don Claudio Bolognesi – Commento al Vangelo del 3 maggio 2026

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Giuda è appena uscito dal cenacolo. Tu hai lavato i piedi a tutti i discepoli, anche a lui.

Il Vangelo di Giovanni non racconta l’eucarestia, gli altri sì, ed era ancora con gli altri. Racconta che Tu sei consapevole di ciò che sta per succedere, non sei una vittima inerme sopraffatta dagli eventi.

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Sei l’Agnello che sceglie liberamente la via della croce per prendere su di sé e lavare tutti i nostri peccati. Di più: annulli il nostro essere peccatori. Ci riconcili con il Padre, ci rendi figli.

Poi parli della Tua gloria, che si esprime nel servire e diventa credibile nella persecuzione. Lasci il Tuo “comandamento nuovo” dell’amore fraterno. Fondato nel Tuo amore per noi e sull’esempio ci hai dato.

A questo punto Pietro si butta avanti, promette di dare la sua vita per Te e getta le basi di un fallimento nel breve termine – quando Ti rinnegherà – profetizzando quello che poi però sarà tutta la sua vita dopo la Pasqua.

Arriviamo al Vangelo di oggi: Tu inviti a superare il turbamento. A questo colleghi un verbo ripetuto due volte con un l’imperativo “abbiate fede!” che si confonde con l’indicativo “avete fede”. I verbi possono essere tradotti in entrambi i modi.

È giusto così: la fede è qualcosa di già presente, è un dono che Tu ci ha già fatto e che si radica nella Pasqua. Allo stesso tempo è un imperativo, richiede la nostra volontà, la nostra collaborazione.

Il turbamento è conseguente al Tuo apparente fallimento che deve aver gettato non poco scompiglio nella mente e nel cuore della prima comunità. Tu rispondi garantendo che la Tua promessa di prepararci un posto è fondata.

La Casa del Padre è abbastanza grande per tutti. Questa promessa è colorata di note di dolcezza: il posto ce lo prepari Tu. Tu ritornerai e ci prenderai con Te perché noi siamo dove Tu sei.

Segue una delle grandi frasi del Vangelo, quelle che non possiamo dimenticare, che è diventata il titolo della GMG di Santiago nell’89: “Io sono la via, la verità e la vita”.

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Ha radici lontane: all’inizio della storia della Salvezza hai chiesto ad Abramo di andare nel paese che Tu gli avresti indicato. Ma non rivelerai mai che paese è perché in realtà la meta sei Tu, è lo stare, il camminare con Te.

Qui aggiungi che sei “Verità” saltando a piedi pari ogni discussione filosofica che rischia di impantanare i Pilati di ogni tempo. Infine riveli che sei “Vita”, legando definitivamente a Te questa parola nei suoi infiniti significati.

Ne consegue che veniamo a Te ogni volta che viviamo e cerchiamo la vita. Ogni volta che non fuggiamo della verità, su di noi e sul mondo. Ogni volta che collochiamo noi stessi in un cammino, che ci confrontiamo con il passato e con il futuro. Che cerchiamo di capire da dove veniamo e dove stiamo andando.si tra l’andare per vivere la nostra vita e il tornare per condividere la gioia dell’incontro con Te.

don Claudio Bolognesi