don Andrea Vena – Commento al Vangelo di domenica 2 Giugno 2024

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Con il lunedรฌ dopo la Pentecoste, abbiamo iniziato il Tempo liturgico Ordinario che ci ย accompagnerร  fino alla viglia del tempo dโ€™Avvento, quando inizieremo un nuovo anno liturgico. ย Eโ€™ un tempo durante il quale, di domenica in domenica, la Chiesa, proprio attraverso la liturgia, ci ย educherร  allโ€™ascolto della Parola per divenire sempre piรน e sempre meglio โ€œsale e luce della terraโ€ (Mt, 5,13-16), sapendo vivere nel mondo ma non del mondo (Gv 15,18-21).

Quanto abbiamo contemplato ย nel tempo di Natale e Pasqua, ora siamo invitati a testimoniarlo nella โ€œvita ordinariaโ€, nella vita di ย tutti i giorni, lรฌ dove viviamo e operiamo, sapendo โ€œcorrereโ€, come i Pastori (Lc 2,20), percorrendo ย strade diverse come i Magi (Mt 2,1ss); dando ragione della propria gioia e conversione come quanti ย hanno fatto esperienza della misericordia di Dio: il cieco nato (Gv 9,13-34), lโ€™adultera (Gv 7,53ss), la ย samaritana al pozzo (Gv 4), gli Apostoli stessi, i quali, dopo lโ€™iniziale paura, versarono il sangue per ย il loro Signore. ย 

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Nella I lettura, tratta dal libro dellโ€™Esodo al capitolo 24, si parla del โ€œsangue dellโ€™alleanzaโ€. Alla vigilia della partenza dallโ€™Egitto, Mosรจ invitรฒ il popolo ebreo a segnare gli stipiti delle porte ย delle proprie case con il sangue. Dio gli aveva detto: โ€œSi prenda del sangue dellโ€™agnello e lo si metta ย sui due stipiti e sullโ€™architrave della porta delle caseโ€ฆQuella notte io passerรฒ per il paese dโ€™Egitto, ย colpirรฒ ogni primogenito nel paese dโ€™Egittoโ€ฆil sangue vi servirร  di segnoโ€ฆio passerรฒ oltreโ€ (Es 12,1ss). ย 

Questo ci offre la chiave per comprendere il testo che ci viene oggi presentato: Mosรจ prese il libro dellโ€™alleanza e lo lesse alla presenza del popolo, poi prese il sangue e ne asperse il popolo dicendo: โ€œEcco il sangue dellโ€™alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste paroleโ€. Viene quindi ricordata la prima alleanza tra Jahvรจ e il suo popolo, che verrร  rotta con lโ€™adorazione del vitello dโ€™oro (Es 32). In quellโ€™ora emergerร  la speranza di una โ€œnuova alleanzaโ€, non costruita da ย mani dโ€™uomo, ma iscritta nei cuori (cfr Ger 31,33). In modo speculare, il Vangelo ricalca questa ย esperienza: ย 

Gesรน prese il pane, lo spezzรฒ e lo diede loro: nellโ€™antica alleanza Mosรจ ha presentato un โ€œlibroโ€ che conteneva la legge; Gesรน nellโ€™Eucarestia presenta se stesso: โ€œQuesto รจ il mio corpoโ€. In questo modo la nuova alleanza non consiste nellโ€™obbedire alla legge โ€“ come con Mosรจ โ€“ ma nellโ€™accogliere/nel fare esperienza di questo amore donato.

Poi Gesรน prese il โ€œcaliceโ€ฆโ€: bere alย calice significa accettare un impegno di vita fino allโ€™amore estremo, come Gesรน. Unโ€™esperienza di liberazione che porterร  il popolo a lodare il suo Dio e che porta noi, comunitร  dei credenti, a innalzare la nostra lode nel salmo: โ€œAlzerรฒ il calice della salvezza e invocherรฒ il nome del Signoreโ€. Gesรน, introduce a un nuovo rapporto con Dio: la nuova alleanza si fonda nellโ€™amore, nel โ€œsangue versatoโ€ e si nutre di amore. รˆ per dono di Dio che si รจ instaurata la nuova alleanza: per grazia, non ย per meriti umani, che comunque sia non saranno mai allโ€™altezza di Dio! ย 

Nella II lettura, tratta dalla lettera agli Ebrei, si sottolinea che Gesรน รจ lโ€™unico sacerdote: Egli ย entrรฒ nel santuario una volta per tutte, non mediante sangue di animali, ma in virtรน del proprio ย sangue: Lui รจ lโ€™Agnello di Dio che ci ha tolto una volta per tutte il peccato ed รจ oggi Lui lโ€™unico ย mediatore di unโ€™alleanza nuova.ย ย 

Lโ€™Eucaristia domenicale รจ dunque lโ€™appuntamento che Gesรน, il Signore, mi rivolge e doveย  Lui stesso si dona a me, a ciascuno di noi. Mi rende partecipe del suo amore, di esso mi riveste, diย  esso mi nutre. Lui stesso รจ banchetto e cibo. Gesรน stesso รจ Eucaristia: โ€œQuesto รจ il mio corpoโ€ฆโ€,ย  โ€œQuesto รจ il mio sangueโ€ฆโ€. Cioรจ: questa รจ la mia vita, sono IO. Lui stesso mi prepara questo appuntamento, anche se sembra che tutto dipenda da me: โ€œDove vuoi che andiamo a preparareโ€ฆ?โ€ย  (Mc 14,12). Domandano i discepoli.

Ma tutto รจ giร  pronto, non cโ€™รจ nulla da preparare. Noi siamo iย  โ€œBeati invitati alla Cena dellโ€™Agnelloโ€: unica cosa che i discepoli han dovuto procurare รจ lโ€™agnello eย  le erbe amare, il pane e il vino, per ricordare lโ€™uscita di Israele dallโ€™Egitto. E quanto porterannoย  diventerร  Eucarestia. Cosรฌ vale per noi: Gesรน ci chiede di portare โ€œil frutto del nostro lavoro setti manaleโ€ per unirlo alla sua offerta, divenendo una cosa sola con Lui, un solo Corpo in Lui.

Con iย  nostri limiti, le nostre imperfezioniโ€ฆin Gesรน siamo โ€œofferta gradita a Dioโ€; nutrendoci dellโ€™Eucaristia siamo โ€œun solo pane in Luiโ€. Nellโ€™Eucaristia, nuova ed eterna alleanza, Dio non ci chiede diย  essere forti, ma di allearsi con il forte, il suo Figlio Gesรน (Lโ€™eucaristia รจ il pane dei forti, Sal 78,25). In Lui, di ventiamo una cosa sola, diventiamo forti. In Gesรน possiamo offrirci al Padre, per poi a nostra volta,ย  โ€œforti in Cristoโ€, donarci agli altri in offerta, โ€œcome Cristoโ€.ย ย 

Gesรน mi e ci ha preparato un posto al โ€œpiano superioreโ€. Questo luogo sta in alto, รจ luogoย  โ€œteologicoโ€ dove Dio ha dato appuntamento ai discepoli e oggi a noi. Qui Gesรน celebra lโ€™Ultimaย  Cena, qui appare risorto; qui gli Undici dimorano con Maria perseverando in preghiera nellโ€™attesaย  di ricevere il dono dello Spirito Santo (At 2); qui si ritrova la prima comunitร  per ascoltare la Parola eย  condividere il pane (At 2,42).

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In questo โ€œsalire al piano superioreโ€ vogliamo anche cogliere un altroย  aspetto. Nellโ€™invitarci, Gesรน ci fa capire che siamo fatti per cose superiori, che meritiamo piรน diย  quanto ci stiamo concedendo. In questo guardare in alto, coerente con il nostro essere rinati dallโ€™altoย  (Gv 3), Gesรน ci svela la prospettiva attraverso la quale siamo chiamati a guardare alla vita: non fer marci alle cose della terra, orizzontali (cfr Col 3,1-4), ma guardare in alto. Puntare in alto.

Lโ€™Eucaristiaย  รจ il sacramento che ci proietta verso le cose del Cielo, che chi invita a pensare in modo superiore/verticale, secondo Dio e non secondo gli uomini (cfr Mc 8,33). In questo proiettarci, lโ€™Eucaristiaย  si offre a noi come nutrimento, forza, pane del cielo perchรฉ โ€œchi mangia di me, vivrร  per meโ€ฆvivrร ย  in eternoโ€ (cfr Gv 6,35). Questo e solo questo ci puรฒ sottrarre a una vita appiattita e banale.ย ย 

Quel โ€œsalire al piano superioreโ€ non significa estraniarsi dalla realtร  o sentirsi โ€œsuperiori agli  altriโ€, quanto un lasciarsi prendere in disparte affinchรฉ il Signore parli al nostro cuore (Os 2,16ss) e ci  nutra del pane degli angeli e dei pellegrini (cfr Sal 78,25; Sequenza del Corpus Domini): perchรฉ per amare come  Dio, dobbiamo necessariamente custodire nel cuore la sua Parola ed essere sostenuti/nutriti dal  suo Amore eterno: in fondo, lโ€™Eucaristia รจ anticipo, โ€œantipastoโ€, โ€œprenotazioneโ€ (papa Francesco) dellโ€™eternitร , del paradiso. Nutriti e alimentati da Lui, sapremo passare dallโ€™io al noi come Lui. 

Lโ€™Eucaristia รจ esperienza dove si ritrova la โ€œComunitร โ€, รจ โ€œIncontro di comunitร โ€, รจ palestra di fra ternitร : ecco perchรฉ un cristiano non puรฒ accontentarsi della preghiera personale, perchรฉ cโ€™รจ un  momento in cui la Comunitร , gli amici di Gesรน, si ritrovano insieme per pregare: questa รจ lโ€™Eucari stia. E in questo ritrovarsi, si ascolta la Parola e ci nutre dellโ€™Eucaristia.  

Questa โ€œstanza al piano superioreโ€ non รจ dunque un luogo ma unโ€™esperienza, รจ il mio/nostro stesso  cuore dove sono e siamo chiamati ad adorare Dio โ€œin spirito e veritร โ€ (Gv 4,24). Qui si forgia lโ€™uomo  interiore (Ef 3,16) e si puรฒ comprendere lโ€™altezza, la lunghezza, lโ€™ampiezza e la profonditร  di Gesรน (cfr  Ef 3,17). รˆ il luogo piรน intimo dove sono chiamato ogni giorno a dire il mio โ€œEccomiโ€ a Colui che mi  chiama a โ€œsalireโ€ sempre piรน in alto. 

Per gentile concessione di don Andrea Vena. Canale YouTube.

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