don Claudio Doglio – Commento al Vangelo del 11 Gennaio 2026

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Il Battesimo di Gesรน: Epifania del Servo Mite

Il commento di don Claudio analizza il significato teologico del Battesimo di Gesรน, descrivendolo come una manifestazione divina fondamentale che inaugura ufficialmente il suo ministero pubblico. Don Claudio sottolinea come Cristo scelga la via dell’umiltร  e della solidarietร  con l’umanitร , compiendo la “giustizia” di Dio attraverso un abbassamento volontario che ne rivela la vera regalitร .

Il commento intreccia il racconto evangelico con le profezie di Isaia, identificando in Gesรน il Servo sofferente che agisce con mitezza e rispetto verso la fragilitร  umana. Attraverso la discesa dello Spirito Santo, il Padre presenta suo Figlio come il plenipotenziario celeste, inviato per stabilire il diritto e portare luce a tutte le nazioni. In definitiva, questa ricorrenza viene presentata come un’epifania in cui Dio si rivela come guida potente ma mansueta, capace di liberare l’uomo dalle tenebre.

Continua dopo il video.

Trascrizione generata automaticamente da Youtube e rivista tramite IA.

La domenica dopo lโ€™Epifania, la Chiesa latina celebra la festa del Battesimo del Signore. Si tratta ancora di una festa della “Epifania”, termine che indica la rivelazione che Dio ha fatto di sรฉ agli uomini. Dio si รจ fatto conoscere ai lontani, rappresentati dai Magi, e si รจ fatto conoscere a Israele nel momento in cui Gesรน ha iniziato il suo ministero pubblico; il Battesimo del Signore, infatti, rappresenta il momento inaugurale del suo ministero messianico.

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Secondo il racconto di Matteo, Gesรน si presenta al battesimo di penitenza predicato da Giovanni. Sebbene non abbia bisogno del perdono dei peccati, egli sceglie di farsi solidale con i peccatori. Quando Giovanni esita, Gesรน risponde che รจ necessario “compiere ogni giustizia”: nel Vangelo di Matteo, la giustizia รจ il progetto di Dio, ovvero ciรฒ che al Signore piace. Il criterio di Dio รจ quello dell’abbassamento, dell’umiliazione e della solidarietร .

Proprio perchรฉ il Cristo si abbassa alla condizione dell’uomo, il Padre rivela la sua piena compiacenza: lo Spirito si manifesta e la voce del Padre proclama: “Questi รจ il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento”. Con questo atto, Gesรน viene investito ufficialmente come Messia nelle acque del Giordano.

Il video collega questo evento alla figura del “servo del Signore” presentata dal profeta Isaia. Nel linguaggio biblico, “servo” significa ministro o rappresentante; รจ il grande delegato che agisce in nome di Dio. Su di lui scende lo Spirito che lo consacra come re e legittimo erede delle promesse di Davide, incaricato di portare il diritto a tutte le nazioni.

Le caratteristiche principali di questo servo sono la mitezza e il rispetto:

  • Non grida e non aizza le folle come un demagogo.
  • “Non spezza una canna incrinata” e “non spegne uno stoppino dalla fiamma smorta”.

Queste immagini descrivono l’umanitร  debole, che viene rispettata dal Messia: egli agisce con estrema dolcezza verso chi รจ fragile. Tuttavia, una seconda interpretazione suggerisce che la canna incrinata e lo stoppino smorto possano riferirsi al servo stesso: pur apparendo un uomo debole, egli non si spezza e non viene meno fino a quando non avrร  stabilito il diritto sulla terra.

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In sintesi, Gesรน รจ presentato come:

  1. Alleanza del popolo: colui che lega Israele a Dio.
  2. Luce delle nazioni: colui che illumina tutti i popoli e apre gli occhi dei ciechi.
  3. Liberatore: colui che fa uscire i prigionieri dal carcere e dalle tenebre.

Il Battesimo al Giordano รจ quindi un’autentica epifania in cui Dio si rivela come un Signore potente ma mite, capace di realizzare il suo progetto di salvezza diventando la nostra luce.


Unโ€™analogia per comprendere il concetto: Possiamo immaginare il Battesimo di Gesรน come una cerimonia di incoronazione paradossale: invece di avvenire in un palazzo reale tra squilli di tromba, avviene in un fiume tra persone comuni in cerca di perdono. Il Re (Gesรน) non indossa una corona d’oro, ma “indossa” l’umanitร  fragile, dimostrando che la sua vera potenza non sta nel dominare gli altri, ma nel farsi carico della loro debolezza per risollevarli.

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