don Claudio Doglio – Commento al Vangelo del 3 Agosto 2025

Domenica 3 Agosto 2025 - XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 12,13-21

Data:

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Ricchezza Vera: Oltre la Vanitร  e la Cupidigia

Il commento di don Claudio analizza l’importanza di non focalizzarsi sui beni materiali. Spiega che il Vangelo di Luca, il libro di Qoรจlet (Ecclesiaste) e la Lettera ai Colossesi sono impiegati per illustrare come la vera ricchezza non risieda nell’accumulo di possedimenti, ma nella relazione con Dio e nel fare del bene agli altri.

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La cupidigia viene identificata come idolatria, una brama che rende schiavi e distoglie dal vero senso della vita. Viene sottolineato che tutto ciรฒ che รจ terreno รจ effimero, un “soffio”, e solo Cristo e la sua parola offrono stabilitร  e un centro di gravitร  permanente.

La sapienza, quindi, consiste nell’imparare a valorizzare ogni giorno e a usare i beni per costruire relazioni autentiche, riconoscendo che la vita รจ risorta con Cristo e che le cose celesti sono piรน importanti di quelle terrene.

Infine, il Salmo 89 รจ citato per evidenziare come il Signore sia un rifugio eterno, in contrasto con la brevitร  della vita umana.

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Trascrizione generata automaticamente da Youtube e rivista tramite IA.

“All’evangelista Luca interessa particolarmente il tema economico, l’uso del denaro nella vita cristiana. E nel capitolo 12 del suo Vangelo, che ci รจ proposto in questa 18ยช domenica del Tempo Ordinario, incontriamo proprio un personaggio che domanda a Gesรน un suo intervento economico: doveva dividere l’ereditร  con suo fratello, evidentemente non andavano d’accordo, stavano discutendo o litigando. Cercano Gesรน perchรฉ faccia da intermediario, e Gesรน rifiuta questo compito, ma coglie l’occasione dell’argomento per trasmettere un insegnamento importante: “Attenzione, e tenetevi lontani da ogni cupidigia, perchรฉ anche se uno รจ nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciรฒ che egli possiede“. รˆ un principio sapienziale di fondo: la vita non dipende dai beni, dalle cose. Il senso della vita, il valore, la gioia della vita non dipende dalle cose che possediamo. E tuttavia, la cupidigia, cioรจ la brama, la voglia di possedere, domina tutti, ed รจ uno di quei desideri della carne con cui combattiamo la buona battaglia. Si esercita anche contro questa cupidigia: “Tenetevi lontani da ogni cupidigia”, cioรจ dalla voglia di avere, di possedere, di prendere, di dominare. In realtร , se io cedo a questa cupidigia, divento schiavo, sono le mie voglie che diventano padrone e mi schiavizzano e mi costringono a vivere servendo questo desiderio.

Per far capire questa situazione, Gesรน racconta una parabola di un uomo stupido, ricchissimo, fortunato, che aveva tanti terreni, i quali producevano una montagna di frutti. E progetta nuovi granai, nuovi depositi. La stupiditร  perรฒ sta nell’illudersi che tutto questo benessere gli dia garanzia di vita per molto tempo. Quella notte stessa il Signore gli disse: “Stolto, questa notte tu morirai e ciรฒ che hai accumulato di chi sarร ?” Eh, di qualche erede che รจ molto contento, prenderร  tutto quello che il ricco ha accumulato. Credeva di essere al sicuro per molto tempo, e in realtร  non รจ affatto al sicuro. Il problema รจ non arricchire presso Dio. Questo รจ il punto determinante.

Che cosa vuol dire arricchire presso Dio? Vuol dire non aumentare le cose, ma crescere nella relazione di figli, di amici, in quella benevolenza accogliente che riceve misericordia e impara a fare misericordia. Diventare ricchi di misericordia รจ arricchire presso Dio. Imparare a usare bene i beni terreni, non semplicemente come accumulo privato ed egoistico, ma come capacitร  sapiente di mettere a disposizione, di far fruttificare, di aiutare altri a vivere attraverso le cose. Tutte le cose che noi desideriamo possono essere buone come strumenti di relazioni umane, altrimenti รจ tutto inconsistente.

Questo รจ l’insegnamento che ci รจ proposto nella prima lettura dal libro di Coelet, un sapiente dell’Antico Testamento che ha scritto un libro particolare, affascinante, moderno nel contenuto. Il suo slogan รจ: “Vanitร  delle vanitร “. Il concetto di vanitร  noi potremmo renderlo con inconsistenza. In ebraico, Coelet adopera il termine “evvel”, che vuol dire soffio, nel senso di respiro che se ne va, รจ il vento, l’alito che non riesce a essere ghermito. Tutto รจ un soffio, svanisce, sparisce. Vanitร  delle vanitร , soffio dei soffi, tutto รจ un soffio, tutto รจ inconsistente. E fa proprio l’esempio di una persona che ha accumulato i beni terreni, ha ammucchiato tanto con fatica e deve lasciare ad altri tutto quello che ha accumulato. Anche questo รจ vanitร . Che profitto viene all’uomo da tutta la sua fatica, da tutte le sue preoccupazioni con cui si affanna sotto il sole? Pochissima utilitร . Si affanna, si agita, accumula, desidera, cerca di prendere, tiene, combatte, e che vantaggio ne ha? Deve lasciare tutto. Vanitร  delle vanitร , tutto รจ inconsistente, niente si regge.

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Di fronte a questa consapevolezza, noi cerchiamo un centro di gravitร  permanente, cioรจ un punto di riferimento stabile, solido. La soliditร  รจ data da Cristo, dalla sua parola. Lui รจ la pietra di fondamento. Tutto il resto รจ vano, inconsistente, instabile. La sua parola invece รจ roccia di fondamento.

Il Salmo ci aiuta a entrare in questa dimensione di fiducia. Il Salmo 89 propone come riflessione sapienziale la presenza del Signore di generazione in generazione come rifugio per noi. Il Signore ha un altro modo di contare il tempo: mille anni come un giorno solo. Ci sommerge nella notte, passiamo come un sogno che all’alba svanisce, come erba che al mattino fiorisce, alla sera รจ falciata e dissecca. E allora, chiediamo al Signore che ci insegni a contare i nostri giorni per arrivare alla sapienza del cuore, ad avere un cuore saggio. Contare i giorni vuol dire valorizzare tutti i passaggi, capire qual รจ il senso autentico dei nostri giorni e delle nostre cose: usare bene le cose per costruire relazioni autentiche, personali.

La seconda lettura, ancora tratta dallo scritto ai Colossesi, ci propone una splendida immagine pasquale: “Siamo risorti con Cristo“. Di conseguenza, dice l’apostolo: “Cercate le cose di lassรน, alzate lo sguardo, tenete lo sguardo fisso su Gesรน che รจ l’autore, il perfezionatore della nostra fede, รจ seduto alla destra di Dio, รจ la nostra vita. Guardate a lui, pensate come lui, alzate il livello alle cose del cielo. E non significa avere la testa fra le nuvole, non significa disprezzare la realtร  terrena. Significa valorizzare tutto quello che abbiamo sulla terra nella prospettiva dei beni eterni. รˆ la sapienza di chi sa di essere morto e risorto, per cui insegna l’apostolo: “Fate morire ciรฒ che appartiene alla terra“. Non tanto il disprezzo delle cose, quanto piuttosto il combattimento contro le passioni, impuritร , immoralitร , passioni, desideri cattivi, e quella cupidigia che รจ idolatria. Tenetevi lontani da ogni cupidigia, combattete contro la cupidigia, fatela morire. Non sono le cose che devono essere disprezzate, รจ la cupidigia del cuore che deve morire, per cui io mi rapporto alle cose in un altro modo: le uso per il bene, per costruire relazioni che permangono. Questo significa scegliere la parte buona che non viene tolta.

A questo punto dice l’apostolo: “Se c’รจ una unione simile a Cristo, non c’รจ piรน greco, giudeo, non c’รจ circoncisione che tenga, non c’รจ barbaro, scita, schiavo, libero: Cristo รจ tutto in tutti. Quello che conta รจ essere nuova creatura in Cristo, aderire al Signore Gesรน. Non รจ vanitร . Questo รจ solido, questo dร  senso alla vita. In questo noi vogliamo arricchire.”

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