La tradizione giovannea, pur non riportando le parole dell’Ultima Cena, conosce un lungo discorso eucaristico di Gesรน, che annuncia e prepara il gesto della cena pasquale con un solenne approfondimento teologico.
Nel v. 51 incontriamo l’affermazione principale: <<II pane che io darรฒ รจ la mia carne per la vita del mondo>>. All’obiezione dei Giudei Gesรน non risponde, spiegando “comeโ, ma riafferma solennemente che รจ necessario farlo per avere la vita in se stessi. Tre sono gli effetti che scaturiscono da questo mangiare. Il primo effetto รจ la <<vita eterna>>, cioรจ una vita buona e bella, un’esistenza completa e realizzata, una vita veramente umana e piena. Cristo infatti รจ il mediatore necessario anche per la risurrezione, รจ l’unico in grado di rivelare Dio, cioรจ di comunicarne la vita al mondo.
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Il secondo effetto puรฒ essere definito come <<vicendevole immanenzaยป: Gesรน “dimora” nel Padre, perchรฉ รจ strettamente unito a lui e in lui trova ogni ragione di vita, ma attraverso Gesรน la vita di Dio adesso “dimora” anche nell’umanitร . Infine il terzo effetto รจ espresso come <<vita in stretta relazione>>: il rapporto che unisce il Figlio al Padre viene cosรฌ allargato al discepolo, che entra nella relazione con Dio in stretta somiglianza con il Cristo.
Come Gesรน vive <<per>> il Padre, cosรฌ il discepolo che <<mangia Gesรนยป assumerร lo stesso stile di vita e vivrร <<per>> Gesรน. Il discepolo infatti trova in Gesรน โ vero nutrimento la causa e il fine della propria esistenza.
AUTORE: don Claudio Doglio
FONTE: Messalino “Amen” e Canale YouTube Teleradiopace TV
CANALE YOUTUBE: https://www.youtube.com/channel/UC9kj3PYl2Hx9yOaPWxJQozw
