don Antonello Iapicca – Commento al Vangelo del 8 Maggio 2022

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TATUATI SULLE PALME DELLE MANI DI CRISTO NULLA E NESSUNO PUO’ SEPARARCI DAL SUO AMORE

Il Vangelo di questa domenica ci annuncia una splendida notizia: ciascuno di noi รจ al centro dellโ€™intimitร  e della perfetta unitร  tra il Padre e il Figlio. Eโ€™ vero che tante volte anche noi mormoriamo e ci mettiamo davanti al Signore con lo stesso atteggiamento dei Giudei. Esigiamo che Egli si manifesti secondo i nostri desideri, secondo le voglie del momento.


AUTORE: don Antonello Iapicca FONTE: Newsletter SITO WEB CANALE YOUTUBE

Anzi, lo facciamo responsabile delle nostre sofferenze. In greco, infatti, invece di โ€œfino a quando ci terrai con lโ€™animo in sospesoโ€ si puรฒ leggere anche โ€œfino a quando ci toglierai la vita?โ€. Confessiamo che รจ proprio quello che tante volte ci ritroviamo a pensare, quando ci sembra che il Signore resti muto di fronte alle nostre angosce.

In fondo non รจ vero, come non era vero per i giudei, che siamo con lโ€™animo in sospeso. La veritร  รจ che nel cuore abbiamo giร  deciso, ed รจ chiara ai nostri occhi lโ€™immagine del salvatore di cui abbiamo bisogno, e non รจ quella del Servo di Yahwรจ, lโ€™agnello muto condotto al macello.

E non ci rendiamo conto che stiamo aspettando e desiderando un โ€œmercenarioโ€, un estraneo, uno cui di noi non importa nulla. Aspettiamo Barabba. Aspettiamo un brigante, lโ€™importante รจ che ci risolva i problemi e ci liberi dal giogo dei politici, del capo ufficio, della suocera.

Per questo, rieccheggiando le parole dei demoni rivolte a Gesรน nei sinottici, ci scandalizziamo del Signore, temiamo che venga a distruggerci, a scompaginare i nostri progetti di vita. Soprattutto, i nostri criteri, il nostro sguardo sul mondo, la vita, gli eventi, le persone.

Ma il cristianesimo non รจ una religione come le altre, perchรฉ alla sua origine, come ripeteva Benedetto XVI, vi รจ un incontro personale capace di sconvolgere, convertire, cambiare e colmare lโ€™esistenza. Dove si dร  questo incontro, e dove esso si approfondisce in una conoscenza che superi la buccia dellโ€™apparenza, necessariamente si dร  un cambio radicale di mentalitร . Appare un nuovo discernimento. Per questo Gesรน parla di sรฉ come del buon pastore, del pastore bello, del pastore vero, termini che in greco, non a caso, sono interscambiabili.

E per questo il contesto del Vangelo di questa domenica, รจ proprio quello della festa di Hanukkaโ€™h, la Dedicazione, che celebrava la riconsacrazione del nuovo tempio ad opera di Giuda Maccabeo, dopo la profanazione di Antioco Epifane. Eโ€™ la hanukkaโ€™h (consacrazione), detta in greco enkainiโ€™a (rinnovazione) (cfr 1 Macc 4, 54-59; 2 Macc 1,8; 2,16; 10,5).

In questa festa, secondo i rabbini e la tradizione ebraica, tra i tanti, vi sono due elementi che crediamo essere fondamentali per lโ€™intelligenza delle parole di Gesรน: โ€œIl decreto promulgato dai Greci Siriani, era di far โ€œdimenticare la Tua Toraโ€™ e violare i decreti della Tua volontร โ€ agli Ebrei. I Greci adoravano la conoscenza. A loro non importava se gli Ebrei apprendevano la saggezza della Torร . Ciรฒ che obiettavano violentemente era lโ€™idea che la Torร  provenisse da Dio โ€“ โ€œla Tua Torร โ€โ€ฆ Per questa ragione i Greci contaminarono lโ€™olio nel Beit Hamikdashโ€. โ€œLa radice Hanukkah, da cui derivano Hanukkah e hinnukh (educazione), significa anche โ€œeducareโ€.

La rivolta ebraica scoppiรฒ quando il nemico greco tentรฒ di colpire proprio le radici culturali e religiose del popolo e piรน precisamente, quando i Seleucidi, dominatori della Giudea, imposero agli ebrei di abbandonare progressivamente le proprie tradizioni, costringendoli ad adorare gli idoli nel Tempio di Gerusalemme. Di fronte al pericolo della perdita della propria identitร , gli ebrei si opposero e organizzarono una resistenza che fondava le proprie basi sullโ€™adesione allโ€™educazione ebraicaโ€.

Gesรน, nel mezzo di questa festa, passeggia nel tempio, sotto il portico di Salomone. Passeggia come Dio nel paradiso, alla ricerca di Adamo. La sua presenza e le sue parole sono per ciascuno di noi un interrogativo: โ€œdove sei?โ€. Eโ€™ lui che interroga, e ci mette a nudo, per questo la reazione รจ scomposta, e sembra che le domande del Signore ci tolgano la vita. Gesรน ci chiede conto della mentalitร  che guida la nostra vita.

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Siamo sue pecore, oppure siamo sballottate qua e lร  da qualunque vento di dottrina, afferrate da uno dei tanti Barabba che attentano alle anime? Quali sono le nostre reazioni di fronte allโ€™ingiustizia, alla malattia, allโ€™umiliazione, alla solitudine, al disprezzo, al fallimento? Con quali occhi, con quale mente, con quale cuore guardiamo oggi alla Croce? Chi ci sta educando?

Lโ€™olio dello Spirito Santo, quello della sapienza della Croce, non รจ stato per caso profanato, e oggi giace inutilizzabile e ci troviamo come le vergini stolte, impossibilitate ad entrare al banchetto delle nozze con il Signore? Non abbiamo forse dimenticato la Parola che abbiamo ricevuto, consegnando il tempio della nostra vita agli idoli e al principe di questo mondo? Non siamo per caso oggi immondi, inadatti al culto, schiavi di mercenari e ingannatori?

Se cosรฌ fosse, la parola del Vangelo eโ€™ proprio per noi, ed eโ€™ una buona notizia. Eโ€™ la sua voce, quella per la quale siamo nati, per la quale siamo stati creati. Eโ€™ il Pastore vero, bello, buono, che ci strappa dallโ€™inganno, che distrugge nella sua morte, la menzogna e lโ€™inganno.

Eโ€™ Lui che riconsacra il suo tempio, la nostra vita. Eโ€™ Lui che ci attira nella stessa intimitร  divina, nel Santo dei Santi, il cuore di Dio. Eโ€™ Lui che si fa nostro condottiero, che torna a guidare le nostre menti e i nostri cuori per i cammini della giustizia, della sapienza crocifissa.

Eโ€™ la sua voce che schiude i nostri occhi sulle sue opere, i segni dellโ€™amore di Dio nella nostra vita. Eโ€™ la sua voce colma delle sue parole che che ci dona la fede per credere e ottenere la vita che non muore. Eโ€™ la sua mano trapassata dai chiodi che ci tiene stretti per lโ€™eternitร . Sono stati i nostri peccati a scrivere, a tatuare con il sangue i nostri nomi nelle mani del Signore.

E Lui, con il suo sangue, li ha scritti in Cielo, per lโ€™eternitร , ed eโ€™ questa la veritร  che si fa unica fonte di vera gioia, il pascolo che ci sazia perchรฉ ci dona il perdono eterno.

Eโ€™ la โ€œconoscenzaโ€ di Dio in questo amore sperimentato mille volte, la conoscenza della misericordia, che scende sino al fondo piรน fondo delle nostre esistenze, eโ€™ questa intimitร  che ci fa sue pecore, gregge del suo pascolo.

La conoscenza crocifissa, che eโ€™ la stessa sapienza con la quale guardare ogni istante della storia come una nota sullo spartito della sinfonia dโ€™amore che Dio sta eseguendo per tutto il creato. E la nostra vita, il nostro corpo, il nostro cuore, la nostra mente, costituiscono cosรฌ il nuovo tempio riconsacrato per il culto nuovo, quello della Chiesa, quello del Figlio: la lode di una vita perduta per amore, seguendo il Pastore, insieme al Pastore. Perchรฉ nessuno, nel mondo, vada perduto.