don Antonio Savone – Commento al Vangelo del 11 Aprile 2022

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Piรน volte il vangelo narra di un Gesรน a lezione dalle donne. Una di queste circostanze in cui ritroviamo Gesรน alla scuola di una donna รจ proprio nella casa di Betania lร  dove apprende che cosโ€™รจ lo spreco dellโ€™amore.

Ai discepoli aveva detto espressamente: Tra due giorni รจ Pasqua e il Figlio dellโ€™uomo viene consegnato per essere crocifisso (Mt 26,2). Ma da parte loro nessuna reazione, anzi, avevano rimosso la notizia. Proprio mentre si complotta contro di lui, Gesรน si ritira a Betania, in quella che Paolo VI chiamerร  la casa dellโ€™amicizia dove una donna sorprende tutti con un gesto gratuito, dal sapore profetico.
Proviamo a tenere davanti a noi la scena: al centro cโ€™รจ Gesรน, ai suoi piedi una donna compie un gesto di straordinaria tenerezza verso il corpo di Gesรน. Sullo sfondo le critiche, interessate, di Giuda. Infine la parola di Gesรน che elogia il gesto della donna.
Maria non proferisce parola con nessuno, neanche con Gesรน. รˆ ciรฒ che compie, invece, la sua parola piรน eloquente che Gesรน non mancherร  di mettere in risalto.

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Il gesto di Maria va riletto alla luce di quellโ€™altra scena che accade sempre nella casa di Betania, dove di nuovo Gesรน รจ al centro e Maria ai suoi piedi mentre ne ascolta le parole. Anche in questo caso non mancano le critiche al comportamento di Maria da parte della sorella Marta (Lc 10,38-42). Le due scene presentano non poche analogie: Gesรน รจ al centro; Maria รจ convinta che per lui si puรฒ โ€œperdereโ€ molto tempo, per lui si puรฒ โ€œsprecareโ€ tanto costoso profumo. In entrambe le scene il comportamento di Maria, totalmente assorbita dalla persona di Gesรน, non รจ capito, anzi รจ pesantemente criticato.

Marta vorrebbe che la sorella la aiuti nelle faccende di casa invece di stare ai piedi di Gesรน in ascolto; Giuda vorrebbe che il costoso profumo venga venduto per dare il ricavato ai poveri. La scelta di una esistenza dominata dalla centralitร  di Gesรน, segnata dalla dedizione esclusiva per lui, per la sua parola, per la sua persona, non รจ compresa. Sembra scelta irresponsabile perchรฉ carica sulle spalle degli altri i compiti della vita quotidiana, sembra una scelta irresponsabile perchรฉ spreca risorse che potrebbero esser meglio utilizzate. Non tutti capiscono e apprezzano la scelta di uomini e donne che dedicano tuttโ€™intera la loro esistenza allโ€™Evangelo.
Per Maria non cโ€™รจ niente di piรน importante della persona di Gesรน.

Non cosรฌ per Giuda: perchรฉ non si รจ vendutoโ€ฆ? Di che cosa accusa Maria, anche se in forma implicita? Di aver sperperato i soldi. A lui non interessano i poveri ma lโ€™aviditร  del denaro. Giuda protesta perchรฉ quel profumo vale trecento denari. Quale contrasto! Lui venderร  il Maestro per molto meno: trenta denari appena.
Maria e Giuda sono due figure opposte:

  • Maria, lโ€™amica fedele, unge di profumo Gesรน; Giuda, lโ€™amico traditore, ne provoca la morte.
  • Maria, con la sua azione compie qualcosa di gratuito; Giuda, con le sue critiche, manifesta il suo essere schiavo del denaro.
  • Il gesto di Maria fa sรฌ che la casa si riempia di profumo; la domanda di Giuda manifesta il clima asfittico creato da chi ha torbide intenzioni di frode.

A Betania Gesรน si misura con una donna che, come la vedova di Mc 12,38-44, non trattiene nulla per sรฉ. Quella donna, infatti, avrebbe potuto limitarsi a versare la misura sufficiente (quanto bastava) per onorare quellโ€™ospite ragguardevole risparmiandosi cosรฌ le critiche dei commensali. Lo sappiamo: nulla di nuovo accade nella vita quando ci si ferma alla logica del quanto basta.

Il buon senso giudica un simile gesto come irrazionale proprio come irrazionale lโ€™obolo da parte di quella vedova che peraltro era esente dal dover versare la tassa al tempio. A tutti noi รจ stato insegnato che una cosa preziosa va usata con parsimonia: sarร  proprio questo, infatti, che susciterร  il commento di disapprovazione da parte dei commensali. Eppure, possiamo dire che รจ proprio a Betania che Gesรน ha imparato ciรฒ che poi farร  nellโ€™ultima cena con i suoi discepoli. Quel gesto gli rimarrร  impresso nella memoria del cuore tanto gli era piaciuto.

Di lรฌ a poco, infatti, farร  la stessa cosa con i suoi discepoli: Avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amรฒ sino alla fine (Gv 13,1). E lo farร  con una lavanda dโ€™amore, lui il Maestro, il Signore, ai piedi dei suoi discepoli. Persino ai piedi del suo traditore.


AUTORE: don Antonio SavoneFONTE CANALE YOUTUBETELEGRAM