Conferenza Stampa di presentazione del “Direttorio omiletico”, 10 febbraio 2015

Data:

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Alle ore 11.00 di questa mattina, nellโ€™Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, ha luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Direttorio omiletico, redatto dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.
Intervengono il Card. Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; S.E. Mons. Arthur Roche, Segretario della medesima Congregazione; P. Corrado Maggioni, S.M.M., Sotto-Segretario del Dicastero e il Sig. Filippo Riva, Officiale del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, media project.
Ne pubblichiamo di seguito gli interventi:

Intervento del Card. Robert Sarah

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Sono lieto di presentare oggi alla stampa il “Direttorio omiletico”, raccogliendo lโ€™ereditร  del Cardinale Antonio Caรฑizares che mi ha preceduto. Come sapete, sono pochi mesi che il Santo Padre mi ha nominato Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

Parlando di “omelia”, anche voi giornalisti vaticanisti sapete bene di che cosa si tratta: nella Messa, dopo la proclamazione del Vangelo, il sacerdote rivolge la parola ai fedeli per spezzare il Pane della parola divina, disponendoli ad una fruttuosa partecipazione alla mensa eucaristica, cosรฌ che il sacramento ricevuto trovi compimento nella vita.

Spesso, per numerosi fedeli, รจ proprio il momento dellโ€™omelia, sentita come bella o brutta, interessante oppure noiosa, a decidere la bontร  o meno dellโ€™intera celebrazione. Certo, la Messa non รจ lโ€™omelia, ma questa rappresenta un momento rilevante al fine della partecipazione ai santi misteri, ossia allโ€™ascolto della Parola di Dio e alla Comunione al Corpo e al Sangue del Signore. Il Direttorio non nasce senza un perchรฉ. Ha lo scopo di offrire una risposta al bisogno di migliorare il servizio, proprio dei ministri ordinati, della predicazione liturgica. Un primo invito in tal senso era risuonato nel Sinodo dei Vescovi del 2005, dove, nella proposizione 19, si sottolineavano due aspetti. 1ยฐ – Si chiedeva ai ministri ordinati di “preparare accuratamente lโ€™omelia basandosi su una conoscenza adeguata della Sacra Scrittura”. Ecco un primo dato da tener presente, poichรฉ lโ€™omelia รจ direttamente vincolata alle Sacre Scritture, specie il Vangelo, ed รจ illuminata da esse. 2ยฐ โ€“ Si chiedeva che nellโ€™omelia risuonassero, nel corso dellโ€™anno, i grandi temi della fede e della vita della Chiesa, e a tal fine si auspicavano sussidi che, alla luce del Lezionario triennale della Messa, aiutassero a mostrare il nesso che lega il messaggio delle letture bibliche con la dottrina della fede esposta nel Catechismo della Chiesa Cattolica. A partire da queste attese, Benedetto XVI, nellโ€™Esortazione Sacramentum caritatis, dedicava il n. 46 allโ€™omelia, incoraggiando una riflessione al riguardo.

I Vescovi ritornavano sul tema nel successivo Sinodo sulla Parola di Dio, e cosรฌ Benedetto XVI, nellโ€™Esortazione Verbum Domini, mentre ricordava che predicare in modo adeguato in riferimento al Lezionario รจ veramente unโ€™arte che devโ€™essere coltivata, indicava anche lโ€™opportunitร  di elaborare “un Direttorio sullโ€™omelia, cosicchรฉ i predicatori possano trovare in esso un aiuto utile per prepararsi nellโ€™esercizio del ministero” (n. 60).

Il solco era tracciato ed in questa linea la Congregazione ha avviato il progetto. Ulteriore accelerazione a portarlo a termine รจ venuta dallโ€™accento posto sullโ€™omelia da Papa Francesco, che nellโ€™Evangelii gaudium riserva ben 25 numeri al nostro tema, 10 allโ€™omelia (nn. 135-144) e 15 alla preparazione della predicazione (nn. 145-159). Scrive il Papa, nel capitolo dedicato allโ€™annuncio del Vangelo: “Consideriamo ora la predicazione allโ€™interno della liturgia, che richiede una seria valutazione da parte dei Pastori. Mi soffermerรฒ particolarmente, e persino con una certa meticolositร , sullโ€™omelia e la sua preparazione, perchรฉ molti sono i reclami in relazione a questo importante ministero e non possiamo chiudere le orecchie”.

Lโ€™omelia รจ un servizio liturgico riservato al ministro ordinato, il quale รจ chiamato per vocazione a servire la Parola di Dio secondo la fede della Chiesa e non in modo personalistico. Non รจ un discorso qualsiasi, ma un parlare ispirato dalla Parola di Dio che risuona in unโ€™assemblea di credenti, nel contesto di una azione liturgica, in vista di imparare a praticare il Vangelo di Gesรน Cristo.

Tra i criteri ricordati nel Direttorio, ne indico alcuni: 1ยฐ – lโ€™omelia รจ suscitata dalle Scritture disposte dalla Chiesa nel Lezionario, ossia il Libro che contiene, per i giorni dellโ€™anno, le letture bibliche per la Messa. 2ยฐ – Lโ€™omelia รจ suscitata dalla celebrazione in cui “queste” letture sono inserite, ossia dalle preghiere e dai riti che costituiscono “questa” liturgia, il cui protagonista principale รจ Dio, per il Cristo suo Figlio, nella potenza dello Spirito Santo.

Ovviamente lโ€™omelia chiama in causa chi la pronuncia. Ecco lโ€™importanza della preparazione dellโ€™omileta, che domanda studio e preghiera, esperienza di Dio e conoscenza della comunitร  a cui si rivolge, amore per i santi Misteri e amore per il Corpo vivente di Cristo che รจ la Chiesa.

[00235-01.01] [Testo originale: Italiano]

Intervento di S.E. Mons. Arthur Roche

Mi pare assai efficace aprire il mio intervento con queste espressioni dellโ€™Evangelii gaudium: ยซLโ€™omelia non puรฒ essere uno spettacolo di intrattenimento, non risponde alla logica delle risorse mediatiche, ma deve dare fervore e significato alla celebrazione. Eโ€™ un genere peculiare, dal momento che si tratta di una predicazione dentro la cornice di una celebrazione liturgica”ยป (n. 138).

Se le cose stanno cosรฌ, รจ davvero importante sapere rispondere ad alcune domande: che cosa รจ lโ€™omelia? Quali attenzioni esige? Dove attingerne i contenuti? Come articolarla? A queste ed altre domande intende dare risposte ed orientamenti il Direttorio omiletico, redatto dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

Raccomandata vivamente dai Padri del Concilio Vaticano II (cf. Sacrosanctum Concilium n. 52), lโ€™omelia riveste a buon diritto la qualifica di “liturgica”, nel senso che ha un posto specifico dentro la celebrazione dei santi misteri, รจ richiesta da essa ed รจ al servizio della pia, attiva, consapevole partecipazione ad essa del popolo santo di Dio. Non รจ pensabile infatti unโ€™omelia a sรฉ stante, come un pezzo di oratoria, ossia disgiunta dalla Parola di Dio che risuona per la concreta assemblea raccolta per lโ€™Eucaristia, a cui appunto รจ destinata. A tale proposito, Papa Francesco ricorda che ยซvi รจ una speciale valorizzazione dellโ€™omelia, che deriva dal suo contesto eucaristico e fa sรฌ che essa superi qualsiasi catechesi, essendo il momento piรน alto del dialogo tra Dio e il suo popolo, prima della comunione sacramentaleยป (EG n. 137).

In questa luce lโ€™omelia chiama in causa, in prima persona, il ministro ordinato che la pronuncia. Si deve riconoscere che per un Vescovo e un sacerdote, specialmente se รจ parroco, la predicazione omiletica รจ la parte principale del suo magistero, cioรจ del ministero, elargitogli e accettato con lโ€™ordine sacro, di annunciare lโ€™Evangelo di Gesรน Cristo, aiutando chi ascolta ad ospitare sempre meglio nei propri cuori la Parola che trasforma la vita di chi la mette in pratica. Penso alle omelie di santโ€™Ambrogio, santโ€™Agostino, san Leone Magno, eloquente testimonianza del loro magistero liturgico di Pastori dediti al gregge loro affidato. Similmente, per quanto gli compete, la predicazione omiletica รจ anche eccellente azione ministeriale per il diacono.

Perciรฒ lโ€™omelia non puรฒ essere improvvisata. Occorre che lโ€™omileta sappia e ravvivi incessantemente in sรฉ la coscienza di che cosa la Chiesa gli chiede nel dargli mandato di spezzare il pane della divina Parola nellโ€™assemblea eucaristica, che cosa prevedono i libri liturgici circa questa peculiare azione, che competenze egli debba coltivare, quali siano i reali bisogni e le attese della comunitร  riunita in preghiera. Perciรฒ, rammenta Papa Francesco, ยซla preparazione della predicazione รจ un compito cosรฌ importante che conviene dedicarle un tempo prolungato di studio, preghiera, riflessione e creativitร  pastoraleยป (EG n. 145).

Certo, il Direttorio non puรฒ risolvere tutti i problemi intorno allโ€™omelia. Si รจ scelto di privilegiare alcuni aspetti, accennando soltanto ad altri e non considerandone altri ancora. Noi crediamo e auspichiamo che sia un aiuto concreto per la formazione, specie dei sacerdoti, al fine di compiere la meglio il loro ministero liturgico.

Termino ricordando il n. 41 dellโ€™Introduzione al Lezionario, in cui viene descritto sinteticamente, attraverso cinque verbi precisi, che cosa รจ chiamato a fare il sacerdote con la predicazione liturgica:

ยซCon lโ€™omelia egli guida i fratelli a intendere e a gustare la sacra Scrittura,

apre il cuore ai fedeli al rendimento di grazie per i fatti mirabili da Dio compiuti;

in particolare, alimenta la fede dei presenti per ciรฒ che riguarda quella parola che nella celebrazione, sotto lโ€™azione dello Spirito Santo, si fa sacramento;

li prepara, infine, a una fruttuosa comunione

e li esorta ad assumersi gli impegni della vita cristianaยป.

Sarร  un buon omileta chi, attraverso la predicazione omiletica, sarร  capace di fare questo: guidare a intendere gustare ciรฒ che esce dalla bocca di Dio, aprire i cuori al rendimento di grazie a Dio, alimentare la fede in quanto lo Spirito opera per noi, adesso e qui nellโ€™azione liturgica, preparare a una fruttuosa comunione sacramentale con Cristo, esortando a vivere quanto si รจ ricevuto nel sacramento. Sarร  un cattivo omileta chi, pur essendo magari un grande oratore, non sarร  capace di suscitare questi effetti.

[00236-01.01] [Testo originale: Italiano]

Intervento di P. Corrado Maggioni, S.M.M.

Il Direttorio รจ stato redatto tenendo presente, come quadro normativo, quanto disposto da Sacrosanctum Concilium e dal Magistero successivo, in particolare i Praenotanda dellโ€™Ordo lectionum Missae e lโ€™Institutio generalis Missalis Romani.

Il motivo e la struttura sono esposti in sintesi nel Decreto che introduce il testo. Non si tratta di una raccolta di omelie giร  pronte nรฉ di un sussidio, come ne esistono tanti, con spiegazioni esegetiche, spirituali e pastorali intorno alle letture della Messa. Risponde ad una logica chiara, secondo criteri e limiti fissati, al fine di non dire tutto sullโ€™omiletica ma su alcuni aspetti precisi dal punto di vista teologico-liturgico e celebrativo. Ad esempio, pur accennandovi, non si รจ toccato lโ€™ambito rilevante della comunicazione, dellโ€™oratoria, del come parlare in pubblico.

Quattro attenzioni hanno fatto da sfondo alla redazione: il posto della Parola di Dio nellโ€™azione liturgica; i principi dellโ€™interpretazione biblica; la conoscenza della Scrittura e della liturgia da parte dellโ€™omileta, e lโ€™incidenza sulla sua vita spirituale; coloro a cui lโ€™omelia รจ rivolta, le loro culture e situazioni, al fine di aiutali a rendere evangelica la loro esistenza.

รˆ articolato in due parti.

La I: Lโ€™omelia e lโ€™ambito liturgico, costituisce la parte sostanziale, poichรฉ si descrive: 1 – che cosโ€™รจ lโ€™omelia, la sua funzione e il contesto in cui รจ posta – non รจ tanto unโ€™istruzione informativa quanto un atto inserito in una sequenza liturgica performativa – come gli aspetti che la connotano, tra cui il ministro ordinato a cui spetta, la dinamica che la percorre (riferimento a letture bibliche e preghiere, lโ€™esperienza sacramentale in atto, il vissuto), lโ€™attenzione ai destinatari. 2 – Lโ€™interpretazione della Parola di Dio esposta nellโ€™omelia (i criteri ermeneutici delle Scritture; non solo esegesi del testo scritto ma esegesi orante della Parola di Dio, in vista dellโ€™esegesi vissuta del Vangelo che รจ la caritร ). 3 – Preparazione prossima e remota, che chiede allโ€™omileta di coniugare conoscenze-principi con la loro messa in pratica, rammentando in particolare la lectio divina.

Nella seconda parte, Ars praedicandi, sono tratteggiate le coordinate metodologiche e contenutistiche che lโ€™omileta deve tener presenti nellโ€™organizzare unโ€™omelia (scegliere cosa dire, perchรฉ dirlo, come dirlo a “questa” assemblea). Sono abbozzate delle chiavi di accostamento a temi e a testi, a titolo esemplificativo e non esaustivo, per il ciclo domenicale-festivo a partire dal cuore dellโ€™anno liturgico (Triduo e Tempo Pasquale, Quaresima, Avvento, Natale, Tempo durante lโ€™anno), con riferimenti anche alle Messe feriali, di matrimonio e delle esequie; in questi esempi sono applicati i criteri esposti nella parte I, ossia la tipologia tra Antico e Nuovo Testamento, lโ€™importanza del brano del Vangelo per lโ€™ermeneutica del messaggio biblico, lโ€™ordinamento delle letture e il motivo della loro scelta, il legame tra liturgia della Parola e liturgia eucaristica, tra messaggio biblico e risposta orante, tra celebrazione e vita, tra ascolto di Dio e della comunitร  storica, cioรจ di un dato tempo, luogo, cultura.

Seguono due Appendici. Nella prima, sono segnalati riferimenti al Catechismo della Chiesa Cattolica a partire da accenti tematici del messaggio biblico dei tre cicli domenicali-festivi. Nella seconda Appendice sono elencati i documenti magisteriali sullโ€™omelia-predicazione.

A chi รจ destinato? Ai vescovi e ai preti anzitutto, ma anche ai seminaristi, e ai loro formatori. รˆ uno strumento che puรฒ aiutare a riflettere sia personalmente che negli incontri di formazione permanente del clero.

รˆ stato inviato il lingua inglese (originale) e in traduzione italiana alle Conferenze dei Vescovi. Eโ€™ stata anche offerta una traduzione “base” in castigliano e in francese, ricordando che per queste e altre lingue, sarร  responsabilitร  della Conferenza dei Vescovi sia tradurre il testo, accordandosi con altre Conferenze nel caso di identica lingua, sia provvedere alla sua pubblicazione tramite lโ€™editore/editori che la Conferenza stima idoneo/i. Per gli aspetti editoriali, come per ogni documento della Sede Apostolica, occorre intendersi con la Libreria Editrice Vaticana, che ha curato lโ€™edizione del volume disponibile da oggi in lingua italiana e in lingua inglese.

[00237-01.01] [Testo originale: Italiano]

Intervento del Sig. Filippo Riva

Sappiamo dal Vangelo che quanti ascoltavano Gesรน “erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autoritร ” (Mc 1, 22). La parola “autoritร ” traduce il latino “potestas”, indica qualcosa di cui Gesรน era totalmente “padrone” e che promanava dal suo essere, cioรจ lโ€™autenticitร  e la libertร .

Ma un autorevole insegnamento e unโ€™alta capacitร  di parola possono essere anche le doti di un intellettuale, che non coinvolge la propria esistenza con il suo giudicare e con il suo dire; possono essere il gioco teorico di un professore. Invece, nel caso di Gesรน, non bastava ascoltarlo, ma si desiderava stare con lui, andare con lui. Lโ€™omelia deve, dunque, essere il mezzo con cui il sacerdote instilla in me il desiderio di conoscere o ri-conoscere Gesรน, presentandolo nel modo piรน diretto e chiaro, non accartocciato o parziale.

Come ha scritto Benedetto XVI “Allโ€™origine dellโ€™essere cristiano non cโ€™รจ una decisione etica o una grande idea, bensรฌ lโ€™incontro con un avvenimento, con una Persona, che dร  alla vita un nuovo orizzonte”. Questa affermazione credo che faccia emergere una caratteristica di metodo essenziale che deve essere tenuta presente da chi tiene lโ€™omelia, ovvero il riandare allโ€™origine storica, il recuperare la sorgente che dร  alle parole il loro senso.

Nella quotidianitร  della mia vita spesso mi รจ facile dimenticare e vivere nellโ€™abitudine della mentalitร  dominante, poichรฉ il male, che vedo nel mondo e che รจ lo stesso che opera anche in me, tende a rendere opaca questa origine storica perchรฉ “la so giร ”, ma, proprio perchรฉ “la so giร ”, non mโ€™interpella piรน; credo, dunque, sia un lavoro necessario riprenderla, darle spazio e chiedersi: รจ vero che “la so giร ”? veramente “la so giร ”? Ecco, vorrei che lโ€™omelia mi spingesse verso questo mettere in pericolo ciรฒ che “so giร ”.

Come dice Papa Francesco: “Il predicatore ha la bellissima e difficile missione di unire i cuori che si amano: quello del Signore e quelli del suo popolo. Il dialogo tra Dio e il suo popolo rafforza ulteriormente lโ€™alleanza tra di loro e rinsalda il vincolo della caritร . Durante il tempo dellโ€™omelia, i cuori dei credenti fanno silenzio e lasciano che parli Lui” (EG 143).

Mi sorprendo a desiderare di sperimentare questo vincolo indissolubile tra la mia fede e lโ€™esistenza quotidiana in tutta la sua drammaticitร ; desidero, cioรจ, fare esperienza dellโ€™Eterno che abbraccia il mio limite e lo destina a sรฉ. In fin dei conti, ciรฒ che accomuna ognuno di noi quando varchiamo le porte di una chiesa, anche in modo inespresso, credo siano quelle stesse e, se ascoltate attentamente, commoventi parole di Pietro: “Signore tu sai tutto, tu sai che ti voglio bene”.

Attendo dunque nellโ€™omelia un timbro che ridesti il senso dellโ€™appartenenza al mistero che Gesรน ha chiamato Padre, perchรฉ, in esso, mi accorgo recuperato nella mia totalitร  originaria e non piรน, come nella parola a cui la mentalitร  dominante facilmente mi abitua, accostato solo per la funzione che posso avere: ora come inquilino, ora come consumatore, ora come bisognoso dโ€™affezione, ora come esperto di una particolare disciplina, ora come soggetto di doveri.

Il parlare di un sacerdote deve dunque essere incarnato, deve cioรจ testimoniare un atteggiamento di fronte alla vita, una posizione umana. La parola รจ in sintesi autentica solo se posso testarla come intima alla mia esperienza personale, ma il desiderio di verifica sorge se il testimone che la pronuncia รจ compromesso lui stesso con essa, cosรฌ che sia provocata la mia persona intera. Lโ€™omelia va a segno se testimonia un metodo davanti alla domanda che emerge dalla realtร  concreta e, con essa, dalla storia del mondo.

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