don Antonio Savone – Commento al Vangelo del 2 Gennaio 2024

Commento al brano del Vangelo di: Gv 1, 19-28

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Non sono io

A chi gli chiedeva chi fosse e perchรฉ stesse facendo quello che faceva, Giovanni non aveva esitato a rispondere:ย โ€œIo non sono il Cristoโ€. Proprio questa sua risposta ci aiuta a non sopravvalutare noi stessi. Quello che siamo ha senso solo in relazione ad un altro che per noi รจ Gesรน Cristo.

Giovanni รจ un uomo non ripiegato su se stesso e perciรฒ non attraversato dal delirio di onnipotenza o dalla malattia del protagonismo. Avrebbe potuto approfittare della situazione e, invece, non lo ha fatto. Anzi, pagherร  amaramente il suo voler restare fedele alla sua identitร  piรน vera.

Ci accade sovente di credere che siamo noi il principio e il centro della nostra stessa esistenza, ma รจ la piรน grande menzogna che possiamo proferire e la piรน grande disgrazia che ci possa accadere. Il Te Deum che da poco abbiamo elevato al Signore ci ha sollecitato a non perdere di vista che la nostra vita, piรน che per anni da annoverare, andrebbe riletta a partire da un ritornello:ย โ€œIl Signore ha datoโ€ฆ il Signore ha datoโ€ฆโ€.

Giovanni intuisce che รจ proprio la presenza del Signore nella nostra vita a conferirci il senso piรน profondo e la lettura piรน pertinente. Tuttavia, non รจ scontato vivere di luce riflessa: cโ€™รจ qualcuno โ€“ la prima lettura lo chiama โ€œlโ€™anticristoโ€ โ€“ che vorrebbe farci cadere proprio nel percorso inverso. Se il Signore ci invita a non venir mai meno nel rapporto con lui, il nemico, invece, ci seduce a tal punto da mettere noi stessi al centro di tutto. Ma al prezzo di cadere in un grande disorientamento e di sperimentare una terribile infelicitร .

Imparare ad accettare noi stessi e la nostra misura umile, รจ lโ€™inizio di un vero percorso di maturitร  e di sapienza.

Non sono ioโ€ฆย imparare a definirsi accettando di mettersi dei confini.
Non sono ioโ€ฆย ma sei tu, Signore, colui che dร  speranza ai miei giorni.
Non la maschera ma la realtร , non la recita ma lโ€™impegno sincero. Giovanni ci insegna lโ€™arte del fare un passo indietro per riconoscere che quello che di piรน vero io sono, lo devo ad un Altro, seguendo il quale posso scoprire chi io sono veramente.

Come vogliamo vivere questo tempo che la misericordia di Dio ci dona? Giovanni non esiterebbe ad attestare: โ€œBando alla menzogna. Restate saldi in ciรฒ che non viene mai menoโ€.
Questa liturgia ci sollecita ancora a dare un nome aย โ€œcoloro che cercano di ingannarciโ€. Cโ€™รจ un inganno che รจ fuorviante perchรฉ ci porta lontano da noi stessi. In guardia perciรฒ dallโ€™autoreferenzialitร  che rischia di essere una tomba anticipata.

Quanto mai appropriate ancora le altre parole di Giovanni: โ€œIn mezzo a voi sta uno che voi non conosceteโ€. Se puรฒ essere facile accostarsi a un Dio Bambino, non lo รจ misurarsi con lโ€™uomo di Nazaret. รˆ facile ignorare un Dio che si fa presente discretamente tanto da non essere riconosciuto nรฉ accolto.

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