don Andrea Vena – Commento al Vangelo di domenica 6 Luglio 2025

Domenica 6 Luglio 2025 - XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 10,1-12.17-20

Data:

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Nel testo odierno del Vangelo, il Signore ci ricorda che il compito di annunciare non รจ riservato a pochi eletti, ma รจ rivolto a tutti:
โ€œIn quel tempo Gesรน designรฒ altri settantadue e li inviรฒ a due a due davanti a sรฉโ€ฆโ€.

Continua dopo il video.

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Innanzitutto ciรฒ che emerge รจ che la missione nasce sempre nel cuore stesso di Dio: โ€œDesignรฒ altri settantadueโ€. Il numero rimanda ai settantadue popoli della terra conosciuti e descritti in Genesi 10, e che la missione giungerร  fino ai confini della terra dopo la risurrezione di Gesรน (cfr Lc 24,47).

Un secondo dato da sottolineare รจ che allโ€™origine dellโ€™esperienza cristiana e della missione cโ€™รจ sempre lโ€™incontro con il dolce Volto di Gesรน (cfr domenica scorsa: fissare lo sguardo sul Volto di Gesรน, per poterlo seguire).

Se perdiamo di vista il Volto di Gesรน, rischiamo di credere, e anche illuderci, che la chiamata e la missione siano una cosa nostra. Ma non รจ cosรฌ.

Un terzo particolare รจ il fatto che Gesรน invia i discepoli โ€œa due a dueโ€: รจ lโ€™inizio della possibile fraternitร . Non si puรฒ parlare di amore, se non si รจ almeno in due e non ci si ama.Perchรฉ la Parola sia creduta, รจ bene che sia credibile nella vita nostra. Partono a due a due per allenarsi a fare spazio allโ€™altro.

Questa universalitร  della chiamata e missione spiega la gioia espressa dal profeta Isaia, testo scelto dalla liturgia come prima lettura:
โ€œRallegratevi con Gerusalemme, esultate per essa tutti voi che lโ€™amateโ€ฆSfavillate con essaโ€ฆsarete allattati e vi sazierete โ€ฆโ€.

Questa gioia, questa pace, questa gloria arriva con lโ€™annuncio del Vangelo.
Il Vangelo รจ pace, gioia, gloria! E tutti possono e devono portarlo, annunciarlo, testimoniarlo:
โ€œAcclamate Dio, voi tutti della terraโ€, recita il versetto del salmo.

โ€œTuttiโ€, non solo alcuni. Tutti.

Continua Gesรน nel Vangelo: โ€œLa messe รจ abbondante, ma sono pochi gli operai. Pregateโ€ฆโ€.

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Lo diceva un tempo Gesรน, e quanto vale anche oggi: รจ ยซil piccolo greggeยป (Lc 12,32), del tempo di Gesรน e di ogni tempo. Anche il nostro.

E nel mandare, Gesรน dร  alcune chiare indicazioni: โ€œCome agnelli in mezzo ai lupiโ€; lโ€™espressione non รจ nuova nella Bibbia: la ritroviamo infatti in Isaia: โ€œIl lupo dimorerร  insieme con lโ€™agnelloโ€ (Is 11,6).

Un modo per dire che ci sarร  pace tra tutti e che tutti sono invitati a vivere in pace.

โ€œNon portate nรฉ borsaโ€ฆnรฉ bisacciaโ€ฆnรฉ sandaliโ€. La borsa serve per mettere i soldi, la bisaccia per il pane e i sandali per il viaggio.

Elementi attraverso i quali Gesรน fa capire di non inseguire progetti e/o compensazioni personali.

Se nel primo punto i discepoli partivano โ€œa due a dueโ€, ora sono chiamati a partire โ€œpoveriโ€, per imparare a fidarsi di Colui che li ha scelti, chiamati e mandatiโ€ฆ ma anche di coloro che li accoglieranno:
โ€œGuardate i gigli del campoโ€ฆโ€ (cfr Mt 6,26).

Portare il Vangelo รจ portare Cristo, e non cโ€™รจ pane che tenga, non cโ€™รจ compensazione che tenga: โ€œNon di solo pane vive lโ€™uomoโ€ (cfr Mt 4,4).

รˆ Cristo colui che dobbiamo portare con la nostra vita, e, se serve, con le nostre parole, comโ€™era solito dire san Francesco dโ€™Assisi.

A volte rischiamo di ridurre la proposta cristiana a cose da fare, ma non a unโ€™esperienza da vivere:

Gesรน non fa progetti, non offre strategie, non pianifica il cammino.
Lui invita semplicemente a gettare le reti della vita sulla sua Parola; chiede di farsi prossimi (cfr Lc 10,30ss); di condividere con gli altri quanto si ha (moltiplicazione dei pani Mc 6,30-44)โ€ฆ

Questo e nientโ€™altro insegna con la sua vita, chiede con la sua proposta.

L’annuncio porta pace

Vv. 6-12: โ€œSe vi sarร  un figlio della pace, la vostra pace scenderร  su di lui, altrimenti ritornerร  su di voiโ€.

I versetti che seguono mostrano il cuore dellโ€™annuncio: la pace.

Una pace che si fa dono, offertaโ€ฆnon pretesa. Che lascia anche la libertร  di dire โ€œnoโ€.

La pace, fa capire Gesรน, va sempre data da parte dei discepoli, anche se poi non viene accolta.

Va donata.

E anche se la pace non viene accolta, il discepolo del Signore deve mantenere la pace, perchรฉ la pace non รจ unโ€™idea ma โ€œCristo รจ la nostra paceโ€ (Ef 2,14).

La pace dunque รจ quel Volto che ci ha conquistati, sedotti e che non possiamo-dobbiamo perdere di vista.
E che puรฒ essere rifiutato.

La vera gioia del discepolo

Vv. 17-19: โ€œI settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: “Signore, anche i demรฒni si sottomettono a noi nel tuo nome”. Egli disse loroโ€ฆNon rallegratevi perรฒ perchรฉ i demรฒni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perchรฉ i vostri nomi sono scritti nei cieliโ€.

Qui il discorso di Gesรน raggiunge il suo culmine.

La gioia dei discepoli non รจ il successo per quanto fanno: che sia lo scacciare i demoni o camminare sugli scorpioniโ€ฆ tutte scene che impressionano.

Se pensiamo allโ€™oggi, la gioia non sta nel riuscire in un progetto pastorale, o nellโ€™aver aumentato i fedeli in chiesa o nel gruppo!

La gioia piรน grande รจ che i nostri nomi sono scritti nei cieli, o con un’altra immagine, sulla palma della mano del Signore.

A ribadire che lโ€™orizzonte della vita non sono i risultati umani, ma la gioia che un giorno parteciperemo con il Signore in cielo.

Questa certezza ci renderร  liberi dalle fatiche, dai fallimenti ma anche dai successi.

La gioia vera รจ sapere che la vita รจ custodita nelle mani di Dio (cfr Is 49,2.16).

Alla fine, come Gesรน con la sua vita ha narrato il Padre (cfr Gv 1,18), cosรฌ ora ciascuno di noi รจ chiamato a narrare lui con la propria vita (cfr Lc 24,48), a divenire โ€œLettera viventeโ€ฆscritta con lo Spiritoโ€ (cfr 2Cor 3,1-6).

Per gentile concessione di don Andrea Vena. Canale YouTube.

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