don Antonio Savone – Commento al Vangelo del 12 Giugno 2022

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Molte cose ho ancora da dirviโ€ฆ

Suona come una provocazione per me questa tua parola, Signore, in questo momento. Quando la morte lambisce la tua vita in modo cosรฌ drammatico e improvviso, cosโ€™altro dovrei ancora apprendere? La mia vita sembra una interminabile litania di morte e di morti, papร , Cleto, Peppino, Rosetta, Mario, per richiamare solo quelli piรน prossimi. Da ben trentaquattro anni ho sempre visto mamma vestita di nero. Cosa dovresti dirmi ancora? Lโ€™unica cosa che riesco a fare รจ andare indietro nel tempo con la nostalgia delle cose vissute, di quando davvero eravamo felici e non ne eravamo consapevoli. A me sembra non avere futuro, mi รจ di peso questo presente in cui devo attraversare ed elaborare personalmente il mio lutto e farmi carico anche di quello dei miei, lenire la mia fatica e custodire confidenze che mi accompagneranno nella tomba. Che ingrato compito mi hai affidato, Signore! Cosรฌ verrebbe da protestare a pelle.

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Ho una sorta di idiosincrasia per le parole di circostanza, per chi si riempie la bocca di fraternitร  e non รจ in grado di esprimere la minima vicinanza, per chi ti usa come agente di servizio e non ha rispetto del tuo dolore, una vera e propria repulsione per chi fa scialo di superficialitร  anche di fronte al caso serio della vita qual รจ la morte e passa il tempo a fare congetture. Analfabeti di senso, come ricordavo nellโ€™omelia per Mario, ma ancor di piรน analfabeti di umanitร . Cosa dovresti dirmi ancora?

Per quanto fatichi, perรฒ, e per la memoria di come sempre hai accompagnato la mia esistenza, voglio fare questโ€™ultimo sforzo di crederti. Voglio credere che tu abbia ancora una parola per me.

Ma per il momento non siete capaci di portarne il pesoโ€ฆ

Se guardo il mio passato, umanamente parlando non avrei retto ai duri colpi inferti da una vita impari rispetto alle mie forze. Giovane seminarista accompagnare il ricovero di papร  al Gemelli e poi la sua morte, il canto del salmo al suo funerale; giovane prete presiedere le esequie di Cleto deceduto nel sonno e di Peppino morto tragicamente; piรน avanti il lungo calvario di Rosetta e poi anche la celebrazione del suo commiato; quattro giorni fa soltanto, la morte assurda di Mario e le sue esequie. Chi mi ha dato la forza di cantare e di prendere la parola in questa circostanza? Tutti questi eventi mi testimoniano che o la fede รจ impastata con la vita o semplicemente non รจ: credere non รจ altra cosa dal vivere. Chi mi conosce sa che ho una ribellione interiore quando nelle liturgie si dice che โ€œdobbiamo testimoniareโ€ quasi si trattasse di un abito da indossare come per una cerimonia per poi dismetterlo e continuare a fare altro. Se vivi non puoi non testimoniare, se credi non puoi non condividere a quale stella hai rivolto il tuo aratro.

Se guardo il mio passato misuro tutta la mia piccolezza e fragilitร  eppure so anche di poter gridare con lโ€™apostolo Paoloย โ€œtutto posso in colui che mi dร  la forzaโ€ย (Fil 4,13), andare persino oltre una morte come questa. Non sono un eroe e neppure un essere speciale. Ho solo bisogno di restare umile e riconoscere che davveroย โ€œsenza di te non posso far nullaโ€ย (cfr. Gv 15,5), senza di te potrei solo vacillare.

Vi guiderร  alla veritร  tutta interaโ€ฆ

Negli anni della formazione e anche in quelli piรน recenti, quanta retorica sul dover essere noi guide di altri, come se tutto dipendesse solo ed esclusivamente dal nostro saper fare o meno! Tu ci ripeti con forza che vivere nella fede vuol dire lasciarsi portare dove, forse, non avremmo mai messo in conto di approdare. Mio compito รจ quello di acconsentire questo affidamento cosรฌ da diventare, come voleva Francesco dโ€™Assisi, uno che raccogliere tutte le lettere che tu dissemini nella vita di ognuno di noi perchรฉ, diceva,ย โ€œcon ciascuna di esse si puรฒ comporre il nome di Dioโ€, il nome della Trinitร .

Egli mi glorificherร โ€ฆ

Questo รจ il mio e il nostro compito: riconoscere che ogni evento, persino la morte, una malattia, un momento di prova รจ soltanto un velo da rimuovere per approdare a una diversa visione delle cose. Ma questo ognuno deve farlo per la sua parte. Quando Giuda รจ uscito dal cenacolo tu stesso hai detto:ย โ€œOra il Figlio dellโ€™uomo รจ stato glorificatoโ€ย (Gv 13,31). Allora vuol dire che non cโ€™รจ circostanza, non cโ€™รจ situazione in cui non ci sia un varco oltre ciรฒ appare immediatamente. Solo lo Spirito Santo puรฒ aiutarci in questo gravoso compito.

Perdonami, Signore, se talvolta recalcitro e vorrei che tu esaudissi il mio desiderio di non attraversare certi guadi e di vedere risparmiati certi snodi, ma la veritร  tutta intera si rivela solo quando la vita รจ glorificata, quando le si conferisce diritto di parola perchรฉย โ€œde te, Altissimo, porta significationeโ€.

Dritto al cuore: prova ad andare oltre la legge. E oltre la legge cโ€™รจ lโ€™amore.

AUTORE: don Antonio SavoneFONTE CANALE YOUTUBETELEGRAM