Domenica scorsa i testi della XXXI domenica sono stati sostituiti con quelli della Commemorazione di tutti i fedeli defunti; oggi avviene una cosa similare: i testi legati a questa domenica vengono sostituiti con quelli per la celebrazione dellaย festa della Dedicazione della Basilica del Laterano.
La lectio continua dopo il video.
- Pubblicitร -
Diciamo subito che โDedicare/consacrareโ a Dio un luogo, รจ un rito che fa parte di tutte le religioni. โRiservareโ a Dio un luogo รจ riconoscergli gloria e onore. Quando lโimperatore Costantino diede piena libertร ai cristiani di praticare la loro fede (313), questi non si risparmiarono nellโedificare luoghi dedicati al Signore e molte furono le chiese costruite in quei tempi.
Lo stesso imperatore lo fece, facendo costruire sul monte Celio a Roma, sul luogo dell’antico Palazzo Laterano, una magnifica basilica che Papa Silvestro I dedicรฒ al SS. Salvatore (318 o 324). In essa fu edificata una cappella che serviva da battistero dedicata a S. Giovanni Battista. Infine papa Lucio II, nel XII secolo, la dedicรฒ anche a San Giovanni Evangelista.
Di qui la denominazione di Basilica Papale del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano. La Basilica รจ considerata dai cristiani, la madre di tutte le chiese del mondo, e questo spiega lโimportanza di questa festa.
Le letture bibliche scelte per questo giorno sviluppano il tema del โtempioโ. NellโAntico Testamento (prima lettura, Ez 47), il profeta Ezechiele, dallโesilio in Babilonia (siamo circa nel 592 a.C), cerca di aiutare il popolo a uscire dallo scoraggiamento, dal non avere piรน una terra e un luogo dove pregare.
Sโinnalza cosรฌ il suo messaggio โ la prima lettura โ nel quale il profeta annuncia il giorno in cui il popolo adorerร il suo Dio nel nuovo tempio, un luogo dove lโuomo innalzerร la sua preghiera a Dio e dove Dio si avvicinerร allโuomo ascoltando la sua preghiera e soccorrendolo: Il tempio รจ dunque un luogo dโincontro. e in questo modo assume il ruolo di Casa di Dio e Casa del popolo di Dio.
Da questo tempio, continua il profeta, lui vede sgorgare acqua: โVidi che sotto la soglia del tempio usciva acquaโ. Unโacqua che รจ dono e che portava vita, benedizione. A questo Tempio ogni pio israelita era tenuto a presentarsi per offrire lโagnello in occasione della Pasqua.
Questo รจ il contesto nel quale avviene la scena del vangelo, quando Gesรน entra nel cortile โ giร zona sacra โ e vi trova uno squallido commercio, a tal punto che: โFatta una frusta di cordicelleโฆ scacciรฒ fuori dal tempioโ. Quanto Gesรน fa รจ gettare via โil commercioโ che si era creato allโinterno: โPortate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercatoโ.
Un gesto forte, certamente, ma chiaro per far capire che il denaro, il traffico commerciale non potranno mai controllare la libertร dโazione di Dio. Forse anche noi oggi pensiamo che basti unโofferta, una candelaโฆper controllare il Signore, per tirarlo dalla nostra parte, ma non รจ cosรฌ: Dio attende da noi prima di tutto cuori liberi e innamorati, disponibili e coraggiosi. Poi certo, anche lโofferta e la candela, come segno e come impegno, servono, ma ciรฒ che fa valere questi gesti รจ sempre la disponibilitร del cuore.
- Pubblicitร -
Di fronte a questo sfogo di Gesรน, i presenti reagiscono: โQuale segno ci mostri per fare queste cose?โ e Gesรน risponderร loro: โDistruggete questo tempio e in tre giorni io lo farรฒ risorgereโ. La sua risposta non si riferisce tanto al tempio, ossia a tutto lโedificio, quanto al โsantuarioโ vero e proprio, lรฌ dove cโera la presenza di Dio. โEgli parlava del tempio del suo corpoโ.
Con la Pasqua di Gesรน โ con il suo corpo distrutto e risorto – inizia il nuovo culto, il culto dellโamore, nel nuovo tempio, e il nuovo tempio รจ Lui stesso. Sarร la resurrezione lโevento chiave che renderร i discepoli finalmente capaci di comprendere, e sarร lo Spirito Santo (Gv14,26) a far loro ricordare le cose in modo nuovo.
Lโodierna festa della Dedicazione della Basilica del Laterano ci permette cosรฌ di far memoria del cammino del popolo e della costante e fedele premura di Dio nei suoi confronti. Nello stesso tempo, ci viene ricordato che oggi ciascuno di noi, in Gesรน risorto, รจ โcasa di Dioโ, perchรฉ lo Spirito stesso abita in me, in ciascuno di noi (1Cor 3,16).
Essere consapevoli di questo, da una parte ci porta a magnificare il Signore, ma dall’altra ci porta a dire, a volte con dismisura, โSignore, io non sono degno che tu entri nella mia casaโฆโ (Mt 8,8), dimenticando che Lui รจ giร in noi, e che ci accoglie e ci ama non per come vorremmo essere, ma per come siamo, qui, ora.
Sono le distrazioni presenti in noi che rendono sfuocato il volto del Signore! Quando impareremo a tenere fisso lo sguardo in Gesรน, autore e perfezionatore della della nostra fede, della nostra amicizia con Lui (cfr Eb 12,1-4), allora il nostro volto brillerร della luce che sgorga dal cuore โunificatoโ. Lโequilibrio richiesto non รจ cosa di un momento, ma รจ cammino di una vita, di questo continuo rientrare in noi stessi puntando dritti alla โstanza del Reโ (cfr Il Castello Interiore, santa Teresa dโAvila).
Per gentile concessione di don Andrea Vena. Canale YouTube.
