La solennitร dei santi Pietro e Paolo, cadendo di domenica, prevale sulla XIII domenica del tempo ordinario.
I testi della liturgia tratteggiano i due grandi Apostoli.
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Nella prima lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli, viene riportata lโesperienza di Pietro che viene liberato dalla prigionia per mezzo di un angelo, a tal punto che Pietro dirร :
โOra so veramente che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciรฒ che il popolo dei Giudei si attendevaโ.
ร unโesperienza che va letta e compresa alla luce di quanto la Comunitร stessa fa per Pietro:
โMentre era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per luiโ.
La โliberazioneโ va dunque strettamente collegata con la preghiera dโintercessione che sale a Dio da parte della Comunitร .
Questo ci ricorda che non ci si salva da soli, ma che Dio entra nella storia di ciascuno anche grazie alla preghiera che sale a Lui, grazie allโinteressamento di quanti ci stanno accanto.
Forse anche noi, come Pietro, ci troviamo incatenati dalle nostre paure, dalle nostre fatiche e fragilitร .
Intrappolati dai nostri sensi di colpa o dal pensare che non cambierร nulla.
Eppure, in ogni istante sale a Dio una preghiera per la nostra liberazione;
in ogni istante, senza che neppure lo sappiamo, qualcuno sta pregando anche per noi, e chi prega non sa forse a chi gioverร la sua preghiera.
ร la forza della fede, la gioia di essere Comunitร , Chiesa, Popolo di Dio in cammino verso il cielo.
A noi lasciarci provocare da questa silenziosa e rispettosa preghiera che ci raggiunge come un โmormorio di vento leggeroโ (cfr 1Re 19,9ss).
Una parola che, come con Pietro, ci raggiunge e ci dice:
โรlzati in frettaโฆ mettiti la cintura e lรฉgati i sandaliโฆ mettiti il mantello e seguimi!โ.
Se ora guardiamo allโinsieme di questo testo, noteremo che ricalca il racconto dellโuscita dalla schiavitรน dallโEgitto del popolo ebreo:
il riferimento alla Pasqua (โErano i giorni degli Azzimiโ, dice il testo; cfr Es 12,15-20);
la cattiveria di Erode richiama quella del re dโEgitto (Es 3 e 10);
la notte richiama la notte della liberazione del popolo (Es 11,4);
il comando dellโangelo ricorda il comando rivolto al popolo:
โfianchi cinti, sandali ai piedi, bastone in manoโฆโ (cfr Es 12,28).
Lโautore vuole aiutarci a rileggere lโesperienza di Pietro come un nuovo Esodo, in cui Dio ancora una volta รจ intervenuto a favore dei suoi.
E come con Pietro, cosรฌ Gesรน agisce nei riguardi di ciascuno di noi.
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La seconda lettura ci presenta la figura dellโapostolo Paolo che confida al discepolo Timoteo la sua esperienza:
โHo combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta la corona di giustizia che il Signore mi darร โฆโ.
E conclude:
โIl Signore perรฒ mi รจ stato vicino e mi ha dato forzaโฆ fui liberatoโฆ e il Signore mi libererร โฆ e mi porterร in salvo nei cieliโฆโ.
Anche Paolo, come Pietro, ha fatto esperienza di liberazione.
Ha fatto esperienza di quanto il Signore รจ vicino e di quanto doni forza a chi in Lui confida.
Una cosa รจ certa: coraggio, fiducia, forzaโฆ Paolo le trova tenendo fisso lo sguardo alla Meta, dove il Signore lo attende e lo rivestirร della sua corona di giustizia.
In queste brevi parole la testimonianza di Paolo ci sprona a ravvivare in noi il dono della fede, della certezza che lungo il cammino non siamo soli, ma Dio รจ con noi e ci accompagna, per sentieri spesso nascosti, verso il cielo, la nostra vera patria.
Il testo del Vangelo, infine, ci presenta il primato di Pietro, il particolare ruolo che il Signore stesso gli affida.
Lo fa a partire da una domanda: โChi dice la gente che io sia?โ.
ร questione di fede.
Gesรน non si accontenta di essere un nome tra i tanti, un autore tra i tanti.
In fondo, il Signore desidera condurci fuori dalle classiche formule che tentano di ridurre e a volte manipolare Dio, di metterlo alla nostra portata.
Gesรน non รจ un salvatore come altri.
Sarร Pietro a rivelare lโidentitร di Gesรน:
โTu sei il Cristo, il Figlio del Dio viventeโ.
E Gesรน risponderร :
โTu sei Pietro e su questa pietra edificherรฒ la mia Chiesaโฆโ.
Si noti che Gesรน non attende che Pietro diventi perfetto โ non lo diventerร mai comunque!
Gesรน affida alla fragile vita di Pietro il compito di essere custode, di essere primo nella caritร .
Pazienza se poi lo rinnegherร , lo abbandonerร โฆ Pietro sarร comunque capace di riconoscere il proprio errore, sarร disponibile a incrociare lo sguardo di Gesรน, sarร capace di rimettersi a seguire il Signore e, per Lui e con Lui, continuare a gettare le reti della sua vita per il Signore (cfr Mc 1,14ss; Gv 21).
Il Signore Gesรน comunque sa di aver chiamato un uomo, un pescatore, non un angelo.
E Pietro ha capito, e sempre piรน capirร , che solo in Gesรน e con Lui potrร assolvere al compito che gli รจ stato affidato.
Lโesperienza e la testimonianza dei santi Pietro e Paolo ci siano di incoraggiamento in questo nostro cammino di vita.
Abbiamo da poco celebrato la solennitร della Pentecoste, della Santissima Trinitร , del Corpus Domini.
Oggi, ci viene offerta la possibilitร di celebrare la solennitร dei santi Pietro e Paolo, quasi a ricordarci che รจ il dono dello Spirito Santo a spingerci, come un tempo fece per i santi Pietro e Paolo, a testimoniare a tutti che Dio Trinitร รจ Amore.
Fu lo Spirito Santo a infondere il coraggio di ritrovarsi, correndo tutti i rischi di quel periodo, per celebrare lโEucaristia nel giorno della risurrezione del Signore.
Fu lo Spirito Santo a far comprendere che โSenza Eucaristia non possiamo vivereโ, a costo di morire.
Cosรฌ Pietro, apparentemente debole, a Roma morirร per il Signore Gesรน;
e anche Paolo, il persecutore, morirร per Colui che รจ morto per lui.
Questo 29 giugno che cade in domenica non รจ solo una coincidenza, ma un segno, un dono per imparare a fare altrettanto.
Per imparare a chiedere a questi due grandi Santi di pregare affinchรฉ troviamo noi per primi il coraggio di amare come loro hanno amato sullโesempio di Gesรน, nostro Signore.
Per gentile concessione di don Andrea Vena. Canale YouTube.
