don Antonello Iapicca – Commento al Vangelo del 15 Settembre 2019

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LA CHIESA E’ LA CASA DEI FIGLI DI DIO DOVE SI CELEBRA LA FESTA DEL PERDONO

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โ€œBisognava far festaโ€. Ma dovโ€™รจ la festa nella nostra vita? Shows televisivi, discoteche, e alcool e droghe, e fine settimana sulla neve, e le liturgie delle domeniche allo stadio, e compleanni per stupire, e molto altro per ritrovarsi a festeggiare senza festa, mentre la vita rimane un angolo buio rischiarato ad intermittenza. Lโ€™incombere della fine, della morte, infatti, non ci abbandona neanche nei momenti piรน lieti: โ€œOra, soltanto se cโ€™รจ una risposta alla morte, lโ€™uomo puรฒ essere veramente contento. Ma, se esiste questa risposta, allora รจ essa lโ€™effettiva e valida autorizzazione alla gioia, ciรฒ che puรฒ veramente costituire il fondamento di una festaโ€ (Joseph Ratzinger).

Proprio la risposta alla morte รจ il cuore del vangelo di questa domenica: Cristo รจ risorto! รˆ un annuncio che significa qualcosa di reale, come la gioia del Padre nel ritrovare suo figlio. Cristo รจ risorto per me e per te, perchรฉ possiamo davvero โ€œritornare in vitaโ€. Ma occorre comprendere di essere morti; occorre la luce della Parola che illumini il cammino con cui ci siamo allontanati sino a โ€œperderciโ€, per schiuderci il cammino opposto di ritorno e conversione. Eโ€™ necessaria la Buona Notizia di oggi per passare dalla morte alla vita.

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Il figlio piรน giovane cercava la pienezza della vita; per questo, ingannato dal demonio come Adamo ed Eva, ha allungato la mano verso lโ€™autonomia, ha tagliato con suo padre e si รจ allontanato dalla sua casa. Ma, quanto piรน si allontanava piรน โ€œsi perdevaโ€, esaurendo cosรฌ lโ€™ereditร  ricevuta. Con essa ha perduto la sua identitร , al punto di non riconoscersi piรน neanche come figlio. In casa lo era, poteva aprire il frigorifero e mangiare a sazietร ; la sua dignitร  di figlio ne costituiva lโ€™essere e il ruolo, era ed ora non รจ piรน. Eโ€™ morto. Non lo siamo oggi anche noi, lontani da nostra moglie? Non lo รจ nostro figlio schiavo del suo egoismo?

Ma quello che a prima vista sembra un esito tragico e definitivo, si rivela il momento decisivo per il cuore inquieto del figlio prodigo. La ricerca della felicitร  si era infranta sulla rivelazione cruda e amara della menzogna che lo aveva sedotto. Ritrova cosรฌ un brandello della propria dignitร , e una consapevolezza misteriosa lo fa sperare dโ€™essere riaccolto. E cosรฌ โ€œrientra in se stessoโ€. La misericordia di Dio non lo aveva abbandonato, era stata sempre accanto a lui; Dio non lo aveva limitato, aveva rispettato la sua libertร , anche a costo di vederlo precipitare nellโ€™inferno.

Il Padre non aveva smesso un istante di essere padre, anche mentre il figlio aveva rifiutato di essere figlio; ma, per quanto egli si fosse allontanato sfigurando la somiglianza con lui, era comunque rimasto suo figlio: proprio perchรฉ libero era figlio, anche se ha usato la libertร  per farsi e fare del male: figlio libero di un Padre libero. Questo รจ il piรน grande paradosso che rivela lโ€™essenza del cristianesimo: nellโ€™abisso del male provocato dalla perversione della libertร , appare piรน fulgido lโ€™immutabile amore di Dio.

Se lโ€™uomo รจ stato libero di rivolgersi contro il suo Creatore, Dio รจ libero di amarlo ancor di piรน, di guardarlo con una piรน grande misericordia, e con essa, strapparlo al destino di morte che si รจ preparato. Lo sguardo del padre che, nellโ€™attesa di un ritorno che non aveva smesso di dubitare, scrutava alla finestra per vedere se appariva il figlio prodigo, era andato ben oltre lโ€™orizzonte dove giunge lโ€™occhio umano. Come la nube della Presenza-shekinร  di Dio aveva accompagnato il Popolo sui sentieri dellโ€™esilio, quello sguardo dโ€™amore e gravido di misericordia aveva accompagnato il figlio sin dentro la sua discesa e il suo traviamento, con una pazienza a noi sconosciuta.

La misericordia di Dio, infatti, non ha misura, supera infinitamente quella dei farisei, i piรน puri e intransigenti religiosi, ai quali la parabola era rivolta. E scuote oggi i nostri cuori, probabilmente impigliati nel perbenismo ipocrita che stenta a credere nellโ€™amore gratuito di Dio. Esso risplende negli occhi del Padre che erano sempre stati fissi su quel suo figlio perduto, sino a farsi in lui memoria e nostalgia proprio mentre scendeva in quel letamaio dove era precipitata la sua vita. โ€œRientrando in se stessoโ€ il figlio ritrova la traccia di quellโ€™amore; ancora unโ€™ombra forse, di quello sguardo paterno che lo attirava a sรฉ.

Confuso nel deserto della sua anima, il ragazzo percepisce la voce paterna che parla al suo cuore e lo fa โ€œlevareโ€, risuscitare secondo lโ€™originale greco, per tornare da lui. Non si riconosce piรน come figlio, ma riconosce suo Padre. Di se stesso aveva ritrovato solo quellโ€™ultimo brandello di dignitร  che lo legava alla vita, ma tanto รจ bastato. Non era importante chi e che cosa egli fosse diventato, quanto chi era suo Padre. Risuscitato dallโ€™inferno il figlio si pone allora in cammino, sospinto nella conversione dalla memoria paterna riaccesa in lui dalla Grazia. E in quel cammino, a che punto non ci รจ dato sapere perchรฉ diverso per ciascun uomo, il Padre accorre ad abbracciare e accogliere โ€œil figlio smarrito e ritrovato, morto e ritornato in vitaโ€. In quellโ€™abbraccio di misericordia si compie e materializza quello invisibile che lo aveva accompagnato istante dopo istante, impercettibile perchรฉ rispettoso della libertร  del figlio.

La parabola illumina il nostro cammino quotidiano di conversione, spingendoci nella stanchezza e nella prova, nella certezza che, proprio sui passi del ritorno a casa, molto prima di quanto potremmo immaginare, sentiremo posarsi sulle nostre spalle le braccia del Padre che sigilleranno il ritrovamento e la misericordia. In essa siamo stati creati, ad essa anela il nostro spirito, anche nei momenti piรน dolorosi, e si fa nostalgia piรน intensa e struggente proprio nellโ€™angoscia figlia del peccato. Cosรฌ รจ e sarร  per nostro figlio, oggi forse piรน indurito che mai.

La misericordia di Dio รจ lโ€™unica e reale origine della festa, mistero che attira e muove il cuore alla conversione. In essa siamo chiamati a vivere, oggetti e annunciatori di quello che il mondo non conosce. Eโ€™ la pedagogia di Dio che non si pente di aver creato lโ€™uomo libero, ma che lo segue con pazienza sulle tracce dei suoi fallimenti, perchรฉ in essi intercetti la bellezza e pienezza originarie della libertร  compiuta in amore: Dio scende con ogni uomo nella schiavitรน, per riaccendere in lui la luce della veritร , strappando la libertร  alla perversione e cosรฌ orientarla di nuovo alla giustizia, alla comunione con il Padre, allโ€™amore. Scendiamo anche noi con nostro figlio, con il prossimo che si perde senza frustrare la sua libertร ? Lo seguiamo con speranza invincibile, pregando e offrendo le nostre sofferenze perchรฉ โ€œrientri in se stessoโ€? E’ accompagnato dalla nostra misericordia che non giudica e non esige, ma che, pur dicendo la veritร , non smette un istante di guardare con tenerezza?

La vicenda del figlio prodigo rivela come la misericordia di Dio conduce e accompagna lโ€™uomo nella sua discesa allโ€™acqua battesimale; in essa, nudo dโ€™ogni ipocrisia e schiavitรน della carne, seppellisce lโ€™uomo vecchio e ritrova la dignitร  perduta; risorto a vita nuova puรฒ โ€œrivestirsi della veste piรน bellaโ€œ, la veste bianca di lino, che risplende del candore sfolgorante di Cristo risorto; e rinnovare, per pura Grazia, lโ€™alleanza spezzata nel tradimento orgoglioso, e ricevere โ€œlโ€™anelloโ€ della nuova ed eterna alleanza sigillata nel sangue preziosissimo di Cristo. Nellโ€™incontro con il padre si compie per il figlio la Pasqua, il banchetto celeste che puรฒ gustare solo chi รจ ritornato a casa, dove mangiare โ€œil vitello grassoโ€ riservato per i momenti indimenticabili.

Il โ€œfiglio maggioreโ€, rimasto in casa senza amare e conoscere realmente suo padre, รจ incapace di far festa; non trova nella sua vita alcuna ragione per gioire, perchรฉ non ha sperimentato il perdono. Come tanti che sono chiamati a vivere nellโ€™intimitร  di Dio, che stanno nella Chiesa e passano il tempo a mormorare, schiavi della carne piรน subdolamente e piรน pericolosamente del โ€œfiglio minoreโ€, peccatore smascherato e, per questo, umiliato e aperto alla conversione. Tutti noi โ€“ preti, religiosi o consacrate, catechisti o impegnati in parrocchia, cristiani โ€“ corriamo il pericolo di vivere senza conoscere Colui che pensiamo di servire.

In fondo siamo mercenari, e riteniamo che le Grazie siano dei diritti a cui neanche facciamo piรน caso. Dio non ci basta, Gesรน non colma di allegria e pace la nostra vita, perchรฉ non abbiamo ancora sperimentato il suo amore. Ci riteniamo giusti, peccatori da poco in confronto a chi ci รจ accanto, cominciando dalla moglie e dal marito, per passare ai figli e giungere a colleghi e conoscenti. Mentre il legalismo ci ha indurito il cuore, e buttiamo le giornate nellโ€™invidia sottile e perniciosa dei peccatori da molto: in fondo, pensiamo che se la godano piรน di noi, perchรฉ siamo stoltamente ignari della morte che accompagna il peccato.

E invece, anche se non abbiamo rubato, violentato, ucciso, proprio perchรฉ il nostro cuore desidera nascostamente il peccato, siamo esattamente come โ€œil figlio minoreโ€, o forse peggio: nel segreto dellโ€™interno albergano la rapina e lโ€™iniquitร  dei farisei che hanno tagliato con Dio ogni relazione dโ€™amore. Anche se allโ€™esterno appariamo onesti e inappuntabili, anche se ci battiamo il petto, e ci indigniamo e pontifichiamo, senza rendercene conto, siamo usciti dalla casa di nostro Padre anche noi, con il cuore lontano da Dio.

Questo accade quando, magari nascosti dietro lo schermo di un computer, ci saziamo di pornografia e di perversioni come e piรน dei fratelli che peccano apertamente. Quanti peccati si nascondono nei nostri cuoriโ€ฆ Quanti giudizi truccati con sorrisi di circostanza. Quante volte abbiamo guardato con desiderio la segretaria commettendo adulterio con lei nel nostro cuore. Quante cose degli altri abbiamo avidamente desideratoโ€ฆ E restiamo ancora piรน insoddisfatti del fratello che ha dilapidato tutto e si รจ trovato senza nulla da mangiare, condividendo lo stesso esito fallimentare, senza perรฒ โ€œrientrare in noi stessiโ€. Siamo, infatti, illusi di non esserci mai perduti, e quindi non pensiamo minimamente di dover tornare da dove crediamo di non essere mai usciti.

Per questo, ciechi sul fatto che se non abbiamo consumato certi peccati รจ stato solo per paura, vigliaccheria e opportunismo, giudichiamo e disprezziamo. Padri, madri, mariti e mogli, preti ed educatori, spesso ci issiamo sul piedistallo di fumo della nostra pretesa giustizia, dimenticando la misericordia che ci ha salvati, quando eravamo โ€œperdutiโ€ anche noi. A differenza del Padre, per noi anche il perdono ha un prezzo, la promessa di cambiare almenoโ€ฆ Il ยซpareggio di bilancioยป noi lโ€™abbiamo approvato senza che ce lo imponesse lโ€™Unione Europeaโ€ฆ

Ma Dio no, Lui ha sempre i conti in rosso. ยซLasciaยป i guadagni sicuri di ยซnovantanove pecoreยป e si lancia alla ricerca di una, una sola pecora che sโ€™รจ smarrita. Probabilmente la peggiore, la piรน egoista, una di quelle che รจ meglio perderle che trovarle. E gioisce per lei, piรน che per le altre. Il folle cuore di Dio non puรฒ rallegrarsi sino a che lโ€™ultimo dei peccatori non sia stato ยซritrovatoยป e ยซaccoltoยป. Nessuno di noi farebbe lo stesso. A scuola, nei posti di lavoro, tra gli amici, accade lโ€™esatto contrario. Le teste calde sono espulse ancor prima di perdersi.

Ma proprio i peccati e le loro conseguenze ci hanno resi ยซuniciยป agli occhi di Dio, come la โ€œdrammaโ€ e la โ€œpecoraโ€. โ€œUniciโ€ perchรฉ segno e primizia di ogni altro uomo. Le parabole ci svelano infatti che, โ€œperdutiโ€ con il figlio, la pecora e la dramma, vi sono anche il fratello maggiore, le altre dramme e le atre novantanove pecoreโ€ฆ โ€œUniciโ€ non a caso, perchรฉ profezia dellโ€™ โ€œUnicoโ€ che รจ morto per tutti, perchรฉ ยซtutti hanno peccatoยป. Nella pecora smarrita della parabola, infatti, รจ adombrato Gesรน, lโ€™Agnello di Dio, lโ€™unico ยซperdutoยป nella morte per riscattare le altre novantanove che si credevano ยซgiusteยป, mentre invece vagavano ยซsperduteยป nel ยซdesertoยป. Nel sepolcro il Padre ha ยซritrovatoยป suo Figlio, lo ha risuscitato ยซprendendolo sulle sue spalleยป e lo ha riportato ยซa casaยป; qui, nella gioia straripante e coinvolgente della Pasqua, รจ apparso agli ยซamiciยป che lo avevano tradito; con il perdono di ogni peccato nella carne li ha inviati ad annunciare ai ยซviciniยป lo stesso perdono e la ยซconversioneยป, la gioia di lasciarsi amare.

Cosรฌ, nella Chiesa, siamo chiamati ogni giorno a ยซcercareยป la ยซdramma perdutaยป, il fratello piรน debole e difficile, che la carne vorrebbe dimenticare. Con la ยซlucernaยป della fede accesa nelle tenebre della menzogna, possiamo ยซcercarlo con curaยป e pazienza, ยซspazzandoยป via la polvere e lโ€™immondizia che il tempo perduto nei peccati ha lasciato, per riconoscere il volto di Cristo che risplende in lui. Anche se โ€œperdutoโ€, con il Signore โ€œritroveremoโ€ nostro figlio; e cosรฌ il dialogo dโ€™amore con nostra moglie e la relazione con il genero. Proprio nello sconforto, puรฒ vibrare il cuore di gioia purissima per lโ€˜incontro di due cosรฌ diversi eppure fatti lโ€™uno per lโ€™altro: โ€œOssa delle mie ossa, carne della mia carneโ€, sono queste le parole del Pastore al ritrovare la sua amata pecora smarrita, possono essere le nostre nel ritrovare il fratello che sโ€™era perduto.lc 15 1-32

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Fonte e approfondimenti

Letture della
XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO โ€“ ANNO C

Prima Lettura

Il Signore si penti del male che aveva minacciato di fare al suo popolo.

Dal libro dell’Esรฒdo
Es 32,7-11.13-14

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In quei giorni, il Signore disse a Mosรจ: ยซVaโ€™, scendi, perchรฉ il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra dโ€™Egitto, si รจ pervertito. Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo loro indicato! Si sono fatti un vitello di metallo fuso, poi gli si sono prostrati dinanzi, gli hanno offerto sacrifici e hanno detto: โ€œEcco il tuo Dio, Israele, colui che ti ha fatto uscire dalla terra dโ€™Egittoโ€ยป.
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Il Signore disse inoltre a Mosรจ: ยซHo osservato questo popolo: ecco, รจ un popolo dalla dura cervice. Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li divori. Di te invece farรฒ una grande nazioneยป.
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Mosรจ allora supplicรฒ il Signore, suo Dio, e disse: ยซPerchรฉ, Signore, si accenderร  la tua ira contro il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra dโ€™Egitto con grande forza e con mano potente? Ricรฒrdati di Abramo, di Isacco, di Israele, tuoi servi, ai quali hai giurato per te stesso e hai detto: โ€œRenderรฒ la vostra posteritร  numerosa come le stelle del cielo, e tutta questa terra, di cui ho parlato, la darรฒ ai tuoi discendenti e la possederanno per sempreโ€ยป.
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Il Signore si pentรฌ del male che aveva minacciato di fare al suo popolo.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 50 (51)

R. Ricordati di me, Signore, nel tuo amore.

Pietร  di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquitร .
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. R.
ย 
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito. R.
ย 
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.
Uno spirito contrito รจ sacrificio a Dio;
un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi. R.

Seconda Lettura

Cristo รจ venuto per salvare i peccatori.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timรฒteo
1 Tm 1,12-17

ย 
Figlio mio, rendo grazie a colui che mi ha reso forte, Cristo Gesรน Signore nostro, perchรฉ mi ha giudicato degno di fiducia mettendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi รจ stata usata misericordia, perchรฉ agivo per ignoranza, lontano dalla fede, e cosรฌ la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla caritร  che รจ in Cristo Gesรน.
ย 
Questa parola รจ degna di fede e di essere accolta da tutti: Cristo Gesรน รจ venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io. Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perchรฉ Cristo Gesรน ha voluto in me, per primo, dimostrare tutta quanta la sua magnanimitร , e io fossi di esempio a quelli che avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna.
ย 
Al Re dei secoli, incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Parola di Dio

Vangelo

Ci sarร  gioia in cielo per un solo peccatore che si converte.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 15, 1-32
ย 

In quel tempo, si avvicinavano a Gesรน tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: ยซCostui accoglie i peccatori e mangia con loroยป.
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Ed egli disse loro questa parabola: ยซChi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finchรฉ non la trova? Quando lโ€™ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: โ€œRallegratevi con me, perchรฉ ho trovato la mia pecora, quella che si era perdutaโ€. Io vi dico: cosรฌ vi sarร  gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, piรน che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
ย 
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finchรฉ non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: โ€œRallegratevi con me, perchรฉ ho trovato la moneta che avevo perdutoโ€. Cosรฌ, io vi dico, vi รจ gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converteยป.
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Disse ancora: ยซUn uomo aveva due figli. Il piรน giovane dei due disse al padre: โ€œPadre, dammi la parte di patrimonio che mi spettaโ€. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio piรน giovane, raccolte tutte le sue cose, partรฌ per un paese lontano e lร  sperperรฒ il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciรฒ a trovarsi nel bisogno. Allora andรฒ a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandรฒ nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornรฒ in sรฉ e disse: โ€œQuanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerรฒ, andrรฒ da mio padre e gli dirรฒ: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono piรน degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariatiโ€. Si alzรฒ e tornรฒ da suo padre.
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Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettรฒ al collo e lo baciรฒ. Il figlio gli disse: โ€œPadre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono piรน degno di essere chiamato tuo figlioโ€. Ma il padre disse ai servi: โ€œPresto, portate qui il vestito piรน bello e fateglielo indossare, mettetegli lโ€™anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perchรฉ questo mio figlio era morto ed รจ tornato in vita, era perduto ed รจ stato ritrovatoโ€. E cominciarono a far festa.
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Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udรฌ la musica e le danze; chiamรฒ uno dei servi e gli domandรฒ che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: โ€œTuo fratello รจ qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perchรฉ lo ha riavuto sano e salvoโ€. Egli si indignรฒ, e non voleva entrare. Suo padre allora uscรฌ a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: โ€œEcco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che รจ tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grassoโ€. Gli rispose il padre: โ€œFiglio, tu sei sempre con me e tutto ciรฒ che รจ mio รจ tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perchรฉ questo tuo fratello era morto ed รจ tornato in vita, era perduto ed รจ stato ritrovatoโ€ยป.

Parola del Signore

Oppure forma breve: Lc 15,1-10

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