nella seconda lettura mostra che chi è in Cristo è una nuova creatura; le cose di prima sono passate, ne sono nate di nuovo. È un mondo nuovo. Giosuè ha fatto entrare il popolo nella Terra promessa, Gesù fa entrare il popolo nella Terra promessa: la vera Pasqua non è quella di Giosuè, è quella di Gesù. La promessa si realizza quando Gesù toglie le cose di prima e ne fa nascere di nuove, cioè la riconciliazione con Dio. E questa riconciliazione è stata affidata al Ministero apostolico. “Dio ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato agli apostoli il ministero della riconciliazione”. “Dio non ha imputato agli uomini le loro colpe, cioè non gliel’ha fatta pagare, ma è intervenuto con una grande Misericordia”. Gli apostoli sono i Messaggeri di questa Misericordia, fungono da Ambasciatori: “È come se attraverso gli apostoli Dio stesso esortasse“. E allora Paolo dice alla gente di Corinto, e lo dice a noi: “Vi supplico in nome di Cristo, lasciatevi riconciliare!“.
E non si può fare autentica riconciliazione se uno non vuole. Dio vuole, e tu vuoi riconciliarti con lui?. Dio ti offre la sua misericordia, ma tu la vuoi accettare?. Gesù, che è l’unico che non ha conosciuto peccato, è stato trattato proprio da Peccato in nostro favore perché grazie a lui noi potessimo diventare Giustizia di Dio. La nostra vita può diventare giustizia, cioè prova, attestazione di questa nuova esistenza, di questa nuova relazione con Dio. Per grazia siamo stati salvati, possiamo essere salvati: la Misericordia di Dio può realizzarsi nella nostra vita. Gustate, provate, fate l’esperienza! Vi accorgerete che è davvero efficace questa Misericordia di Dio, fa diventare figli!. Provate ad accoglierla!. H m.
AUTORE: don Claudio Doglio
FONTE: Messalino “Amen” e Canale YouTube Teleradiopace TV
