don Antonello Iapicca – Commento al Vangelo del 8 Marzo 2020 – Mt 17, 1-9

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TRASFIGURATI NELLA LUCE DELLA PASQUA IRRADIAMO SUL MONDO LO SPLENDORE INCORRUTTIBILE DEL CIELO CHE BRILLA NELLA CARNE DI CRISTO

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Siamo incamminati verso la Pasqua, per celebrare e vivere la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte. โ€œGesรน รจ risorto, รจ il Signore!โ€ รจ il grido inesausto che, inviata ad ogni angolo della terra, la Chiesa fa risuonare nella storia.
La Pasqua รจ il suo cuore, lโ€™evento che la muove alla ricerca della pecora perduta, le schiude le labbra alla lode che si fa liturgia, le infonde forza e tenacia nelle persecuzioni. La Pasqua รจ il grembo da cui nasce lโ€™annuncio del Vangelo.

Senza la Pasqua non ha senso una sola parola, fosse anche la piรน ragionevole, un solo gesto, fosse anche il piรน nobile. Senza la Pasqua nulla ha senso nella nostra vita. Il mondo, infatti, si dimena cercandone uno, ma รจ come vincolato a un elastico, piรน cerca di allontanarsi dal muro della morte, piรน violentemente ne รจ risucchiato per sbattervi rovinosamente.
Il mondo non conosce la Pasqua, se non travestita da Pasquetta, sci in spalla o gita fuori porta. Una beffarda caricatura, lโ€™evasione al posto della risurrezione, la notte dellโ€™illusione invece della luce della certezza. ย 
Il collega, il cugino, il compagno di scuola, forse anche il coniuge o la figlia, sono tutti in fuga, sperando una vacanza, un aumento di stipendio, la vincita a qualche lotteria,ย un baglioreย che rischiari lโ€™esistenza e le dia senso e sostanza.

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E nel mondo, placcati dai suoi tentacoli, viviamo anche noi. Spesso ci lasciamo andare e diventiamo suoi. Il cammino รจ troppo duro, con la moglie rintanata nelle sue crisi, con il marito sepolto nel lavoro e nelle preoccupazioni, con i figli che hanno chiuso qualunque canale di comunicazione; con la salute che se ne va, la pensione ridotta allโ€™osso e i conti in rosso, con la morte, aspra, inesorabile, che ci visita in tutte le fogge.
Il deserto รจ secco accidenti, meglio tornare in Egitto, cipolle e aglio a volontร ; sempre quelli ma che importa, meglio di questโ€™arsura. Eโ€™ vero che la carne ogni volta piรน affamata e insoddisfatta esige sempre gli stessi peccati, ma sembrano cibo gustoso; poi ci accorgiamo che sono veleno, e che fetore in bocca e che lacrime sul viso.

Forse in questo tempo, oggi chissร , il mondo ci ha spento la luce, e brancoliamo nel buio. Per questo ci viene incontro la Quaresima, il deserto dove ritrovare la vita. Un paradosso, non cโ€™รจ vita dove regna la morte. Eppure รจ nella tomba che esplode la Pasqua.
Come giร  il Popolo di Israele sul Monte Sinai, il Signore ci prende per mano e ci ยซconduce in altoยป, sul Monte elevato, ยซin disparteยป. I Padri della Chiesa hanno letto in questo evento lโ€™inizio della vita nuova in Cristo. Unโ€™esperienza fondamentale per poter vivere nel mondo senza essere del mondo, la partecipazione alla sua vittoria sulla morte.

Saliamo sul Tabor con Gesรน allora. Lassรน ci vuol donare la fede adulta, che guarda la terra dalla sommitร  di un monte, il punto piรน vicino al Cielo. Il mondo e la carne, invece, cercano di vedere e capire il Cielo dalla terra, con i limitati parametri umani.
Da โ€œun alto monteโ€ si abbraccia un insieme che a terra non si puรฒ. Se restiamo incollati al suolo, chi ci รจ accanto e i fatti della vita restano schiacciati su una prospettiva angusta. Lโ€™altro sarร  solo quello che appare e cade immediatamente sotto i nostri sensi. Un fallimento resterร  circoscritto alla frustrazione del momento. E avranno il potere di ferire la nostra anima.
Ma da lassรน รจ tutta unโ€™altra luce! Come โ€œPietro, Giacomo e Giovanniโ€, gli intimi di Gesรน, anche noi siamo chiamati a contemplare un candore mai visto, cosรฌ intenso da diventare โ€œluceโ€, ย e sfolgorare proprio lรฌ, da dentro la carne di Gesรน, identica alla nostra.

Nel cuore della Quaresima รจ preparata per noi la visione di Cristo โ€œtrasfiguratoโ€, un lampo della Pasqua nel buio del deserto. Senza questa esperienza non possiamo essere cristiani; il Mistero Pasquale di Gesรน ci resterebbe estraneo, un dogma da credere senza perรฒ parteciparne.
Abbiamo bisogno di vedere trasfigurata la carne, che, concretamente, significa sperimentare di avere dentro di noi, peccatori e fragili, la stessa vita di Cristo. Egli ยซfu trasfiguratoยป,ย metamorphรณsi, ย letteralmente โ€œmutรฒ formaโ€. Ebbene, la fede adulta รจ proprio questo:ย cambiare forma di entrare nella storia, mentre la sapienza umana cerca di cambiare forma alla storia.

Ma รจ una Grazia che il Padre ci dona rivelandociย Gesรน nella sua Gloria risplendereย nella nostra vita, dissipando le false idee che abbiamo su di Lui. Diciamocelo,ย Lo pensiamo come un eroe dei film, maย non crediamo ancora che Gesรน รจ Dio e ha vinto la morte. Non lo crediamo dinanzi alla Croce, dalla quale fuggiamo impauriti.ย 
Per questo Gesรน ci lascia intravvedere dalla sua carne lo splendore della vita immortale. Ma come? Facendoci passare concretamente dalla morte alla vita, dal peccato alla Grazia. La trasfigurazione del Signore si compie in noi mentre la sua vittoria ci accompagna a chiedere perdono, a riconciliarci, ad entrare nella precarietร  senza mormorare, ad accogliere un altro figlio, ad accettare la malattia e la morte.

Eโ€™ proprio nel deserto dove vediamo issarsi la Croce che il Padre ci parla. Eโ€™ nella paura della morte che la sua โ€œnubeโ€, immagine della sua presenza, ci โ€œavvolgeโ€. Eโ€™ qui che, crocifissi con Cristo sul Monte, possiamo ascoltare la notizia che cambia la vita: โ€œEโ€™ Lui il mio Figlio, lโ€™eletto!โ€ Eโ€™ Lui e sei tu in Lui. Proprio lรฌ, incastrato nellโ€™angoscia, sei Figlio, non resterai nella tomba.
Coraggio allora, nascosta nel dolore vi รจ una bellezza che gli occhi della carne non sanno percepire. Occorre โ€œascoltareโ€ Gesรน, attraverso la sua Parola profetizzata da โ€œMosรจ ed Eliaโ€, nella liturgia e nella predicazione della Chiesa.

โ€œShemร  Israel, Ascolta Israele!โ€: รจ questa la chiave che apre il sipario sulla Veritร . โ€œAscoltareโ€, infatti, In ebraico, infatti, ascoltare e obbedire sono una medesima parola: ascoltare per obbedire, obbedire per amare, amare per passare oltre la morte. Ascoltare per entrare nella Pasqua.

La nostra vita trasfigurata, infatti, รจ una vita evangelizzata, illuminata dalla Buona notizia. Una vita โ€œbellaโ€, perchรฉ, come aveva sperimentato Pietro, โ€œรจ bello stare con Gesรนโ€. Con Lui ogni situazione diviene un frammento di Paradiso, ogni persona un riverbero del suo volto.
Per questo, come Israele durante la festa di Succot che ricordava la permanenza di Israele nel deserto, con Pietro desideriamo issare e dimorare nelle โ€œtendeโ€. Nella precarietร  di una tenda si puรฒ vivere felici, gustando una bellezza che ci parla della Pasqua, illuminando la meta verso la quale camminiamo.

Con amore il Signore ci prende per mano e ci dice โ€œAlzatevi, non abbiate pauraโ€; โ€œRisuscitateโ€ e non temete la morte che vi sta ghermendo; รจ salario del peccato, e chi ha conosciuto il perdono e vive trasfigurato con Cristo non la gusterร  in eterno.


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