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don Andrea Vena – Commento al Vangelo di domenica 8 Dicembre 2024

Quest’anno la II domenica di Avvento coincide con la solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, che si celebra ogni anno l’8 dicembre. Personalmente, ma è un parere strettamente personale, avrei preferito che la festa venisse trasferita al giorno successivo, al lunedì, e questo per permetterci di assaporare il messaggio delle singole quattro domeniche d’Avvento. Detto questo, cerchiamo di entrare nel messaggio di questa Solennità, chiedendo a Maria, l’Immacolata, di prepararci al Natale del suo Figlio Gesù.

Maria, la piena di grazia (Lc 1,28), è ricolma della pienezza della gioia e dei doni del cielo. Prima di entrare nel mondo, Dio ha preparato una degna casa per il suo Figlio Gesù: purtroppo, ci ricorda il testo della prima lettura, il primo uomo – maschio e femmina – disobbedì al comando di Dio e questo lo ha portato ad allontanarsi dal Signore, a sospettare del suo amore, a illudersi di poter fare come Dio e, ancor più, di essere come Dio.

Non trovando “casa”, Dio ha trovato in Maria la giusta “dimora” sulla quale investire per preparare una degna casa/accoglienza al Figlio Gesù: “O Padre – recita la colletta dopo il canto del gloria – che nell’Immacolata Concezione hai preparato una degna dimora per il tuo Figlio… e l’hai preservata da ogni macchia di peccato…”. Quello che Dio ha fatto, dunque, è stato preparare una degna dimora, un cuore libero per ricolmarlo del suo immenso amore.

Dio ha cominciato in Maria la sua opera di salvezza, per poi allargarla a tutti noi, come ci ricorda San Paolo: “In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati… predestinandoci ad essere per lui figli adottivi…”. Ecco il disegno di Dio: iniziare con Maria per poi coinvolgere tutti noi in questo progetto di salvezza.

Maria, dicono i testi, ha accettato tale disegno: non ha voltato le spalle come Adamo ed Eva, non ha sospettato del progetto di Dio: “Ecco, sono la serva del Signore, avvenga per me secondo la tua parola”. E da quel momento Maria si è messa in cammino, ha cercato di comprendere sempre più e sempre meglio la Parola di Dio.

Maria è cresciuta nella fede, come cresciamo anche noi; ha incontrato luci e ombre, gioie e fatiche; ha ascoltato la parola del Figlio e l’ha custodita nel cuore anche quando non comprendeva, certa che un giorno o l’altro quella Parola si sarebbe fatta chiara in lei.

Maria, l’Immacolata, si rivela così Donna di disponibilità e di letizia; Donna Immacolata perché tutta pura, tutta autentica, tutta libera interiormente, tutta lieta. Non sospettosa, non invidiosa, non dubbiosa… libera. Una Donna libera. Immacolata. È il modello per ciascuno di noi, chiamati, come ricordato nella II lettura, a divenire anche noi “santi e immacolati”.

Lungo il cammino che ci conduce verso il Natale, chiediamo al Signore, per intercessione di Maria, di aiutarci a prepararGli una degna dimora, un “cuore immacolato”, pronto ad accoglierlo (torneremo su questo tema nella IV domenica di Avvento).

Così, se è vero che dispiace che questa II domenica sia stata sostituita dalla solennità dell’Immacolata, forse il Signore quest’anno vuole suggerirci quanto abbiamo tutti bisogno di guardare a Maria e di lasciarci da lei aiutare e guidare per una vita più vera, più bella, più immacolata… unica strada per vivere in verità questo santo Natale.

Perché l’Immacolata non è esperienza d’altri tempi, ma è richiamo a una vita più vera, più giusta, più attenta alle necessità degli altri. Se Adamo ed Eva hanno voltato le spalle a Dio, si sono illusi di poter fare da soli ritrovandosi poi veramente soli, l’Immacolata ci ricorda che tutto è vano se non permettiamo a Dio di costruire con noi la vita; tutto si spegne (tema di domenica scorsa) se non ci lasciamo guidare dalla luce del Vangelo.

Fatiche e difficoltà, fragilità e incomprensioni ci saranno sempre, ma sapere di poterle affrontare e superare con Dio è tutt’altra cosa. A noi dunque dare ascolto a Dio, e lasciare fare a Lui, certi che con Lui tutto sarà divino: “Ecco la serva del Signore, avvenga per me secondo la tua parola”.e nostro Liberatore: “Marana tha” (cfr 1Cor 16,22), “Vieni Signore Gesù, vieni presto!” (cfr Ap 22,20).

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Per gentile concessione di don Andrea Vena. Canale YouTube.