don Andrea Vena – Commento al Vangelo di domenica 9 Novembre 2025

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Domenica scorsa i testi della XXXI domenica sono stati sostituiti con quelli della Commemorazione di tutti i fedeli defunti; oggi avviene una cosa similare: i testi legati a questa domenica vengono sostituiti con quelli per la celebrazione dellaย festa della Dedicazione della Basilica del Laterano.

La lectio continua dopo il video.

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Diciamo subito che โ€œDedicare/consacrareโ€ a Dio un luogo, รจ un rito che fa parte di tutte le religioni. โ€œRiservareโ€ a Dio un luogo รจ riconoscergli gloria e onore. Quando lโ€™imperatore Costantino diede piena libertร  ai cristiani di praticare la loro fede (313), questi non si risparmiarono nellโ€™edificare luoghi dedicati al Signore e molte furono le chiese costruite in quei tempi.

Lo stesso imperatore lo fece, facendo costruire sul monte Celio a Roma, sul luogo dell’antico Palazzo Laterano, una magnifica basilica che Papa Silvestro I dedicรฒ al SS. Salvatore (318 o 324). In essa fu edificata una cappella che serviva da battistero dedicata a S. Giovanni Battista. Infine papa Lucio II, nel XII secolo, la dedicรฒ anche a San Giovanni Evangelista.

Di qui la denominazione di Basilica Papale del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano. La Basilica รจ considerata dai cristiani, la madre di tutte le chiese del mondo, e questo spiega lโ€™importanza di questa festa.

Le letture bibliche scelte per questo giorno sviluppano il tema del โ€œtempioโ€. Nellโ€™Antico Testamento (prima lettura, Ez 47), il profeta Ezechiele, dallโ€™esilio in Babilonia (siamo circa nel 592 a.C), cerca di aiutare il popolo a uscire dallo scoraggiamento, dal non avere piรน una terra e un luogo dove pregare.

Sโ€™innalza cosรฌ il suo messaggio โ€“ la prima lettura โ€“ nel quale il profeta annuncia il giorno in cui il popolo adorerร  il suo Dio nel nuovo tempio, un luogo dove lโ€™uomo innalzerร  la sua preghiera a Dio e dove Dio si avvicinerร  allโ€™uomo ascoltando la sua preghiera e soccorrendolo: Il tempio รจ dunque un luogo dโ€™incontro. e in questo modo assume il ruolo di Casa di Dio e Casa del popolo di Dio.

Da questo tempio, continua il profeta, lui vede sgorgare acqua: โ€œVidi che sotto la soglia del tempio usciva acquaโ€. Unโ€™acqua che รจ dono e che portava vita, benedizione. A questo Tempio ogni pio israelita era tenuto a presentarsi per offrire lโ€™agnello in occasione della Pasqua.

Questo รจ il contesto nel quale avviene la scena del vangelo, quando Gesรน entra nel cortile โ€“ giร  zona sacra โ€“ e vi trova uno squallido commercio, a tal punto che: โ€œFatta una frusta di cordicelleโ€ฆ scacciรฒ fuori dal tempioโ€. Quanto Gesรน fa รจ gettare via โ€œil commercioโ€ che si era creato allโ€™interno: โ€œPortate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercatoโ€.

Un gesto forte, certamente, ma chiaro per far capire che il denaro, il traffico commerciale non potranno mai controllare la libertร  dโ€™azione di Dio. Forse anche noi oggi pensiamo che basti unโ€™offerta, una candelaโ€ฆper controllare il Signore, per tirarlo dalla nostra parte, ma non รจ cosรฌ: Dio attende da noi prima di tutto cuori liberi e innamorati, disponibili e coraggiosi. Poi certo, anche lโ€™offerta e la candela, come segno e come impegno, servono, ma ciรฒ che fa valere questi gesti รจ sempre la disponibilitร  del cuore.

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Di fronte a questo sfogo di Gesรน, i presenti reagiscono: โ€œQuale segno ci mostri per fare queste cose?โ€ e Gesรน risponderร  loro: โ€œDistruggete questo tempio e in tre giorni io lo farรฒ risorgereโ€. La sua risposta non si riferisce tanto al tempio, ossia a tutto lโ€™edificio, quanto al โ€œsantuarioโ€ vero e proprio, lรฌ dove cโ€™era la presenza di Dio. โ€œEgli parlava del tempio del suo corpoโ€.

Con la Pasqua di Gesรน โ€“ con il suo corpo distrutto e risorto – inizia il nuovo culto, il culto dellโ€™amore, nel nuovo tempio, e il nuovo tempio รจ Lui stesso. Sarร  la resurrezione lโ€™evento chiave che renderร  i discepoli finalmente capaci di comprendere, e sarร  lo Spirito Santo (Gv14,26) a far loro ricordare le cose in modo nuovo.

Lโ€™odierna festa della Dedicazione della Basilica del Laterano ci permette cosรฌ di far memoria del cammino del popolo e della costante e fedele premura di Dio nei suoi confronti. Nello stesso tempo, ci viene ricordato che oggi ciascuno di noi, in Gesรน risorto, รจ โ€œcasa di Dioโ€, perchรฉ lo Spirito stesso abita in me, in ciascuno di noi (1Cor 3,16).

Essere consapevoli di questo, da una parte ci porta a magnificare il Signore, ma dall’altra ci porta a dire, a volte con dismisura, โ€œSignore, io non sono degno che tu entri nella mia casaโ€ฆโ€ (Mt 8,8), dimenticando che Lui รจ giร  in noi, e che ci accoglie e ci ama non per come vorremmo essere, ma per come siamo, qui, ora.

Sono le distrazioni presenti in noi che rendono sfuocato il volto del Signore! Quando impareremo a tenere fisso lo sguardo in Gesรน, autore e perfezionatore della della nostra fede, della nostra amicizia con Lui (cfr Eb 12,1-4), allora il nostro volto brillerร  della luce che sgorga dal cuore โ€œunificatoโ€. Lโ€™equilibrio richiesto non รจ cosa di un momento, ma รจ cammino di una vita, di questo continuo rientrare in noi stessi puntando dritti alla โ€œstanza del Reโ€ (cfr Il Castello Interiore, santa Teresa dโ€™Avila).

Per gentile concessione di don Andrea Vena. Canale YouTube.

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