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don Claudio Bolognesi – Commento al Vangelo del 29 Giugno 2025

Domenica 29 Giugno 2025 - SANTI PIETRO E PAOLO, APOSTOLI - SOLENNITÀ - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Mt 16,13-19

Data:

Ci sono alcune cose su cui potremmo soffermarci, se ci mettiamo con pazienza all’ascolto di questo Vangelo, facendo spazio a qualche domanda. 

Ad esempio, perché Matteo ci tiene a raccontare che siamo a Cesare di Filippo? 

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Un racconto sospeso in un tempo indefinito, introdotto da verbi all’imperfetto e nel modo dei racconti senza tempo. La prima domanda contiene un rimando interno: – chi dicono gli uomini che sia il Figlio dell’Uomo?-.  Nel Vangelo di Matteo è chiarissimo che stai parlando di Te stesso. Nella risposta dei discepoli appaiono tre personaggi – il Battista, Elia e Geremia – e una categoria di riferimento: – uno dei profeti -. 

Di particolare c’è Geremia, che non viene riportato dagli altri evangelisti. Perché proprio lui e non ad esempio Isaia, che tra l’altro parla del Servo del Signore sofferente… Boh. Poi improvvisamente le Tue parole passano al presente, ci diventano contemporanee. 

La traduzione perde questa cosa, in italiano suonerebbe male, ma di fatto chiedi ai discepoli: – voi ma chi Io dite essere? -. Bruttina come formulazione, tradotta nell’ordine originale. C’è un punto di partenza: voi – noi. Un “ma” che chiede di operare una separazione, di uscire dalla massa degli “uomini”. Al centro della frase c’è ”Io”, e il riferimento a Te non potrebbe essere altrove.  I due verbi finali – dite e essere – sono centrali nel Vangelo, “Parola di Dio” che chiede di essere ascoltata e ridetta. 

Non è un sondaggio di opinione, anche se potremmo ridurlo a questo. È una domanda su ciò che è, su chi sei in sé e per sé. Poi su chi sei Tu per noi, per me. La risposta di Pietro è più grande di lui – come rimane più grande di ciascuno di noi -.

Pietro avrà ancora molti anni, a partire dalla Tua resurrezione, per renderla vera. 

Tu gli dici che è una parola che viene dal Padre, e a noi in fondo interessa questo. 

Che lui sappia parlare con le parole di Dio. Gli permetterà di essere un riferimento per la Tua chiesa, per noi.

don Claudio Bolognesi

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