don Claudio Doglio – Commento al Vangelo del 22 Marzo 2020

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Il cieco dalla nascita appena guarito risponde โ€“ a chi gli domandava la certezza della sua identitร  โ€“ ยซIo sonoยป: questa risposta esprime che in lui รจ giร  avvenuta una conversione e una conformazione a Cristo.

Il suo cammino di fede, lento e progressivo, rivela le sue tappe nelle risposte che dร  su Gesรน: prima lo chiama ยซquellโ€™uomoยป (v. 11), poi dice che รจ ยซun profetaยป (v. 17), infine lo riconosce ยซSignoreยป (v. 38). รˆ infatti la sua fede che gli dร  la libertร  interiore e il coraggio di controbattere ai capi religiosi nonostante il pericolo di scomunica, lโ€™espulsione dalla sinagoga, per chi riconosceva Gesรน come messia.

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Il miracolo del cieco nato ripete e rappresenta un cammino battesimale, un passaggio cioรจ dalla tenebra alla luce, dove la coscienza arriva prima della ragione, la fede prima del ragionamento. Lโ€™esperienza della grazia gli permette di credere. Lโ€™uomo รจ realizzato: tutti gli dicono che non puรฒ essere lui, ma lui si sente ormai capace di autentica relazione, capace di incontrare Dio.

Commento al Vangelo di Giovanni 9, 1-41ย  a cura di don Claudio Doglio

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