don Antonio Savone – Commento al Vangelo del 30 Settembre 2020

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La vita di ognuno di noi รจ come una sorta di cammino. Siamo incamminati verso una meta che indica compimento, ragion dโ€™essere. Tale compimento, proprio come per Gesรน, non รจ un luogo ma un incontro, quello con il Padre. La decisione di salire a Gerusalemme presa da Gesรน altro non รจ se non la scelta di incamminarsi piรน fermamente verso il Padre, attraverso la valle oscura di unโ€™esperienza tenebrosa.

Proprio come accade in quella stagione che va sotto il nome di innamoramento, quando cioรจ avvertiamo attrazione per qualcuno o per qualcosa di fronte al quale si prova entusiasmo, voglia di coinvolgersi, di mettersi in gioco, lo stesso accade nel cammino della vita e della vita spirituale.

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Quando il cuore รจ allettato da una passione รจ spontaneo ripetere con il tale del vangelo: โ€œTi seguirรฒ dovunque tu vadaโ€. Pietro stesso, ignaro di ciรฒ che potessero significare le sue parole, non esiterร  ad attestare: โ€œSignore, con te sono pronto ad andare in prigione e alla morteโ€ (Lc 22,33). Gli inizi di ogni umana avventura sono sempre carichi di promesse: le difficoltร , se non sono ignorate o rimosse, sono senzโ€™altro circoscritte, minimizzate. Si รจ convinti, infatti, che con un poโ€™ di buona volontร  e, magari, anche con lโ€™aiuto del Signore, tutto possa scorrere senza intoppi. Ma non basta iniziare, รจ necessario anche dare continuitร  e rimanere.

Il passare del tempo, infatti, segna lโ€™irruzione di esigenze a cui prima neppure si pensava. Cominciano a far capolino realtร  pure legittime e ragionevoli in sรฉ e che tuttavia nulla hanno da spartire con ciรฒ che un giorno si era scelto di vivere. Cosรฌ, il โ€œseppellire il padreโ€ o il congedarsi da quelli di casaโ€ finiscono per dettare scelte e orientamenti. A mano a mano che ci si allontana dallโ€™ardore iniziale, le opposizioni riscontrate bruciano come ferite aperte, proprio come doveva essere il rifiuto dei Samaritani per Giacomo e Giovanni.

Stando a quanto riportato dal vangelo, il cammino conosce non pochi ritardi e deviazioni. Le tentazioni da una parte, le pressioni dallโ€™altra vorrebbero mettere in discussione la scelta di seguire Gesรน nel suo cammino facendo apparire come inutile e senza senso tutto ciรฒ che si sta portando avanti. Il percorso intrapreso sotto i migliori auspici, di fatto comincia a subire rallentamenti quando si tratta di fare i conti con il peso e la fatica della scelta. A questo punto emerge quello stato dโ€™animo che tanto ci condiziona e determina: lo scoraggiamento, la delusione, il disincanto. Ad esso, non poche volte, si associa la tentazione di voltarsi indietro e di abbandonare la partita. Quandโ€™anche non si dovesse abbandonare del tutto, รจ dietro lโ€™angolo la prospettiva di un modus vivendi senza infamia e senza lode, abdicando a tutto ciรฒ che un giorno mi ero lasciato alle spalle. รˆ come se ci si convincesse che una vita degna di essere vissuta sia una vita libera da legami e condizionamenti esterni. Accade sovente, infatti, di ritenere che legarsi con qualcuno, legarsi troppo, legarsi troppo a lungo possa essere solo motivo di sofferenza. E, pertanto, lโ€™unica soluzione sia il rivendicare la propria autonomia vista come lโ€™anestetico di fronte a legami che rischiano di bloccarsi. Immediatamente tutto appare piรน leggero: รจ ovvio, progettando meno si finisce anche per soffrire di meno, ma รจ altrettanto vero che progettando meno, โ€œsi cammina meno, si cresce meno, si vive menoโ€. Il problema, in fondo, non รจ se legarsi o meno ma a chi legarsi. Ci sono dei padroni interni a noi che non sono meno dispotici e alienanti di quelli esterni a noi. Quante volte siamo schiavi di noi stessi, del nostro essere superficiali o narcisisti!

Se le cose stanno cosรฌ, nella maggior parte dei casi in cui si finisce per vivere una sorta di aurea mediocritas, non cโ€™รจ alcuna possibilitร  di scampo? Che cosa potrebbe far sรฌ che anche noi โ€œinduriamo il voltoโ€ e accettiamo la sfida di andare fino in fondo? Qual รจ lo sprone che permette a un discepolo di andare avanti nonostante tutto?

Restare legati al Signore Gesรน senza cedere alle intermittenze dellโ€™umore o della casualitร . Non smettere di tenere lo sguardo fisso su Gesรน e comprendere che amare vuol dire legarsi, che vale la pena pagare anche un prezzo alto per gustare la vera libertร . Scegliere di seguire Gesรน solo con Gesรน. Credere contro ogni speranza, non cessare di affidarsi.

Tutto questo si declina secondo tre registri:

  • lโ€™abbandono di ogni sicurezza e la ferma fiducia in Dio; scegliere Gesรน, infatti, significa condividere la precarietร  del suo cammino; si tratta della libertร  dalle cose. Poveri di cose imparando che una vera relazione non si realizza in un legame ad un posto ma ad un cammino.
  • riconoscere a Dio il posto che gli compete imparando a relativizzare tutto ciรฒ che nulla ha da spartire con lui; si tratta, in questo caso, della libertร  dalle persone. Non condizionati da alcuno, imparando che non รจ possibile servire piรน padroni.
  • guardare avanti senza nostalgie o rimpianti, restando fedeli agli impegni presi; si tratta, in questo caso, della libertร  dal proprio io. Non vittime del proprio piccolo mondo. Il legame vero รจ un legame per sempre e non ha scadenze.

AUTORE: don Antonio Savone
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