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don Alfonso Giorgio – Commento al Vangelo di domenica 10 Novembre 2024

Movimento Apostolico Ciechi

Riflessioni dell’assistente spirituale don Alfonso Giorgio per il Vangelo di domenica 10 novembre 2024

https://youtu.be/1aWvGrb_A-k

Trascrizione, non rivista, del video.

Questa domenica siamo nel tempio con Gesù. Del resto, Gesù ci va abbastanza spesso; ci andava spesso almeno nell’ultima fase, quando ormai la sua vita stava giungendo al suo epilogo finale. Giunto a Gerusalemme, così, si mette ad osservare quello che accade in questo tempio.

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Ci sono i farisei che danno qualche spicciolo rispetto a quello che loro avevano, circa i loro beni. È chiaro, mi riferisco alla ricchezza dei farisei, che amavano vestirsi in maniera lussuosa, andare nelle piazze e fare bella mostra di sé. Nel tempio danno un’offerta, danno così il rifiuto, forse l’avanzo, quello che possono dare, che sentono di dare.

Però poi c’è una vedova, una vedova che diventa maestra, maestra di fede, maestra di spiritualità, di amore, poiché dà tutto quello che aveva. Gesù l’osserva, l’osserva nel suo cuore, nel gesto che compie di dare tutto. Cioè, mette in circolo, potremmo dire, tutto l’amore che può, tutta se stessa, tutto il suo patrimonio. È la vera discepola, la vera figlia di Dio. È la donna che dona, che diventa, da discepola, maestra per noi.

Poiché noi guardiamo a lei come a un modello di assoluto affidamento al Signore, di assoluta fiducia in Dio, nella Provvidenza di Dio, mettendo in circolo tutta se stessa. Potremmo dire che lei è certa che il Signore, in qualche modo, la sosterrà, che la provvidenza verrà. Capisce che si tratta di un investimento.

I farisei no. Essi volevano fare una spacconata, volevano farsi notare, e del resto mettevano anche monete d’argento, probabilmente, o d’oro, ma rispetto a quello che avevano era nulla. Ma la vedova dà tutta se stessa, e questo mi sembra davvero un fatto molto eclatante, un grande insegnamento per noi.

Non dobbiamo dare le elemosine, non dobbiamo dare i rifiuti, ma dobbiamo dare tutto quello che abbiamo. E così, non sono allora i ricchi, non sono i benestanti a fare da protagonisti nella chiesa, ma sono davvero i poveri, sono gli ultimi e più reietti che diventano maestri per noi.

Quindi, la Chiesa è vero, evangelizza, ma evangelizza di più attraverso i poveri o quantomeno attraverso coloro che si fanno poveri per il regno dei cieli, che si fanno ultimi. E questa debolezza e questa fragilità convincono di più, non la ricchezza di chi dà il superfluo, ma la povertà di chi dà tutto se stesso.

Don Tonino Bello ce lo diceva poi: la Chiesa deve risplendere, ma non in quanto realtà gloriosa e trionfante, ma in quanto comunità di credenti che annunciano. E deve addirittura, diceva don Tonino Bello, adombrare, quasi sparire dalla scena, perché ciò che deve emergere è Gesù, è Gesù che deve essere annunciato, è Gesù che deve risplendere.

La sua luce risplende proprio nel volto, nel cuore dei più poveri.

Buona domenica a tutti.