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don Antonello Iapicca – Commento al Vangelo del 10 Giugno 2020

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AMATI IN OGNI DETTAGLIO PER NON TRASCURARE NESSUNA OCCASIONE PER AMARE

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Nulla di noi è marginale, perché tutto ci è donato per essere “compiuto”, colmato, “riempito smisuratamente” secondo il greco originale. Ogni istante, infatti, è come uno “yod” (“iota” in ebraico), la più piccola lettera dell’alfabeto ebraico, eppure importantissima per definire il significato di molte parole simili, e fondamentale per illuminare il senso delle frasi; lo yod è determinante “affinché il passato contenga anche la lettera dell’avvenire, per indicare che la storia non è definitivamente terminata, e che il passato contiene germi di speranza” (Marie Vidal). La nostra vita è dunque una raccolta di yod disseminati sul cammino di salvezza pensato e donato da Dio; è una storia (il passato) che si fa presente come un grembo fecondo e gravido nell’attesa del compimento.

Ce lo ha rivelato Gesù nell’ultimo istante della sua vita terrena quando, “sapendo che ormai tutto era compiuto, disse per compiere la Scrittura: Ho sete”. Era la sete dell’aceto che inacidisce la nostra vita, dei peccati e delle sofferenze; ricevendoli quel giorno sulla Croce come l’ultimo yod necessario perché tutto sia “compiuto”, ha svuotato il nostro cuore dai peccati e, reclinato il capo è spirato “colmandolo” del suo Spirito (è il senso originale del termine greco tradotto con “compiuto). Da quel momento, non vi è più nulla nella nostra vita da mettere tra parentesi, rifiutare e buttar via. Per vivere pienamente la vita è però necessario accogliere il senso profondo che Dio le dona. Per questo ci ha consegnato i suoi “comandamenti”, sul Sinai prima e sulla Montagna di Galilea poi; sono il suo stesso amore declinato nella vita dell’uomo, attento a ogni dettaglio e per questo abbracciano ogni millimetro della nostra esistenza. Osservarli significa amare nel suo amore, senza disprezzare e sorvolare nulla della nostra vita. Chi, al contrario, non è fedele nei particolari sarà incapace di amare davvero, inciamperà quando urterà contro l’eccezionale di una crisi del coniuge, del figlio, del fratello.

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Lo sperimentiamo vero? Quante volte abbiamo trascurato il “precetto minimo” e ci siamo poi ritrovati con un “amore minimo” incapace di far fronte al bisogno dell’altro quando questo è esploso dalla routine… Se non studi un pochino tutti i giorni ti troverai senza voglia e senza forze per prepararti a un esame difficile. Se non curi nei piccoli dettagli la relazione con il coniuge, per esempio stirando con amore le camicie o ricordandoti di comprare il latte quando torni dal lavoro, essa ti esploderà tra le mani quando meno te lo aspetti. Per arrivare ad amare fino alla fine, cioè in pienezza, e accettare l’aceto che ci presenta l’altro, è necessario maturare e crescere nell’amore curando tutti i dettagli, come si fa con un albero perché dia i frutti desiderati.


AUTORE: don Antonello Iapicca
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